Racconti in valigia: viaggiare giocando.

Abbiamo intervistato Daniele, autore del blog GDR Magazine che ci ha raccontato di sè, del suo lavoro e del legame tra gioco e viaggio.

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

Innanzitutto un saluto a tutti i lettori di Rolling Pandas !

Mi chiamo Daniele, sono nato e vivo a Roma, dove mi occupo di SEO, Grafica e Web Design. Tra i miei interessi ci sono la filosofia, la musica e i giochi di ruolo, nei quali mi sono imbattuto per la prima volta a metà degli anni ’90 e che non ho mai abbandonato.

Riesci a darci qualche informazione aggiuntiva sui giochi di ruolo?

Se il termine ‘giochi di ruolo’ vi suona alieno o poco familiare, si tratta di una tipologia di gioco nata negli anni ’70 che ha preso le mosse dai wargames, giochi il cui scopo era simulare una battaglia campale: nei giochi di ruolo invece di muovere interi eserciti, ci si immedesima in un alter-ego fittizio detto Personaggio, che vive avventure in un contenitore virtuale detto ‘ambientazione’, gestita da una figura detta Master (o Game Master, o Dungeon Master), e il cui genere può variare dal fantasy alla fantascienza, passando per horror, thriller, ricostruzione storica e via dicendo.

Per un non addetto ai lavori il gdr può apparire simile ad un gioco da tavolo, ma in realtà le due tipologie di gioco sono agli antipodi: nel gioco di ruolo ad esempio, le regole non devono essere seguite ciecamente e pedissequamente, ma servono solo come linee guida generali, per permettere al Personaggio di interagire col mondo virtuale e alterarlo. Le regole servono appunto a dare un pò di verosimiglianza alle situazioni che si svolgono in questo mondo fittizio e soprattutto ad alzare un pò il livello di imparzialità grazie al lancio dei dadi (altrimenti le decisioni sugli esiti delle azioni ricadrebbero solo sulle spalle del Master) ma sono soggette a continue variazioni per adattarle alle molteplici situazioni che potrebbero verificarsi durante le sessioni. Nel gioco di ruolo poi, non c’è competizione: i Giocatori interpretano dei Personaggi e il divertimento consiste proprio nell’esplorazione di un mondo estraneo e nel gusto dell’avventura. Veder crescere e migliorare il proprio alter ego è una delle caratteristiche peculiari dei giochi di ruolo; ma ci sono anche la soddisfazione derivante dal sopravvivere ai pericoli, l’interazione con altri personaggi fittizi dell’ambientazione (il dialogo e la comunicazione tra Giocatori e Master sono alla base dei gdr), e la consapevolezza che le azioni del proprio Personaggio possono modificare realmente il mondo in cui le avventure si svolgono.

Se queste informazioni hanno generato più confusione che chiarezza, non preoccupatevi: non è colpa vostra, la dinamica dei giochi di ruolo risulta ostica se spiegata a parole, ma di una semplicità sorprendente se sperimentata in prima persona.

Per ulteriori approfondimenti potete trovare maggiori informazioni in gioco di ruolo

Nel 2016 ho deciso di mettere a frutto la mia passione per i gdr dando vita ad un blog, GDR Magazine, interamente dedicato al mondo dei giochi di ruolo cartacei: l’obiettivo era quello di creare uno spazio di discussione e di confronto su questo hobby aperto a tutti, libero da pregiudizi di qualsivoglia natura. Questo contenitore avrebbe ospitato non solo recensioni e news, ma anche riflessioni sugli aspetti più tecnici legati al gioco di ruolo, con lo scopo non solo di approfondire ma anche di demistificare i tanti luoghi comuni che gravitano attorno a questo hobby.

Per finire, GDR Magazine avrebbe dovuto essere anche una vetrina per i giochi di ruolo prodotti da autori italiani (spesso ingiustamente sottovalutati) e un punto di partenza per i neofiti, coloro che di giochi di ruolo non hanno mai sentito parlare e che sono intenzionati ad approfondire. Proprio per aiutare costoro, ho dedicato un’intera sezione del blog a tutorial e risorse atte a facilitare la creazione di mappe, di avventure e di campagne.

Cosa rappresenta per te il viaggio?

Non sono un grande viaggiatore: gli spostamenti mi stressano e se mi reco in qualche località, non vi rimango per molto tempo (sento subito la nostalgia di casa). Tuttavia mi piacciono l’arte e la cultura, sono affascinato dalle religioni e amo i piccoli borghi medievali italiani, come quelli dell’Abruzzo e del Lazio ad esempio.

Se parliamo di significati universali, il viaggio per me è una metafora del passaggio e della transizione, ma anche della fatica e della vita in generale; per me il viaggio non è semplicemente uno spostamento da un punto A ad un punto B, ma è un percorso, un mettersi in gioco, un mettere alla prova le proprie capacità di adattamento. Questo percorso in quanto tale ci spinge ad uscire dalla nostra “zona di comfort” per interagire con ambienti differenti da quello a cui siamo abituati, quindi è sicuramente uno stimolo ad imparare cose nuove, ma soltanto se relazionato ad un punto di partenza e a delle radici; per essere completo infatti, un viaggio deve anche necessariamente includere un ritorno a casa (come i fan di Tolkien sicuramente sapranno) ! Il punto di partenza è importante tanto quanto la meta, altrimenti il viaggio diventa un inutile vagabondare da un posto all’altro, l’ennesimo adesivo sulla valigia della località che hai visitato. Il viaggio acquisisce il suo reale significato solo se integriamo le nuove esperienze con quello che già siamo, creando una nuova sintesi. In noi qualcosa cambia, ma qualcosa resta sempre la stessa.

Come definiresti il legame tra viaggio e gioco?

E’ un legame forte. I Personaggi di un gioco di ruolo non passano certo la vita a viaggiare, ma gli spostamenti spesso rappresentano avventure a se stanti, nel corso delle quali i viaggiatori possono affinare le proprie capacità, interagire con altre entità e ottenere nuovi alleati. In un articolo dedicato alla dinamica dell’esplorazione nel gioco di ruolo approfondisco proprio questo aspetto: nei gdr di tipo tradizionale, per ottenere qualcosa i Personaggi devono necessariamente spostarsi.

Se ci sono delle rovine da esplorare o un artefatto da recuperare, bisogna prima di tutto stabilire come arrivarci ed equipaggiarsi al meglio per il viaggio. Molti Master tralasciano questo aspetto considerandolo una perdita di tempo: per loro, l’avventura ha inizio quando i Personaggi raggiungono la meta (le rovine, il castello, ecc.) e tutto ciò che si frappone tra la partenza e l’arrivo viene liquidato con una frase del tipo “Dopo due settimane, giungete in vista delle rovine…”.

Per me non è così. Il viaggio, per come la vedo io, è già l’avventura; è l’ennesima occasione per descrivere il mondo fittizio in cui hanno luogo le avventure, grazie agli incontri lungo la via con persone di altri popoli e culture.

Inoltre è un’ottima occasione per mettere alla prova le capacità organizzative dei Giocatori (e non dei Personaggi): avete pianificato il tragitto ? Avete l’equipaggiamento adatto ? Chi vi fa da guida ? Chi allestisce l’accampamento e chi cucina ? Cose di questo tipo.

 

Ringraziamo ancora Daniele  per averci fatto scoprire questo diverso ed interessante modo di viaggiare.  Se cercate ulteriori informazioni, vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

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