Racconti in valigia: Roberto “plant based” innamorato dell’America

Oggi il Panda ha intervistato per voi Roberto, autore del blog  Vegani in viaggio  nel quale racconta ai suoi lettori la sua storia e le sue esperienze di viaggio, trasmettendo loro lo sconfinato amore per gli States. Con lui scopriamo il suo viaggio nella Route 66, una meta molto ambita. Siete curiosi di scoprire cosa ci ha raccontato?

 

Raccontaci un po’ di te, di come nasce il tuo blog e la tua passione per i viaggi;


Partiamo dalla passione dei viaggi, perché in realtà tutto ha avuto inizio da qui; da piccolo, sono nato nel 1971 e la mia adolescenza è stata vissuta senza internet, mi recavo spesso in un’agenzia di viaggi del mio paese per prendere delle brochure di viaggi e dei cataloghi dei tour operator per poter conoscere i paesi e sognare sfogliandone le pagine, adesso è tutto molto più semplice con internet, ma negli anni ’80 e ’90 non era così scontato conoscere il mondo. In poco tempo divenni una costante abitudine nell’agenzia e spesso mi lasciavano dei cataloghi apposta per me, sapevano che non potevo partire vista la mia giovane età e l’impossibilità di farlo per i miei genitori, ma giunto ai 18 anni ho fatto il mio primo viaggio in Marocco e da li non ho più smesso, ritengo che viaggiare sia una “droga”, da dipendenza, ma si tratta di una “droga che fa bene” e dalla quale è positivo non allontanarci.
 Negli anni ho continuato a viaggiare e scoprire il mondo per piacere personale, a un certo punto sono rimasto folgorato dal viaggio fatto sulla mitica Route 66, viaggio sognato da sempre, perché amo gli USA, gli spazi sconfinati, le strade dritte e polverose, le vecchie auto americane, le rumorose motociclette made in USA e la musica rockabilly; un mix di passioni che la Mother Road ha amplificato all’infinito.
 Ho scritto e pubblicato così, quasi per scherzo, il mio primo libro sulla Route 66, un diario di viaggio con consigli ed esperienze personali che mi ha aperto un nuovo mondo, senza aspettarmelo il libro ha avuto successo e ho così dato vita a un blog dove consiglio viaggi e avventure per una fetta di turisti un po’ particolari di cui faccio parte anche io da oltre 7 anni, quella dei turisti vegani.
 Nel blog Vegani in Viaggio ho iniziato a raccontare le mie esperienze di viaggio e suggerire mete e itinerari, tanto che ne è nato un secondo e terzo libro dedicato alla mia passione assoluta; New York City. Una città che mi ha letteralmente fatto innamorare degli Usa, quando, nel 1990, ho fatto il mio primo viaggio negli Stati Uniti d’America. Da allora se ne sono susseguiti tanti altri, sono stato nella Grande Mela una quindicina di volte e grazie a questa conoscenza della città sono nate due guide turistiche e un romanzo uscito pochi giorni fa, il mio quarto libro. Tutto questo nato dal quel viaggio nella Route 66 e tornando ancora più indietro da quei depliant presi in agenzia negli anni ’80.
 Il blog, aperto un paio di anni fa, sull’onda positiva del primo libro e delle costanti richieste di consigli di viaggio da parte di amici e follower, è cresciuto costantemente arrivando a diventare uno dei più frequentati dal popolo vegan amante dei viaggi, la costante evoluzione continua ancora oggi con delle proposte di vegan tour in giro per il mondo, tour di gruppo pensati e sviluppati per il turista “plant based”, così ci chiamano gli anglosassoni, che sviluppo insieme a un tour operator e dove faccio spesso da accompagnatore.

Sappiamo che hai una affezione particolare per gli USA: cosa ti affascina degli States? Come definiresti lo stile di vita statunitense, comparato  a quello italiano?


Mi piacciono le città immense come New York che amo alla follia, e dove mi sento incredibilmente a casa, non finirò mai di ringraziare questa città per le opportunità che mi ha dato. Amo poi gli spazi sconfinati, le strade dritte e i parchi americani, immensi e grandiosi, dove la Natura la fa da padrona; tornando indietro nel tempo, anche in questo caso, un documentario Disney su Yellowstone N.P. mi ha fatto innamorare di questi spazi sconfinati e di tutto quello che sono i parchi nazionali americani. Gli americani sono particolarmente accoglienti e disponibili, sia in città che nelle periferie, quelle periferie dove amo viaggiare e conoscere persone e dove mi innamoro spesso del motel in cui mi fermo a dormire, quello un po’ sporco e rovinato, ma ricco di storia con cui mi farebbe davvero piacere chiacchierare, ma posso solo cercare di leggere tra le screpolature delle sue pareti, i motel non parlano anche se avrebbero tanto da raccontare ai viaggiatori.
 L’Italia paragonata agli USA è totalmente diversa, viviamo in un paese stupendo dal punto di vista naturalistico e ambientale, ma senza entrare in argomenti politici, non mi trovo a mio agio qui per varie ragioni; le persone vivono spesso una vita troppo chiusa e diffidente, in America mi è capitato invece di incornare sconosciuti che senza chiedere niente in cambio mi hanno raccontato storie pazzesche e accompagnato a scoprire località sconosciute ai più nonostante la mia iniziale diffidenza da buon italiano. In Italia, purtroppo questo non succede.
 Amo le bandiere esposte in ogni casa, orgogliose di sventolare e sottolineare la profonda passione per il paese. Ovviamente non è una nazione perfetta, come tutte è lontano dall’esserlo, ma è dove mi sento più a mio agio. Il nostro paese è meraviglioso e meriterebbe di essere maggiormente valorizzato e diventare il miglior luogo dove vivere.

Quali sono i consigli che daresti a chi desidera organizzare un viaggio negli USA, specialmente alla scoperta della Route 66? Perché consiglieresti di visitare proprio questo luogo?


La Route 66 è stato per me il viaggio della vita, quello che mi ha profondamente cambiato e mi ha dato l’opportunità di crescere nel mondo dei viaggi, della scrittura e del blog, permettendomi di costruire qualcosa di impensabile fino al giorno prima. La Route 66 è a tutti gli effetti un museo a cielo aperto, una strada ricca di storia che attraversa 8 stati 3 fusi orari, in un susseguirsi di emozioni lunghe 4.000 chilometri, ma si finisce spesso per percorrerne 5.000 deviando alla scoperta di parchi nazionali strepitosi che rimarranno indelebilmente scolpiti nella memoria. Poi ci sono le persone che si conoscono durante un rifornimento di benzina, o mentre beviamo un caffè in un diner anni ’50 che sembra uscito da Happy Days.
 Si conoscono persone stupende che hanno fatto la storia della Route 66, le stesse persone capaci di riportarti indietro nel tempo, in un’epoca ormai passata che però sembra sia stata vissuta da chiunque pecora questa strada così emozionante.
 Visitare gli USA e percorrere in auto o in moto le sue highway ci fa sentire liberi, le giornate passano talmente veloci da farci commuovere durante il tramonto perché ci rendiamo conto che la nostra meta finale è sempre più vicina, ma allo stesso tempo ci fa innamorare di questi spazi immensi e fa crescere dentro il viaggiatore la voglia di pianificare il prossimo viaggio in questa nazione così immensa e contraddittoria, dove si può comprare con facilità un’arma al supermercato ma non una bottiglia di vino e di birra.

 

Hai trovato delle difficoltà durante i tuoi viaggi per quanto riguarda l’alimentazione? Credi che l’America sia una destinazione vegan friendly? E l’Italia invece?


Gli Stati Uniti d’America sono così vasti che non è facile rispondere a questa domanda; nelle grandi città è semplice trovare cibo vegan, New York City, Los Angeles, San Francisco, tanto per citarne alcune, sono piene di ristoranti vegetariani e vegani, ma la difficolta nasce se si vuole viaggiare nell’interno del paese, nella Route 66 o nel selvaggio west, qui spesso non conoscono neanche la parola “vegan” e senza un minimo di organizzazione preventiva si rischia seriamente di saltare qualche pasto e posso assicurarvi che dopo una estenuante giornata On the Road non è una bella sensazione.
 New York City, che conosco molto bene, la porto spesso come esempio del cambiamento. Qui ho potuto apprezzare la costante evoluzione della città, passata da città dei fast food e degli hamburger da 1 dollaro a città vegan per eccellenza, dove ormai i fast food si contano sulle dita di una mano, ma si fa fatica a elencare tutti i ristoranti vegan, personalmente ne conosco oltre 200 solo a Manhattan, uno migliore dell’altro, accompagno spesso turisti anche non vegani in questi locali e tutti ne rimangono profondamente colpiti per la bontà del cibo e i prezzi ragionevoli.
 Anche l’Italia da questo punto di vista non è messa male, la costante evoluzione ha portato alla nascita di molti locali totalmente vegan o comunque con opzioni vegan, quindi direi che almeno nelle città e nei luoghi di svago grossi problemi non ce ne sono, ma per evitare spiacevoli inconvenienti è sempre bene informarsi perché è facile rimanere delusi e ritrovarsi a mangiare una semplice insalata, purtroppo per il ristoratore questo è spesso il pasto classico del turista vegano.
 Il trend è comunque quello di togliere la parola “vegan restaurant” ma sottolineare evidenziare “plant based” perché spesso molti evitano i ristoranti vegan intimoriti dalla parola senza sapere che molti dei cibi che mangiano abitualmente sono vegani perché cucinati con soli prodotti vegetali.

Eh …l’America… quando si dice un Grande Paese!

Come potete vedere amici lettori vegani anche gli Stati Uniti possono essere una valida meta vegan friendly se si conoscono i posti giusti!

Grazie Roberto per averci raccontato di te e  per averci portato alla scoperta del tuo viaggio, fornendoci dei preziosi consigli per quando ci andremo! Il Panda già prepara la valigia!

Vi ricordiamo che tutte le foto che vedete sono tratte proprio dal suo blog e dalle sue esperienze

Quindi, se volete avere maggiori informazioni su di lui, sui suoi viaggi,  o volete contattarlo, vi lasciamo il link al suo sito qui.

Sei un viaggiatore? Vuoi vivere le stesse esperienze di Roberto?

Visita il sito!

 

Condividi questo articolo con i tuoi amici

Come funziona Rolling Pandas?

req

Crea il tuo viaggio

  • Viaggia in tutto il mondo
  • Scopri 1000+ tour organizzati
  • Più di 200 partner scelti con cura
prev

Ricevi il preventivo

  • Manda la tua richiesta senza impegno
  • Ricevi il preventivo da un esperto locale
  • Prenota con un clic
go

Parti in sicurezza

  • Piattaforma per pagamenti sicuri
  • Utilizzato da centinaia di viaggiatori
  • Opzioni di pagamento flessibili

Vuoi fare un viaggio su misura?

mood_bad
  • Non ci sono commenti
  • chat
    Aggiungi un commento
    keyboard_arrow_up