Racconti in valigia: Sostenibilità ambientale, come reagire

In questo lunedì parliamo di un argomento molto importante, quello della cambiamento climatico. Siamo infatti entrati in contatto con Francesca, autrice del blog Spiccando il volo ed esperta in materia.

Ecco a voi le sue parole:

Parlaci un po’ di te e di come è nato Spiccando con il volo e il tuo progetto sull’ambiente

Viaggio il più possibile, vicino e lontano, ma soprattutto in luoghi freddi e impervi. Scrivo di viaggi, sia sul mio blog Spiccando il Volo che per riviste di settore come National Geographic Italia e magazine online. Il Grande Nord, una delle mie passioni, non è più solo una meta da visitare, ma un vero e proprio progetto che mi ha portato a raccogliere esperienze straordinarie e moltissime storie da luoghi posti ai confini del mondo che conosciamo. 

Il mio blog è il principale canale italiano di riferimento per chi sceglie di viaggiare nell’Artico, con circa 100.000 visitatori il mese, tanto che uno dei miei articoli sulla Lapponia è diventato parte di un più completo reportage pubblicato sulla rivista cartacea Traveler di National Geographic Italia. 

Ho visitato sperduti villaggi di pescatori in Groenlandia e comunità indigene nei Territori del Nord-Ovest, dormito in igloo di vetro e letti di ghiaccio nella Lapponia finlandese, guidato per 500 chilometri la mia motoslitta nel deserto artico delle Isole Svalbard, percorso le strade di ghiaccio invernali canadesi e visto l’aurora boreale danzare nei cieli del nord. 

Da qualche mese, dedico parte del mio tempo libero a sensibilizzare i più giovani su tematiche quali cambiamento climatico e inquinamento da plastica. Giro per le scuole assieme al mio collega Andrea Marraccini, tutor scolastico e viaggiatore, per raccontare le nostre avventure collegandole a queste problematiche importanti. 

Il cambiamento climatico è un problema evidente, come possiamo migliorare i nostri viaggi sotto questo punto di vista?

Nell’Artico, dove viaggio spesso, i cambiamenti sono visibili già da moltissimi anni. Questa è infatti una delle zone che risente maggiormente del riscaldamento globale tanto che sembra si riscaldi almeno in misura pari al doppio della media. 

Viaggiando nelle regioni polari è quindi più facile rendersi conto delle conseguenze del surriscaldamento, proprio perché si vanno a visitare luoghi caratterizzati già in partenza. 

da un fragilissimo equilibrio. Proprio qualche mese fa, esplorando i Territori del Nord Ovest in Canada, ho avuto modo di vedere con i miei occhi lo scioglimento delle strade di ghiaccio che collegano le comunità indigene più isolate, quelle che incontrano maggiori difficoltà ad adattarsi a ciò che sta accadendo. 

Viaggiare purtroppo non è sempre sinonimo di sostenibilità, soprattutto per la quantità di C02 prodotta a causa dei trasporti e degli spostamenti. Ma si può sempre cercare di trovare un’alternativa sostenibile, quando possibile, per avere un impatto ambientale minore. Un esempio? Evitare l’aereo sulle brevi distanze, optando invece per il treno. Oppure consumare in loco principalmente prodotti locali, magari a chilometro zero, anche per sostenere l’economia del posto. E poi non dimentichiamo il rispetto dei luoghi naturali e delle persone. Occorre fare sempre attenzione ai rifiuti che rischiamo di lasciare dietro di noi e portare sempre qualche bustina biodegradabile per raccoglierli e gettarli al momento giusto. 

Quanto è importante educare le nuove generazioni su questi temi?

Le nuove generazioni sono a mio avviso la chiave di svolta per un profondo e reale cambiamento. Occorre infatti tornare ad avere una sensibilità diversa rispetto l’ambiente naturale, preoccupandoci del suo stato di salute in questo preciso momento. Non si tratta più di una questione futura, ma del nostro presente. 

Da inizio 2018, assieme al mio collega Andrea Marraccini, abbiamo visitato ben 11 classi tra elementari, medie e superiori per raccontare le conseguenze del cambiamento climatico e l’inquinamento da plastica. Abbiamo raccontato ai ragazzi ciò che abbiamo visto viaggiando nell’Artico stimolandi a cambiare le cose nel loro piccolo, anche semplicemente rivedendo abitudini quotidiane come utilizzare le borracce anziché le classiche bottigliette di plastica. 

Come blogger e giornalista, sentivo il bisogno di dare un senso ai miei viaggi, a ciò che avevo visto e sentito. Non volevo solo chiacchierare, come fanno molti, ma agire concretamente per l’ambiente. É facile fare post in cui si denunciano fatti e situazioni dall’alto o si incollano informazioni scientifiche prese nel web, è più difficile invece scegliere di dedicare parte del proprio tempo per combatterle effettivamente. 

Recentemente un giornalista di un quotidiano locale, mi ha definita la Greta Thumberg livornese. Spero di riuscire ad abbracciare questa missione con lo stesso spirito d’iniziativa della giovanissima svedese, un grande esempio per le nuove generazioni che ho avuto modo di conoscere in questi mesi. Se il mio blog e la mia voce possono servire a diffondere un messaggio positivo, sono pronta a metterci il massimo impegno. 

Sogno nel cassetto?

Domanda difficile. Uno dei miei sogni nel cassetto l’ho realizzato da poco, ossia scrivere reportage per National Geographic, supportata da un grande professionista dell’immagine quale il fotografo ravennate Ottavio Giannella, le cui meravigliose fotografie dell’Artico ben rappresentano le suggestive atmosfere che racconto a parole. Abbiamo infatti appena pubblicato due editoriali su Lapponia e Islanda. Fa sempre un certo effetto vedere i propri lavori pubblicati per la più importante rivista cartacea di viaggi al mondo. Un sogno che avevo da quando ero bambina e cominciavo a scrivere e frequentare i primi corsi di scrittura. 

Ma se apro quel cassetto, c’è ancora spazio per altri desideri. Sicuramente ci sono tante esperienze che vorrei fare nell’Artico, tra queste circumnavigare le Svalbard per vedere l’orso polare e visitare Churchill in Canada. Le regioni polari continuano a essere il mio interesse principale e spero di riuscire a raccontarle e farle conoscere in modo autentico a più persone possibile, anche grazie a progetti come quello nelle scuole. E poi vorrei scrivere un libro, o una guida di viaggio, magari proprio su uno di questi luoghi che conosco molto bene e che seguo con interesse.

Grazie Francesca per averci dedicato il tuo tempo ed aver condiviso con noi la tua conoscenza ed  esperienza.

Per tutti coloro che desiderano mettersi in contatto con Francesca, vi lasciamo il link al suo sito  qui.

Sei un viaggiatore? Vuoi vivere le le stesse esperienze di Francesca?

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