Racconti in valigia: Tra teatro, scuola e viaggio

Cari lettori il Panda si avvicina al weekend con una bella intervista ad Alessandra, insegnante della scuola secondaria appassionata di teatro e di viaggi, tanto da unire queste passioni con il suo lavoro. Non c’è cosa più bella che trasmettere l’amore per la cultura, per la scoperta, soprattutto se ai giovani! Alessandra è inoltre autrice di un blog, Act 1: scoprite con noi cosa ci ha raccontato:

Ci racconti un po’ di lei e di come nasce il suo blog.

Non ricordo esattamente come mi sia venuta l’idea del blog, all’inizio c’era solo il sito personale (www.act1.it) ma mi sembrava poco dinamico. Il blog mi permette di scrivere sugli argomenti che mi interessano di più e cioè il teatro, la scuola e i luoghi visitati e che mi hanno colpito. Ognuno di questi temi è fonte di ispirazione per l’altro, così mi risulta facile mettere i miei pensieri sulla carta… sì, perché a carta e penna non rinuncio, tutto nasce prima in maniera “antica” su un taccuino che porto sempre con me.

Crede che il viaggio possa essere una forma di ispirazione per gli scrittori? E’ fonte di ispirazione per lei personalmente?

Il viaggio per me è qualcosa che si lega sempre a una suggestione letteraria o culturale e il desiderio di partire non nasce per caso. Non sono attratta da tutti i luoghi del mondo, ci sono esperienze che nascono prima nella mente, non lascio facilmente le mie consuetudini e il partire deve essere sostenuto da una motivazione forte. Insomma non sono una ‘viaggiatrice seriale’ né mi piace l’idea della ‘toccata e fuga’, mi piace assaporare i luoghi che visito…

Ho visto che ha fatto il viaggio di nozze con suo marito in Jamaica. Cosa l’ha affascinata di più di questo paese? Come definirebbe la popolazione locale?

Anche il viaggio in Jamaica è nato da una suggestione. Ero ancora all’università, con il mio lavoravo in una radio privata, era di moda il reggae… Decidemmo di sposarci e – perché no? – scegliemmo la Jamaica per il nostro viaggio di nozze. Della Jamaica ricordo i ritmi lenti, gli odori dolci e caldi… Se non posso dare un giudizio complessivo sulla popolazione in base alle impressioni di un solo soggiorno (per avere un’idea più precisa sulla gente di un luogo si deve rimanere per più tempo e, soprattutto, ritornare nei luoghi), posso invece ricordare alcuni piccoli episodi particolarmente piacevoli, come la volta in cui un ragazzino mi ha rincorso sulla spiaggia per regalarmi una conchiglia che ancora conservo e poi ha preteso una foto che non avrebbe mai visto e tutto in cambio di nulla, di un sorriso e basta…

Ricordo ancora il lungo contrattare al mercato per un bassorilievo in legno che raffigura tre personaggi che si sostengono a vicenda e per me rappresenta la famiglia. La scultura è piuttosto voluminosa e non è stato facile riportarla a casa in aereo ma adesso è lì, nel nostro salotto e sono contenta di aver portato a termine la trattativa. Insomma, le occasioni di incontro non sono mancate e sono state piuttosto significative.

Crede inoltre che il viaggio possa essere utile ai suoi studenti, e più in generale ai giovani?

L’idea del viaggio è indubbiamente una proposta interessante da cui partire per sviluppare un discorso di tipo didattico. Qualche anno fa è stato l’argomento di un mio laboratorio teatrale, il teatro, infatti, non solo è una delle mie grandi passioni ma, come metodologia didattica, è una grande risorsa formativa e per questo cerco sempre di coniugare questo mio interesse con l’attività di insegnante. Traendo spunto dalla descrizione immaginifica del viaggio di marco Polo fatta da Calvino ne Le città invisibili ho elaborato, assieme a un gruppo di ragazzi delle medie, un percorso fantastico, pieno di suggestioni che aveva il suo senso nell’andare per conoscere. Un altro stimolo che mi è venuto dai viaggi fatti è stato il lavoro sui muri di separazione che risale a quasi venti anni fa e che può essere visto come una presa di coscienza in anticipo su quello a cui stiamo assistendo ai giorni nostri. Anche questa esperienza didattica si è conclusa con un lavoro teatrale ed è stata recentemente riportata nel secondo volume della collana “Fare scuola con l’arte” – Casa mia/casa tua – edita dalla Dino Audino di Roma. In generale, come ho già affermato in precedenza, teatro, scuola e viaggi si alimentano a vicenda e ne traggono reciproco beneficio.

Grazie ad Alessandra per aver condiviso con noi la sua concezione di viaggio e il legame di questo con le sue passioni ed il suo lavoro.

Vi ricordiamo che se volete maggiori informazioni su questi temi o se volete contattare Alessandra, vi lasciamo il link al suo blog qui.

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