Racconti in valigia: Un Racconto dal Grande Nord

Il Panda oggi ha avuto la fortuna di andare alla scoperta di alcune delle sue destinazioni preferite: abbiamo infatti intervistato Marco Grippa, l’autore del omonimo blog e del recente libro “Racconti dal grande Nord – viaggio alle alte latitudini” . Viaggiare in queste terre lontane, poco turistiche, nell’immaginario luoghi solitari e ostili all’uomo, rappresenta al contempo uno dei viaggi più emozionanti che possono essere intrapresi, che lasciano ricordi indelebili, tanto da farti venire voglia, come ci confermerà Marco, di tornare quanto prima.

Ecco per voi le sue parole:

Ci racconti qualcosa di lei e del suo ultimo libro pubblicato: “Racconti dal grande Nord – viaggio alle alte latitudini”

Mi piace viaggiare e raccontare alcune esperienze particolari. Oggi il viaggio si continua a evolvere: tutti ci muoviamo, le distanze si accorciano e tutto improvvisamente diventa vicino, turistico. Il concetto stesso di viaggio è sempre più difficile da definire. Per me significa vivere un’esperienza, che mi porti qualcosa di nuovo.

Ho viaggiato prima in Europa, poi in Asia e un po’ in altri continenti. Nel grande nord ho iniziato a viaggiare qualche anno fa, e mi ha portato sempre emozioni forti, al punto poi di intraprendere questo progetto di scrivere un libro.

Cosa la ha ispirata nella scrittura del libro? Abbiamo letto che parti del libro sono state scritte durante i viaggi, l’idea di scrivere il libro è maturata dunque durante questi viaggi?

Questo libro è il mio secondo racconto di viaggio che viene pubblicato. Scriverlo è venuto dopo il primo, “Pamir Express”, che parla di un viaggio in Asia centrale, tra Tagikistan e Kirghizistan.

Dopo essere stato in Kamchatka ho pensato a un libro di quel fazzoletto di Siberia, poi è maturata l’idea di un diario di tutti i viaggi nel grande nord. Così ho continuato e gli ultimi viaggi li ho compiuti con il contratto già in mano, scrivendo spesso direttamente durante il viaggio, in particolare per le Islanda, Isole Faroe, Lapponia e Canada.

Scrivere questo libro è per me il raccontare quello che ho vissuto, ma anche creare una lettura che possa stimolare gli amanti e non del grande nord in itinerari spesso poco battuti e fuori dal turismo verso le mete più classiche.

Quando ha deciso di partire per l’esplorazione del Grande Nord?

Dopo tanti viaggi in altre zone del mondo, a contatto con la gente di culture diverse. A un certo punto ho sentito il desiderio di nuove avventure, e sono partito per la Groenlandia. Da lì non sono più riuscito a fermarmi: ho continuato in Norvegia, Scozia, Islanda, Kamchatka, Lapponia, Isole Faroe e Canada.

 

Cosa la ha maggiormente affascinata di queste terre?

La natura più pura e incontaminata e la varietà delle emozioni, dall’estate all’inverno, dal sole 24 ore al giorno alla notte lunghissima, dal vento e il mare lungo i promontori ai paesaggi immersi nella neve, dagli spazi infiniti del Canada ai vulcani della Kamchatka. C’è veramente molto da esplorare nelle terre artiche.

Come definirebbe i tratti della popolazione locale?

Questi viaggi nel grande nord sono stati più a contatto con la natura che con le persone. Ci sono stati diversi incontri, alcuni molto piacevoli, di persone con cui sono rimasto in amicizia.

Non è facile tratteggiare le popolazioni dei paesi del nord perché sono molto diversi tra loro, sono diversi loro stessi a seconda della stagione, e non ci sono dei tratti comuni così evidenti. Ho trovato le Isole Faroe il luogo più facile dove incontrare persone e passare un po’ di tempo insieme.

Quali sono gli insegnamenti, i cambiamenti, che questi viaggi hanno stimolato in lei?

I cambiamenti principali nella mia vita li hanno portati i primi viaggi, quelli a contatto con gente e culture molto diverse dalla nostra. Quei viaggi sono quelli che mi hanno sconvolto di più, messo di fronte a realtà che non è facile capire se non ci si immerge dentro. I viaggi nel grande nord mettono molta pace, ma anche energia, riempiono gli occhi di bellezza.

Se dovesse scegliere uno solo tra i paesi che ha visitato da consigliare ai nostri lettori, quale sarebbe e perché lo consiglierebbe?

È impossibile dirlo, perché paesaggi e stagioni cambiano l’esperienza in maniera drammatica.

Visitare il Canada o l’Islanda in estate non ha nulla a che vedere con la Lapponia in inverno, specie se si fa un viaggio a piedi in mezzo alla neve.

Posso dare un consiglio solo chiedendo alla persona che tipo di sensazione cerca. Il grande nord può sembrare una cosa unica, con paesaggi simili. Invece, offre interi mondi molto diversi tra di loro.

Ha mai avvertito la solitudine o il desiderio di tornare a casa durante questi viaggi? O il desiderio di scoperta ed esplorazione hanno prevaricato questi sentimenti?

Sfortunatamente per me i viaggi non sono mai stati abbastanza lunghi per sentire la mancanza di casa. Non potrei vivere a latitudini così alte, ma per un viaggio questi sono luoghi dove è veramente difficile stancarsi.

La scoperta viene anche senza cercarla, perché in quei climi tutto cambia all’improvviso, dal sole a una tempesta, dal buio alla prima luce, da un arcobaleno a una aurora boreale.

Sensazione di solitudine a volte sì, ma con un’accezione positiva, anche perché ero perfettamente conscio che da lì a breve sarei tornato in città e quella solitudine l’avrei presto rimpianta.

 

Sappiamo che ha viaggiato in Lapponia per due volte, come mai ha scelto di ripetere il viaggio in questa destinazione? Quali ricordi indelebili porta con sé? Si è mai trovato davanti a situazioni di difficoltà o pericolo?

Ho esplorato la Lapponia due volte, sempre a piedi e in inverno. La prima esperienza è stata talmente coinvolgente che ho deciso di tornarci l’anno successivo. La prima volta attraversato un parco nazionale in Finlandia con tenda e racchette da neve, trascinando una slitta con tutto il materiale. È stata fisicamente dura ma mentalmente rilassante.

La seconda volta sono andato, sempre con le racchette da neve, dormendo in alcune baite nel parco di Pallas-Yllastunturi, al confine tra Finlandia, Svezia e Norvegia. Lì ci sono, in inverno, alcuni tra i paesaggi più incredibili che abbia mai visto in giro per il mondo.

No, non mi sono mai trovato in situazioni di pericolo. Si è molto a contatto con la natura, mentre nel mondo a volte è l’uomo a essere più pericoloso.

 

“Le sue esplorazioni nel nord non sono ancora finite”. Verso dove la porta “la voce del Nord” questa volta?

Ci sono ancora vari viaggi che vorrei fare. Uno è attraversare il Mar Baltico a piedi, in inverno, quando è completamente congelato. È una spedizione un po’ complessa, ma con le giuste condizioni spero di poterla fare. Ci sto pensando, anche se ora sono ancora immerso nel tour di presentazione di questo libro e nel raccontare i viaggi già fatti.

 

Come avete avuto modo di leggere, il viaggio nel Grande Nord è un viaggio non turistico, un viaggio particolare, emozionante, che è in grado di affascinare e di cambiare profondamente chi lo compie.

Ringraziamo Marco, per aver condiviso con noi le anticipazioni sul libro e le sue esperienze di viaggio, trasmettendoci la sua passione per queste terre.

Se volete maggiori informazioni sul suo libro, sui suoi viaggi, o se volete contattare Marco direttamente, vi lasciamo il link al suo sito qui.

Sei un viaggiatore? Vuoi vivere le stesse esperienze di Marco?

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