Racconti in valigia: tra ghiaccio ed emozioni

Grazie ad Elisa,  autorice del blog  Un viaggio infinite emozioni ,   ci siamo immersi nelle meraviglie del Circolo Polare Artico. Ecco cosa ci ha svelato.

Raccontaci un pò di te e del tuo lavoro

Sono una fotografa e una scrittrice di viaggi, da sempre amante del freddo e di tutto ciò che si trova al di sopra del Circolo Polare Artico o al di sotto del Circolo Polare Antartico. Amo viaggiare, scoprire nuovi scorci di mondo sconosciuti e conoscere culture diverse dalla mia. Ho avuto la fortuna di conoscere Luca, ormai tanti anni fa, con il quale condivido, oltre alla vita, la passione per la fotografia e per i viaggi. Anzi, a dir la verità, la passione per la fotografia me l’ha trasmessa proprio lui!

Dopo anni di viaggi nell’Artico e in giro per il Mondo ho sentito il bisogno di raccontare delle nostre spedizioni in questi posti meravigliosi e poco conosciuti e di poterli raccontare anche attraverso le nostre fotografie, così ho deciso di aprire il nostro blog. Con il tempo il blog è diventato un punto di riferimento e un vero e proprio progetto legato al Grande Nord, diventato ormai la nostra seconda casa, che ci ha portati anche a collaborare con molte realtà legate all’Artico.

Un viaggio infinite emozioni porta un’ondata di gelo ogni volta che viene letto. Al suo interno si trovano racconti, guide e reportage provenienti dal Mondo, ma soprattutto da terre estreme come Svalbard, Groenlandia, Siberia, Lapponia, Islanda e Isole Faroe.

Recentemente abbiamo creato anche due progetti legati a questo angolo di Mondo così ostile e inospitale:

  • Artico, un Mondo da proteggere oltre il Circolo Polare Artico: un progetto con il quale ci impegniamo a sensibilizzare la maggior parte delle persone sul tema del riscaldamento globale e dell’inquinamento e ci impegniamo ad informare e rendere più consapevoli i nostri lettori che intendono visitare questi posti.
  • People of the Arctic: una raccolta di reportage con la quale raccontiamo la dura vita che svolgono gli abitanti dell’Artico, le loro tradizioni e la loro storia.

C’è stato un viaggio che pensi abbia segnato un punto di svolta nella tua vita? Se si quale?

Si, in realtà più di uno. Sicuramente il mio primo viaggio nell’Artico, in Lapponia, dopo il quale la mia vita non è stata più la stessa. Il Grande Nord mi ha sempre affascinata sin da quando ero bambina, ero l’unica bambina che si divertiva a giocare con la neve piuttosto che con la sabbia, l’unica bambina che stava bene con la tuta da sci piuttosto che con un costume. Galeotto fu un documentario sulla Lapponia e sull’Aurora Boreale che vidi quando andavo ancora a scuola. Fu amore a prima vista!

Appena ne ho avuto la possibilità, sono subito andata ‘da lei’. Ho creato un itinerario all’altezza dei miei sogni e delle mie aspettative e sono partita verso questo Mondo sconosciuto, ma tanto desiderato.

Ho avuto fin da subito la possibilità di ammirare paesaggi fiabeschi e di entrare a contatto con una cultura complessa e meravigliosa allo stesso tempo, quella del popolo Sami, e passare del tempo con loro mi ha fatto capire che il mio posto nel Mondo è lassù.

Da allora ho viaggiato tantissime volte in Lapponia, girandola in lungo e in largo, e mi sono spinta sempre più a Nord, fino a raggiungere l’81° parallelo!

Il secondo viaggio più importante è stato quello alle Svalbard dove ho avuto modo di comprendere tutta la forza della natura, che nell’Artico regna sovrana, e di toccare con mano, purtroppo, i danni causati dall’inquinamento e dal riscaldamento globale.

Quel viaggio mi ha fatto aprire gli occhi, mi ha fatto realizzare che stiamo distruggendo il nostro pianeta e mi ha fatto capire che dovevo utilizzare i miei canali e le mie conoscenze per poter fare qualcosa.

Al mio rientro ho creato il primo progetto Artico con il quale ci impegniamo a sensibilizzare più persone possibili su questo argomento.

Ultimamente la voglia di approfondire le mie conoscenze su questa zona mi ha spinta a voler andare oltre i miei limiti, a voler entrare in contatto in maniera più profonda con il cuore dell’Artico, i suoi abitanti.

Così recentemente sono partita per il terzo viaggio che ha cambiato del tutto la mia vita: la nostra spedizione invernale nella Penisola di Yamal, in Siberia, dove abbiamo vissuto diversi giorni con i Nenets nei loro accampamenti.

Volevo provare sulla mia pelle cosa vuol dire vivere lassù dove le temperature in inverno arrivano facilmente oltre i -50°C. Volevo vedere con i miei occhi come si sono adattati al clima rigido dell’Artico, cosa fanno per vivere, come vivono e soprattutto volevo scoprire in maniera più approfondita la loro cultura e la loro storia.

Qual è la parte più emozionante del viaggio secondo te?

Il contatto con la natura, il riuscire ad entrare in simbiosi con essa, e entrare in contatto con la gente del posto, che sia in qualsiasi parte del Mondo o nell’Artico. Il contatto umano è sempre emozionante, il conoscere e scoprire culture così diverse dalla nostra è un grosso bagaglio che arricchisce l’anima.

Durante i miei viaggi nell’Artico mi è capitato di emozionarmi, tanto da piangere, di fronte alla maestosità di un ghiacciaio, nel poterlo sfiorare con le dita, dalle infinite sfumature di blu del ghiaccio. Mi sono emozionata di fronte alla grandezza degli iceberg, dalle loro strane forme e dal rumore del ghiaccio che, staccandosi, cade in acqua. Mi sono emozionata quando ho avuto l’enorme fortuna di avvistare gli orsi polari alle Svalbard, le volpi artiche e i trichechi.

Mi sono emozionata di fronte alla bellezza di ogni singolo angolo dell’Islanda e delle Faroe, così simili ma estremamente diverse.

Mi sono emozionata di fronte all’incredibile accoglienza dei popoli autoctoni, dalla loro voglia di far scoprire la loro cultura, dalla loro forza e determinazione. Mi sono emozionata quando ho provato sulla mia pelle le tante difficoltà che vivono ogni giorno in un ambiente ostile come l’Artico o in alcuni posti dimenticati da tutti in Asia e in Africa.

Quale posto del mondo inesplorato consiglieresti ai nostri lettori?

Dipende dal grado di sopportazione e dallo spirito di adattamento che ognuno ha. Se ne posso scegliere uno solo, allora direi ad occhi chiusi le isole Svalbard. È un viaggio che apre la mente su diversi aspetti davvero molto importanti e sono sicura che chiunque, al ritorno, non sarà lo stesso di quando è partito.

Provare per credere!

Ringraziamo ancora Elisa per i preziosi suggerimenti.   Vi ricordiamo che po    tete trovare il suo blog qui

Sei un viaggiatore? Vuoi provare a viaggiare e vivere le stesse esperienze di Elisa?

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