Racconti in valigia: perchè viaggiare?

Abbiamo intervistato gli autori del blog italianintransito che ci ha raccontato di sé, delle sue esperienze e delle sue  idee sul mondo travel.

Qual è, per voi, il significato del viaggio?

Come il nome del nostro blog suggerisce, italianintransito, il viaggio rappresenta per noi una parte importante della vita, siamo persone in transito da un luogo ad un altro e ci siamo per restarci o a volte per soffermarci solo poche ore. Ci troviamo tutti, per una ragione o per l’altra, fuori dall’Italia, che è il nostro paese natale. Siamo per lo più quelli che all’estero sono definiti expat e viviamo in comunità che spesso differiscono in tutto da quelle di origine. Non ci troviamo neppure tutti nello stesso paese o addirittura continente! Siamo un gruppo di redattori eterogeneo e distante e per questa ragione il viaggio assume per noi, di volta in volta, significati diversi.

A volte il viaggio è tornare a casa, rivedere la famiglia e gli amici che si sono lasciati. A volte è puro piacere di scoprire posti mai visti e, soprattutto, di respirare la routine degli altri, dalla quale si apprendono cose importantissime. Il viaggio diviene una esperienza totale quasi sensoriale, un po’ come l’arte che è il nostro segno distintivo. Anzi proprio il viaggio diventa arte. A questo proposito, come è nel nostro stile, consigliamo a tutti i viaggiatori o a coloro che intendono diventarlo, un libro molto bello intitolato proprio L’arte di viaggiare, di Alain de Botton, scrittore di origini svizzere di cui prendiamo a prestito una sola frase che riassume la nostra filosofia sul “viaggio”: “Se la nostra esistenza si svolge all’insegna della ricerca della felicità, forse poche cose meglio dei viaggi riescono a svelarci le dinamiche di questa impresa… I viaggi contengono una chiave di lettura del senso della vita che va ben oltre le costrizioni imposte dal lavoro e dalla lotta per la sopravvivenza… Veniamo inondati da consigli sul  dove, ma poco o nulla viene domandato circa il come o il perché del nostro andare”. Questo è il significato che vogliamo attribuire al “viaggio”. Viaggiare infatti è accogliere nel nostro intimo ciò che abbiamo intorno, farlo nostro, per guardare con altri occhi anche il quotidiano.

Quale legame c’è tra viaggio e cultura?

Per come la vediamo noi il legame fra viaggi e cultura è strettissimo. Non ha senso infatti lasciare la comodità della propria stanzetta se non si ha la specifica esigenza di imparare qualcosa! E con imparare non intendiamo lo studio sui libri, ma l’arricchimento della propria vita attraverso la conoscenza e lo sguardo, che solo il viaggio può dare.

Attenzione però! Con ciò non intendiamo proporre solo il viaggio nella città d’arte o quello intrapreso per andare a vedere una mostra o vestigia archeologiche. Anche un paesaggio naturale o la periferia di una megalopoli, se guardati con un certo occhio, insegnano qualcosa. Anche starsene in panciolle su una spiaggia tropicale scatena sentimenti imperdibili che arricchiscono la nostra vita! Tutto sta a saperli riconoscere e a farne tesoro. Insomma sta al viaggiatore tramutare il proprio percorso in una vera e propria opera d’arte.

Come ha influiro, secondo voi, la tecnologia sul viaggiare?

Se consideriamo che il viaggiatori stranieri, che nel secolo scorso intraprendevano il Grand Tour, impiegavano mesi e mesi per raggiungere le mete prestabilite, possiamo capire quanto la tecnologia abbia dato una spinta molto più che considerevole al viaggiare. Oggi sarebbe impensabile restare lontani da casa e dal lavoro per settimane se non per mesi interi! I mezzi di trasporto sono diventati più veloci, sicuri e confortevoli, garantendo rapidi spostamenti. Inoltre da qualche anno a questa parte le compagnie low cost hanno consentito a molti, che prima non potevano permetterselo, di visitare luoghi nuovi.

La rete poi può essere un valido aiuto alla pianificazione e al perfezionamento dei programmi di viaggio. Ad esempio le esperienze su luoghi e attrazioni, condivise dagli altri viaggiatori, possono molto aiutare se lette con spirito critico.

Noi non possiamo che considerare tutto ciò un ottimo cambiamento a patto che il viaggiare rimanga soprattutto un’esperienza dell’anima e non diventi solo l’occasione di prendersi delle libertà che in patria non si potrebbero avere. Come abbiamo detto viaggiare arricchisce la vita di nuove esperienze, ma questo arricchimento dipende solo ed esclusivamente dal viaggiatore.

Che cosa spinge a intraprendere un viaggio?

Ritorniamo per un attimo al Grand Tour dei secoli passati. I giovani dell’aristocrazia intraprendevano questo lungo viaggio come se fosse un rito di passaggio dalla giovinezza all’età adulta. Era un modo per perfezionare le proprie conoscenze, non solo geografiche, e approcciare differenti culture e costumi, cosa che li avrebbe aiutati durante tutta la vita successiva.

Ecco, pensiamo che ciò che dovrebbe spingere ad intraprendere un viaggio sia proprio l’esigenza di scoprire cose nuove e inusuali, di venire a contatto con persone diverse che hanno modi di vita diversi dai nostri. La curiosità dovrebbe essere alla base di tutto.

Ringraziamo ancora per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il loro blog, italianintransito, qui

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