Racconti in valigia: Un viaggio splendido, che può cambiare la vita

Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Martina, esperta di viaggi, ed autrice del sito Viaggi senza biglietto, nel quale racconta ai suoi lettori delle sue esperienze, dei suoi viaggi e dà preziosi consigli di viaggio. 

Ecco per voi la sua intervista:

Parlami un po’ di te e del tuo blog

Più che una blogger mi piace definirmi una bolognese con una seria dipendenza da tortellini e lasagne, un cuore che batte per la fotografia e una passione per le belle storie da raccontare.

Fin da bambina sognavo di arrivare, un giorno, a lavorare con le parole. Sui banchi di scuola viaggiavo con la fantasia e spesso la realtà mi annoiava. E così, sulla soglia dei 30 anni, mi sono detta “ora o mai più” e ho deciso di aprire un “travel blog” un po’ anomalo, per scrivere di quei viaggi che mi frullano per la testa e di quelli che ho fatto sul serio.

In fondo quanti modi esistono per viaggiare? A tutti capita di lasciarsi trasportare da una bella storia, da un buon libro, ma anche da un bel film, che ci fanno vivere altre vite, pur rimanendo in ufficio o sul nostro divano di casa.

Ho aperto “Viaggi senza Biglietto” solo un anno fa: l’ho fatto soprattutto per avere un posto dove poter scrivere in libertà di ciò che amo di più. Così ho preso il coraggio a due mani (e una tastiera) e, un bel giorno di inizio settembre, il mio blog è passato da offline a online.

Aspettative zero, ovviamente. In pochissimo tempo però le persone hanno iniziato a scrivermi, a chiedermi consigli sui viaggi e a ritrovarsi nelle storie della mia vita. E dopo qualche mese sono arrivate anche le prime collaborazioni.

La soddisfazione più grande, però, rimane quella di emozionare con le parole. Un semplice racconto, a volte, può farci sentire meno soli, arrivando dritto al cuore di chi legge. È questo che mi spinge a scrivere.

 

Come nasce la tua passione per i viaggi?

La mia passione per I viaggi nasce di fatto da un viaggio con la V maiuscola, in Repubblica Democratica del Congo. Non proprio un posto turistico, insomma. Definirei questa esperienza umanitaria come viaggio di vita, poiché è nata per aiutare gli altri a migliorare la loro ma, allo stesso tempo, ha portato inevitabilmente un cambiamento in quella di chi ha compiuto il viaggio. 

Siamo partiti senza telefono, ma con un diario di viaggio da scrivere. E lì è iniziato tutto. Devo ancora scrivere di questo viaggio sul blog, perché è un argomento molto delicato per me, ma prima o poi…

Raccontami di un’esperienza di viaggio che ti è piaciuta particolarmente. Come mai ti è piaciuta questa esperienza?

 

Proprio questo viaggio in Repubblica Democratica del Congo. Più che il viaggio che mi è piaciuto di più, direi che è quello che mi ha cambiata di più.

Fin dai primi giorni abbiamo appreso che in un nuovo paese si deve entrare in punta di piedi,

rispettando con umiltà tutte le sue credenze e le sue usanze, per quanto incomprensibili o diverse possano apparire ai nostri occhi. 

L’incontro e il contatto diretto con culture differenti dalla nostra non è risultato sempre facile, ma questo scambio ha sicuramente portato ad un arricchimento reciproco e ci ha permesso di imparare a collaborare e ad adattarci a qualsiasi situazione.

Durante il nostro soggiorno ci siamo dedicati a diverse attività: i giochi con i bambini, il cui entusiasmo ha saputo coinvolgere ognuno di noi; il lavoro di costruzione di una cappella, in cui abbiamo compreso i pro e i contro della collaborazione tra mundele (bianchi) e muindu (neri); la visita a diversi orfanotrofi, che ci ha commossi con gli occhi dei bambini a cui è mancato l’amore familiare fin dai loro primi anni di vita; l’incontro con persone di diversi villaggi, che ha saputo renderci parte della comunità africana.

Siamo rimasti particolarmente colpiti dalla povertà che ci circondava e da quanto, allo stesso

tempo, l’essenzialità convivesse con la dignità: il sorriso di chi non ha nulla e la semplicità con cui viene affrontata la vita sono davvero esemplari.

Abbiamo scoperto che, a volte, la felicità non si deve ricercare nelle grandi cose, ma si può nascondere anche in un sorriso, in una carezza, in una scarpa rotta.

 

Vi ricordiamo che, se volete contattare Martina, volete ispirazioni e consigli per il prossimo viaggio o volete seguire le sue avventure, potete trovare il suo sito  qui 

Sei un viaggiatore? Vuoi vivere le le stesse esperienze di Martina?

Visita il sito!

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