Racconti in valigia: viaggi in moto, emozioni e sorrisi dentro il casco

Buongiorno Panda Community, siamo arrivati a metà settimana, ma leggendo questa intervista vi assicuro che vi sembrerà di essere proiettati nel weekend: moto, amore, viaggio e scoperta si uniscono nella storia di David, che con sua moglie gestisce il blog  I viaggi della motocicletta. 

Avete voglia di assaporare la libertà?

Ecco a voi la sua intervista:

Ci racconti un pò di lei e di come nasce Viaggi della motocicletta;

Mi chiamo David, sono nato a Pisa quasi cinquant’anni fa e sono ancora indeciso sul mio futuro. Sono consapevole che una scelta la devo fare perchè l’età impone una decisione e questo mi provoca un poco d’ansia. MI piace la lettura e ho deciso di vendere tutti i libri tranne quelli di viaggi e le guide Lonely Planet. Mi piacciono le serie tv e adoro le maratone davanti allo schermo che però mi devastano fisicamente, guardo di buon grado anche molti film se al cinema anche meglio. La mia passione per la moto è inversamente proporzionale alla mia capacità di metter mano ad un qualsiasi motore o a risolvere problemi in caso di guasti, però porto sempre con me il kit di emergenza. Mi piace la moto come mezzo  di trasporto ma non sono mai stato affezionato all’oggetto in quanto tale, mi piacerebbe cambiare motocicletta ogni due anni. Ho sempre praticato dello sport ma il podismo è sempre stato un “passo” sopra tutti. Solo in età adulta mi sono tolto delle soddisfazioni partecipando a qualche mezza maratona ma credo che non riuscirò a coronare il sogno della maratona prima dei cinquanta. La corsa è sempre stata una costante negli anni fin da ragazzo dove ero iscritto ad una società sportiva della mia città. Col passare del tempo ho continuato a correre da solo. Mi piace parecchio, mi aiuta a pensare, a riflettere sugli articoli da scrivere sul blog e naturalmente a scaricarmi. L’idea del blog nasce per avere una traccia, un resoconto, un ricordo sempre vivo dei viaggi fatti. Il blog Viaggi della Motocicletta nasce nel settembre del 2017 dopo il viaggio in Valle d’Aosta e dopo aver gettato per errore un diario di appunti di piccoli spostamenti. Nel nostro blog descriviamo i viaggi possibili, quelli che tutti possono intraprendere basta un poco di coraggio, un casco integrale e una valigia. Occorre però saper riconoscere i propri limiti senza dover per forza strafare e cercare di accumulare più energia possibile dal viaggio che si intraprende. Non contano  i chilometri che si percorrono ma ciò che il viaggio lascia dentro di noi.

Tra i numerosi viaggi che avete fatto, quale è stato quello che vi è piaciuto di più e perchè?

Il viaggio più bello è sempre il prossimo è la risposta immediata e scontata. In realtà se guardiamo indietro e sfogliamo l’album fotografico della memoria e quello cartaceo, ogni viaggio è sempre stato divertente e ci ha sempre arricchito. Ognuno in modo diverso ma abbiamo sempre ricevuto molto dai nostri spostamenti ma curiosamente, il denominatore comune dei primi viaggi è stata sempre la pioggia, nelle vecchie foto di venti anni fa siamo sempre bagnati! Già, tutto è iniziato a giugno del 1999 con il primo vero viaggio a Le Mont Saint Michel concentrato in circa 13 giorni. Una vera pazzia. Ma esser giovani è importante. In realtà il viaggio che ricordiamo con più piacere è datato maggio 2000 con destinazione Isola d’Elba. Fu piuttosto uno spostamento lungo, quattro notti e cinque giorni. In quegli anni vivevamo a Firenze e pensavamo che fosse il viaggio della “staffa”, Dania infatti era in attesa di Camilla da circa venti settimane. L’ultimo viaggio si disse, invece…abbiamo continuato fin verso al sesto mese abbondante poi i dolori nelle curve si facevano sentire e parcheggiammo temporaneamente il ferro nel box per poi riprenderlo qualche mese dopo la nascita. I giorni all’Isola d’Elba furono spensierati, prenotammo alla pensione Lorenza a Cavoli ed eravamo soli, la spiaggia era nostra. Una foto cartacea mostra i segni evidenti delle bruciature dal sole. Girammo l’isola in lungo  e in largo come se fossimo i padroni. Ormai i ricordi della gravidanza sono legati a quei cinque giorni in moto che dovevano essere gli ultimi.

Leggo dal vostro blog: il viaggio in motocicletta è un viaggio che parte subito, senza compromessi, senza barriere. Quali ritiene siano i principali vantaggi di viaggiare in moto? come cambia l’esperienza di viaggio rispetto ad un viaggio tradizionale?

 

Il viaggio in motocicletta parte subito e non potrebbe essere altrimenti. Dal momento in cui saltiamo in sella le buone sensazioni prendono corpo. La partenza è come un piccolo rito: frizione, leggera pressione del piede sinistro sulla leva del cambio, la luce verde del “neutral” si spegne, si rilascia lentamente la frizione e si gira in modo leggero la manopola del gas. Ecco, partiamo e dopo pochi metri il sorriso è già presente sotto i caschi e le preoccupazioni dietro di noi. Tutto ciò per dire che spesso può essere più interessante lo spostamento per raggiungere la meta che l’obiettivo stesso. Cerchiamo di bandire le autostrade (quando possibile) a favore di strade secondarie dove il contatto con  l’ambiente circostante è ai massimi livelli e tutti e cinque i sensi vengono stimolati. Ed è proprio in queste circostanze che l’assenza di barriere diviene fondamentale, non ci sono vetri o parti metalliche a dividerci dal paesaggio ma solo il casco e l’abbigliamento. Viaggiare in motocicletta vuol dire anche viaggiare in costante equilibrio, due ruote e il carico in bella vista rendono il tutto molto precario ma è il fascino dell’adattamento, dell’essenzialità. Il viaggio in moto permette anche di riscoprire un contatto umano diverso fatto di gente ospitale e desiderosa di condividere avventure ed esperienze. I vantaggi di viaggiare in moto sono anche legati strettamente alla praticità di muoversi con un mezzo poco ingombrante, si possono saltare le file senza provocare le ira degli automobilisti, nei traghetti entriamo anche se siamo in ritardo, un posticino c’è sempre! Essenzialmente con il viaggio in motocicletta si assapora il gusto della libertà!

Siete una coppia nella vita e nei viaggi. Viaggiare insieme ha fortificato il vostro rapporto? Come sono cambiati i viaggi dopo la nascita di Camilla?

Io e Dania ci siamo conosciuti a Firenze nel 1998, catapultati nel mondo ospedaliero di Careggi come due infermieri alla loro prima importante esperienza di lavoro. Avevo già un moto comprata senza indugio con il primo stipendio. Una Yamaha XT 600 del 1982, essenziale e  usatissima da non so quanti proprietari. Una moto più croce che delizia ma Dania non ha mai battuto ciglio nei nostri spostamenti, uno zaino e via. Il nostro affiatamento su due ruote è iniziato proprio su questo incerto mezzo per prendere corpo poi nel giugno del 1999 con il nostro primo vero viaggio dove battezzammo la nuova moto e  le borse laterali presero fuoco, fino all’ultimo nell’ottobre del 2018 con l’ottava moto in Corsica dove ci siamo messi alla prova con sterrati e fuori pista impegnativi. Nel tempo abbiamo imparato a viaggiare e soprattutto a riconoscere la motocicletta adatta a noi. Riconosco che occorre un ottimo affiatamento nel viaggiare in coppia, ad oggi so riconoscere ogni spostamento di Dania quando siamo in sella se corrisponde ad uno stato di malessere o insofferenza o semplicemente se è ora di fermarsi per un caffè. Adoriamo viaggiare in coppia e condividere il viaggio stesso durante le soste, sono gli unici momenti in cui parliamo. Quando siamo in sella i suoni provengono esclusivamente dalla strada e dall’ambiente intorno a noi. Una volta e in un solo viaggio abbiamo utilizzato l’interfono che giace sempre in un cassetto. La nostra passione delle due ruote ha avuto una pausa per la nascita di Camilla nel novembre del 2000, nel giugno del 2001 riprendemmo la motocicletta con destinazione Croazia. La nascita di nostra figlia non ha modificato il desiderio di andare in moto, più che altro ha modificato le mete e i giorni di permanenza, quindi destinazioni “possibili” da percorrere in quattro giorni circa. Anche le moto possedute non erano concepite per lunghi viaggi ma per gite fuori porta di qualche giorno. L’acquisto nel 2007 della BMW 800Gs però, ha completamente cambiato le carte in tavola.

Grazie David, con il tuo racconto ci hai fatto emozionare, ci hai trasmesso la tua passione e ci hai fatto nascere un bel sorriso, anche senza avere addosso il casco!

Se desiderate seguire le avventure di David e la sua famiglia, volete maggiori informazioni sugli itinerari o volete mettervi in contatto con lui,  vi lasciamo il link al loro sito  qui .

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  • Paolo
    14/07/2019 at 12:23

    “L’idea del blog nasce per avere una traccia, un resoconto, un ricordo sempre vivo dei viaggi fatti”, questa la frase che mi ha colpito di più! Una sorta di collezionisti del viaggio. Bella immagine. Il viaggio in moto come continua ricerca del contatto con l’ambiente che ci contorna, senza barriere.Un contorno in continuo divenire com’è appunto quello del viaggio. Anch’io ho una visione molto simile anche se non sono assolutamente capace di guidare una moto…

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