Racconti in valigia: un viaggio nella terra del sorriso

Abbiamo intervistato Ferdinando, autore del blog Thailandia: Terra del sorriso che ci ha raccontato di sé, delle sue esperienze e delle sue idee sul mondo travel.

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

Prima di tutto mi presento. Mi chiamo Ferdinando Di Martino, vivo a Bangkok con la mia famiglia da quattro anni e sono naturalmente sposato da 13 anni con una Thai, Panatda. Sono un ex consulente del lavoro, diventato blogger e web master per passione e per amore. Infatti, ho sempre avuto una passione per l’oriente, ma prima intraprendere questo viaggio ho scelto altre destinazioni, per timore che vi sarei rimasto per sempre, come del resto è successo. Innamorarsi della Thailandia è facile, è un Paese ricco di bellezze naturali incomparabili, il silenzio dei templi, il valore storico artistico dei siti archeologici con gente gentile ed ospitale. Il blog nasce dalla mia esigenza di raccontare il mio rapporto con questo meraviglioso Paese, sperando di farlo conoscere meglio e superare gli stereotipi sulla Thailandia, cercando di raccontarla a tutto tondo, sperando di diffondere il più possibile gli usi, i costumi, la cultura, anche se ovviamente parlo molto di cosa visitare, fare e come viaggiare low cost nel Paese. La scelta del nome non è casuale “Thailandia: Terra del Sorriso” si ricollega al fatto che la Thailandia è conosciuta anche come Terra del Sorriso. Essa è la culla di una civiltà, di una cultura, di una religiosità profonda e di una filosofia di vita semplice, ma sempre sicure e positive, questo spiega come mai si dica che il popolo Thai sia un popolo che sa soltanto sorridere, e si vede sempre nel volto delle persone che incontri. La serenità d’animo, la fierezza del proprio passato e la fiducia totale nel proprio avvenire si accompagnano ad un altro elemento essenziale del carattere dei Thai: la fedeltà alla religione Buddista, che non è un atto esteriore e formale, ma proviene da un convincimento profondo che permea tutta la vita privata e pubblica dei Thai. I Thailandesi tendono ad avere una preferenza per il sorriso anziché per le lacrime. Per le situazioni in cui uno non può farci niente e per la tendenza ad accettare le piccole difficoltà viene usata un’espressione “Mai Pen Rai”, non esiste una vera e propria traduzione, ma se gli vogliamo dare un significato in italiano sarebbe come dire “non importa, non preoccuparti”.

Qual è stato il tuo viaggio preferito in Thailandia?

E’ difficile rispondere a questa domanda. La Thailandia è tutta bella da visitare, da Nord a Sud, da Est a Ovest, in questo immenso Paese ci si può smarrire nella nebbia, percorrendo sentieri su montagne incontaminate, alla scoperta di antiche civiltà Thai, o “naufragare” nelle baie del mare delle Andamane, contornate da altissimi faraglioni e un mare turchese che si infrange a riva nei colori avvolgenti di uno spettacolare tramonto. Tutto comunque inizia da Bangkok, la metropoli orientale per eccellenza, con il suo valzer di suoni, odori, colori accesi, architetture sublimi e grattacieli in contrasto con l’antico culto spirituale dove l’antico e il moderno viaggiano a braccetto. Se devo proprio scegliere, non si tratta di un viaggio vero e proprio ma un luogo ben preciso, Ayutthaya, l’Antica Capitale del Regno del Siam oggi Parco Storico e Patrimonio dell’Unesco. L’area del Parco Storico è vastissima, all’epoca del suo massimo splendore contava più 400 templi numerosi palazzi, di questi ne sono rimasti ben pochi, la stragrande maggioranza furono distrutti e dati alle fiamme dai Birmano, nel 1767. Ancora oggi vi sono siti poco conosciuti dai turisti e moltissimi di essi non sono neanche contemplati nell’elenco stilato dall’UNESCO nel 1991, proprio per raccontare questi siti ho iniziato a scrivere sul mio blog nella sezione dedicata ad Ayutthaya. Non credo che ci siano parole in grado di descrivere quello che si può ammirare ad Ayutthaya, muovendosi tra i prati e le strade che conducono ai vari templi, palazzi, si ha la sensazione di compiere un viaggio nel passato e basta chiudere gli occhi per rivedere la maestosità dell’Antica Ayutthaya.

Quale regione consigli a chi vuole visitare la Thailandia?

Sicuramente l’Isan, o meglio conosciuta come il Nord-est della Thailandia. Lontana dalle spiagge dorate del mare delle Andamane o dalle luci a neon di Bangkok, la regione dell’Isan non è avara di bellezze naturali con magnifici parchi nazionali e itinerari delle roccaforti dei Khmer. L’Isan è delimitato a est dal fiume Mekong, lungo il suo corso si incontrano tre confini, che formano un secondo triangolo, meno famoso del Triangolo d’oro a nord, chiamato il Triangolo di Smeraldo perché la zona è un susseguirsi di foreste e montagne ricoperte di verde dove si incontrano i confini di Cambogia, Laos e Thailandia.

L’Isan è risaie all’orizzonte, è bufali d’acqua che si immergono in acqua fangosa, è templi Khmer in mezzo al nulla ed è  vita all’aria aperta che dà il senso di un tempo sospeso, ma con una forte identità culturale, frutto di una lunga storia segnata dall’influenza del Laos e dai Khmer. In questa regione si trovano importanti siti preistorici che testimoniano una grande civiltà nell’età del bronzo, che fa risalire la presenza umana nel Nord-est a circa 6000 anni fa. L’Isan è anche un importante sito paleontologico che trova il suo apice con Khon Kaen conosciuto come il Jurassic Park Thai.

L’Isan è la contrapposizione alla vivace Bangkok, un luogo accogliente con gente amichevole, legata alla sue tradizioni e al suo patrimonio. Una regione autentica, fatta di una vita prevalentemente agraria legate indissolubilmente alla stagione del riso.

Cosa non può assolutamente mancare durante un viaggio in questa terra?

Per rispondere a cosa non può assolutamente mancare durante un viaggio in Thailandia, mi devo ricollegare alla risposta alla prima domanda, quando spiego perché la Thailandia è conosciuta come la Terra del Sorriso. Sicuramente da mettere in valigia è il sorriso, l’autoironia e la voglia di abbracciare il loro stile di vita e vivere a ritmo Thai. Dal punto di vista occidentale, vivere a ritmo Thai può risultare esasperante, specialmente se applicato a cose per noi importanti. Per i Thai fa parte dello loro stile di vita rilassato con la tendenza a non preoccuparsi esageratamente delle cose:  Mai Pen Rai. Sawadee Khap

Ringraziamo ancora Ferdinando per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

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