Racconti in valigia: Uno sguardo sul mondo da una panchina

In questo martedì il Panda tratta due argomenti vicini e lontani tra loro: i libri ed i viaggi. Abbiamo avuto l’onore di poter ascoltare Andrea, giornalista, scrittore e autore del sito Andreafazioli.ch, che ci ha raccontato di sè e delle sue esperienze! Curiosi? Scopriamo qualcosa in più!

Ecco le sue parole:

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Sono uno scrittore e scrivo da quando sono bambino, perciò da molto prima che nascessero i blog…. Ho pubblicato diversi romanzi per l’editore Guanda in particolare e parecchi racconti. Tuttavia ero sempre rimasto lontanto dalla scrittura per la rete, anche per una mia diffidenza verso la tecnologia. Ho cercato però di superare questa diffidenza per sfruttare i vantaggi che può dare un blog, inteso sia come laboratorio per sperimentare  nuove forme di scrittura che poi qualche volta diventano racconti o romanzi, sia come spazio di incontro e dialogo diretto con i lettori. Fin dai primi anni a colpirmi è stato proprio questo aspetto: quando scrivi un romanzo il legame con il lettore è profondo, naturalmente, ma indiretto; scrivendo in un blog invece si ha l’impressione che i lettori siano molto più vicini.

Credi che un libro/autore possa stimolare l’interesse per un viaggio nel luogo di ambientazione del libro/di nascita dell’autore?

Credo che ciò sia vero soprattutto nel caso di quei libri che sanno raccontare l’atmosfera di un luogo. Il valore aggiunto di un romanzo, infatti, al di là della trama e della forza dei personaggi sta proprio nei sapori, negli odori, nei suoni che creano l’ambientazione. Mi è capitato di viaggiare in luoghi che conoscevo solo attraverso la letteratura; scoprire con i miei occhi reali ciò che avevo visto fino a quel momento solo con gli occhi della fantasia, è stata ogni volta un’esperienza strana e molto proficua. Certo, nessun romanzo è veramente ambientato in un luogo reale, perché l’autore ricostruisce il luogo, ma l’atmosfera quella si sente, e aiuta a visitare un luogo più di tante guide turistiche. Un solo esempio: la prima volta che andai a Parigi la conoscevo soltanto attraverso i romanzi. A parte i classici, penso ai molti romanzi di Georges Simenon. Ebbene, la Parigi di Simenon non è certo per forza la Parigi reale. O meglio, la Parigi reale non è più quella che descriveva Simenon. Eppure basta una certa luce, un certo colore delle pietre, una parola sentita per strada e di colpo uno può avere l’impressione che da un momento all’altro, in un bar di Place Dauphine,  possa incontrare il commissario Maigret.

Qual è il tuo rapporto con i libri e i viaggi. Sei più per un bagaglio pieno di libri o per un leggerissimo ebook?

È una questione difficile. Spesso mi capita di portare un leggerissimo ebook per motivi di praticità. Ma non tutti i libri che si desiderano leggere si trovano in versione digitale. Inoltre, anche durante i viaggi, qualche volta è bello sentire fra le mani un libro frusciante di carta. Poter infilare il dito fra le pagine e alzare gli occhi per guardare fuori dal finestrino del treno. Quindi mi capita anche di portarmi dietro molti libri, più di quelli che riuscirò a leggere, perché al momento della partenza come faccio a sapere quale libro di preciso avrò voglia di leggere? In altri casi, quando  lo spazio per il bagaglio era limitato, mi sono rallegrato di poter avere la possibilità di portarmi un leggerissimo ebook.

Raccontaci di una tua esperienza in giro per il mondo!

Il mio ultimo viaggio in un paese lontanto l’anno scorso mi ha portato a fare un tour in tre paesei sudamericani: il Perù,  l’Ecuador e la Colombia. Si trattava in realà di un giro di conferenze, in occasione della Settimana della lingua e della cultura italiana nel mondo. Il ritmo quindi era molto serrato e non è stato un viaggio turistico. Ma proprio questo mi ha permesso di vedere i posti con occhi nuovi. Il fatto di parlare con la gente del posto, di tenere laboratori di scrittura per gli studenti di italiano, di poter usufruire della grande ospitalità delle persone che hanno organizzato il viaggio, mi ha permesso di entrare più a fondo nel territorio. È stata una visita breve e, spesso, mi sono limitato a passare da un posto all’altro. Ma a volte è bello viaggiare anche così, incontrando molte persone, vedendo tanti luoghi e accumulando parole, pensieri, rapide impressioni che poi sedimentano a lungo dentro l’anima. Un altro modo di viaggiare invece è immmersivo. Basta andare anche in un luogo vicino e rimanerci a lungo. E piano piano il luogo rivelerà mille aspetti sorprendenti. Non esiste un luogo che non sia interessante da questo punto di vista. Ogni luogo, se riesci a rimanerci abbastanza a lungo, se riesci a metterti in uno stato d’animo contemplativo, finisce per diventare sorprendente. A questo proposito nel mio blog tengo una speciale rubrica di viaggio legata alle panchine pubbliche. Ogni settimana scrivo  infatti una “recensione” di panchina per una rivista svizzera (Ticino7). Poi pubblico il testo anche nel mio blog accompagnato da un’immagine e da un frammento di paesaggio sonoro sotto forma di un breve audio. Naturalmente le recensioni sono un pretesto per una divagazione letteraria. Ma ho scoperto che sedersi sulle panchine pubbliche è un bel modo di viaggiare, di uscire dal mondo restando dentro il mondo.

Un’altra esperienza di viaggio che porto avanti sul mio blog è quella di incrociare luoghi reali della mia quotidianità con luoghi remoti che non ho mai visto. 

È una serie che ho chiamato Viaggi immaginari e che ogni mese mi porta in un luogo diverso del nostro pianeta.

Quest’estate per esempio sono stato nel cuore dell’Antartide, lontano da tutto e da tutti, in mezzo al bianco infinito.

Anche questa è stata un’esperienza che non dimenticherò

Grazie  Andrea per aver condiviso con noi i tuoi consigli e le tue esperienze di viaggio.

Vi ricordiamo che, se volete contattarlo o avere ulteriori informazioni, potete trovare il suo blog  qui .

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