Racconti in valigia: Randonnee, viaggio, passione, bici e condivisione

Il Panda e la sua community sono sempre alla scoperta di nuove forme di viaggio, e per questo oggi ha intervistato per voi Cinzia, fondatrice del blog   Cinziainbici nel quale con grande passione racconta ai suoi lettori le avventure dei suoi viaggi in sella alla bici. Le sue però non sono “semplici” pedalate, ma brevetti di lunga distanza, in sostanza molti e molti kilometri in sella, non per il gusto di vincere una gara, ma per emozionarsi e scoprire.

Ci racconti un po’ di lei e del suo blog

Mi chiamo Cinzia Vecchi, ho 54 anni, esercito la professione di Avvocato a Modena e, nel tempo libero, pratico lo sport del ciclismo. Quella del ciclismo è una passione nata circa 20 anni fa, quando acquistai la mia prima bici da corsa. Iniziai con brevi giri ed escursioni vicino a casa. Successivamente, per circa 7 anni, ho frequentato il mondo delle granfondo. Ma la mia vera grande passione sono sempre state le lunghe distanze e, così, sono arrivate alle randonnee, i brevetti di lunga distanza.

I brevetti standard si svolgono sulle distanze rispettivamente di 200 km (tempo massimo di percorrenza 13,30 h.), 300 km (20,00 h.), 400 km (27,00 h.)  e 600 km (40 h.). Vi sono, poi, brevetti over 1.000 km, il più famoso dei quali è la Parigi – Brest – Parigi: 1.200 km per 12.000 d+. E’ l’ “olimpiade” dei randonneur che si tiene ogni quattro anni e dove si danno appuntamento migliaia di ciclisti da tutto il mondo.

“Né forte né piano ma sempre lontano” è il motto dei randonneur e sintetizza la filosofia di questo ciclismo. Insomma la giusta velocità che permette di coprire lunghe distanze ma, allo stesso tempo, di conoscere i luoghi attraversati, di sostare per scattare una fotografia, di conoscere i tuoi compagni di viaggio.

Il mio piccolo blog (una creazione completamente artigianale) nasce nel giugno del 2016, quasi per caso, all’indomani del Randogiro dell’Emilia (600 km). In questi tre anni ho provato a raccontare i luoghi, gli incontri ed i legami che nascono andando in bici. Ma, soprattutto, ho provato a dar voce ed a trasmettere le emozioni di questo mio pedalare. Ho provato a raccontare un modo di vivere la bici al di fuori dei canoni tradizionali fatti di tempi, medie orarie, pendenze, dislivelli ecc.. E, magari, ho raccontato cose che, apparentemente, poco o nulla hanno a che fare con il ciclismo.

Le mie conoscenze di web editing (spero sia il termine corretto) sono quasi nulle, così come quelle relative alla SEO. Scrivo e pubblico solo ciò che sento mio e penso possa valere la pena di essere raccontato. Il mio non è un blog con migliaia di follower e, probabilmente, mai lo sarà. Però il più grande regalo che ho avuto dal mio piccolo blog sono stati i riscontri che ho ricevuto da persone che non conosco e, forse, mai avrò occasione di incontrare. L’incitamento e l’incoraggiamento a continuare a scrivere poiché le stesse mie emozioni le hanno provate e le provano anche loro andando in bici.

Attraverso il mio blog ho raccontato delle diverse randonnee a cui ho partecipato, degli incontri, dei luoghi e delle strade percorse. Ho raccontato e racconto dei giri che organizzo autonomamente in bici e, anche, di diversi trekking a piedi sull’appennino e sulle dolomiti.

 

Tra i numerosi viaggi che ha fatto, quale è stato quello che ha preferito?

Il viaggio più bello è sempre quello che si deve ancora compiere! Comunque, tra le varie randonnee a cui ho partecipato, sicuramente quelle più intense sono state la 1001 Miglia d’Italia nel 2016 e la Sicilia No Stop lo scorso anno.

La 1001 Miglia d’Italia è stato un viaggio di 1600 km (a questi link il racconto https://www.cinziainbici.it/2016/08/23/storie-1001-miglia-parte-volti/ https://www.cinziainbici.it/2016/08/25/storie-1001-miglia-seconda-parte-luoghi/ https://www.cinziainbici.it/2016/08/26/storie-1001-miglia-terza-parte-emozioni/) che ci ha visti attraversare la pianura padana, da Nerviano (Mi) sino a Lugo di Romagna, per poi passare in Toscana, Umbria e Lazio (Bolsena) da dove siamo passati nuovamente in Toscana, Liguria, Piemonte ed, infine, arrivare a Nerviano. Avevamo a disposizione 144 ore per coprire tutta la distanza, va da sé che abbiamo spesso pedalato durante la notte, dormendo pochissimo ed in luoghi, a volte, improvvisati. Questa randonnee è arrivata a circa un anno da ché avevo iniziato a praticare le lunghe distanze, è stata una sorta di sfida e l’averla portata a termine mi ha confermato nella scelta fatta oltre ad avermi procurato una gioia immensa.

La Sicilia No Stop, 1011 km da percorrere in 75 ore, (a questo link il racconto https://www.cinziainbici.it/2018/06/06/sicilia-no-stop-il-randoracconto-di-una-randonnee-monumento/) è stata “l’impresa” che ho portato a termine lo scorso anno. Non ero mai andata in Sicilia ed è stata l’occasione per scoprire una terra bellissima, seppure il tempo a disposizione non fosse moltissimo. Scalare l’Etna è stata una grandissima emozione, così come arrivare in località come Castellamare del Golfo o Portopalo di Capo Passero. Sicuramente tornerò in Sicilia per approfondirne la conoscenza prendendomi un po’ di tempo in più.

Entrambe queste randonnee over 1000 le ho pedalate in compagnia di un gruppo straordinario di amici che hanno reso questi viaggi unici. Le randonnee sono un modo di viaggiare che ti fa stare a contatto con i tuoi compagni giorno e notte, e questo crea legami unici, che vanno oltre la bicicletta. Consolidano e fortificano i legami di amicizia, e sono l’occasione per la nascita di nuove amicizie. L’aspetto umano, di solidarietà e reciproco aiuto costituiscono il valore aggiunto di questo tipo di viaggio.

Se dovesse proporre ai nostri lettori un itnierario “base” per avvicinarsi gradualmente a questo modo di viaggiare, quale sarebbe?

 

Il calendario dei brevetti randonnee in Italia, così come all’estero, è piuttosto ricco. Il mio consiglio è quello di consultare il sito ARI – Audax Randnneur Italia https://www.audaxitalia.it/), l’associazione che si occupa di organizzare questo tipo di manifestazioni, ove è possibile reperire il calendario annuale di tutte le prove sulle diverse distanze. E’ preferibile un approccio graduale, iniziando dalle distanze a minor kilometraggio, ovvero dai brevetti di 200 km. Se non si è avvezzi a queste distanze, a volte, gli organizzatori affiancano al brevetto randonnee le ciclopedalate da 100/120 km. Questo può essere un modo per avvicinarsi a questo mondo e scoprire la filosofia che sta alla base di questo pedalare.

Un brevetto randonnee che sicuramente consiglierei, per iniziare, rimanendo nella mia regione, è la “Randonnee delle Valli e dei Castelli Parmensi”: 200 km tra le colline di Parma e Piacenza, tra strade secondarie a scarsissimo traffico veicolare, di sicuro impatto paesaggistico ed artistico e da affrontare al giusto passo per gustarsi al meglio i luoghi.

Quando fa dei lunghi viaggi, cosa non può mai mancare nel suo zaino? Inoltre… ha un viaggio nel cassetto?

La bicicletta, per le randonnee che hanno kilometraggio superiore ai 400 km, solitamente la allestisco con un piccolo bauletto agganciato al manubrio ed una saddlebag agganciata sotto la sella. Il contenuto varia a seconda del luogo e del periodo in cui si affronta il viaggio. Sicuramente non manca mai il telo di sopravvivenza (quello in alluminio), soprattutto se si viaggia di notte ed è prevista una sosta sonno all’aperto, è essenziale per ripararsi dal freddo ed occupa pochissimo spazio. Non manca mai la mantellina anti pioggia, almeno tre camere d’aria di scorta ed un kit per le piccole riparazioni (smagliacatena, bombolette di CO2, una piccola pompa ed anche un copertone per i viaggi over 1000 km). Quando affronto distanze superiori ai 600 km porto un cambio (pantaloncini e maglietta) ed ho sempre con me alcuni prodotti per l’igiene personale (un pezzetto di sapone di marsiglia che è perfetto per lavarsi e per lavare gli indumenti; dentifricio e spazzolino, salviette disinfettanti e la crema sottosella). Ovvio che se si prevede di affrontare il viaggio in estate ed in luoghi molto caldi il bagaglio risulterà piuttosto leggero; al contrario, se il clima è freddo oppure è prevista pioggia, occorrerà un bagaglio più consistente. L’ultimo brevetto di 600 km che ho affrontato, si sviluppava in larga parte tra le dolomiti bellunesi e la Val Pusteria, durante un fine settimana dello scorso maggio ove era prevista pioggia e temperature notturne intorno ai 3/4 gradi. La mia saddlebag era decisamente pesante, poiché conteneva, oltre alla mantellina anti pioggia, i copriscarpe impermeabili, il copricasco in goretex, un cambio pesante per la notte (occorreva l’abbigliamento invernale). Altra cosa che non può mai mancare sono un minimo di viveri (qualche barretta e panino).

In conclusione il contenuto delle borse viene deciso in base al periodo in cui si pedala ed al meteo.

 

Il mio viaggio nel cassetto è la “Parigi Brest Parigi”: 1200 km e 12.000 metri di dislivello da portare a termine in 90 ore. Questa randonnee rappresenta una sorta di “olimpiade” dei randonneur. E’ la più antica over 1000 km, si svolge in Francia, il paese in cui è nata, nel 1904, la Audax Club Parisienne, la prima società organizzatrice di randonnee e che ne ha dettato anche regole e disciplina.

Quest’anno, dal 18 al 22 agosto, si terrà la diciannovesima edizione. Per quanto mi riguarda, avendo completato i brevetti di qualificazione, ho potuto iscrivermi. Ovviamente il mio sogno, come quello di altri 6.500 randonneur, è quello di riuscire a portarla a termine. Vi saprò dire!

 

Grazie Cinzia per aver condiviso la tua storia e la tua passione con noi, per averci fatto venire voglia di salire in sella ad una bici e partire all’esplorazione di luoghi non noti. Tutte le foto che avete ammirato in questo articolo sono tratte proprio dai suoi viaggi perciò… Se anche voi lettori vorreste partire, o magari volete altre informazioni o solo tenervi aggiornati sulle avventure di Cinzia,  vi lasciamo il link al suo sito  qui.

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