Parole di Musica

Abbiamo intervistato Filippo,  autore del blog “Parole di musica” che ci ha raccontato di sè, delle sue esperienze e delle sue idee sul mondo travel legato a quello della musica.

 

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

All’età di diciannove anni ho capito che volevo mettere la musica al centro della mia vita, dunque mi sono iscritto al Dams di Bologna dove mi sono laureato con una tesi sul rapporto tra parole e musica nella canzone italiana d’autore. Siccome mi è sempre piaciuto scrivere, è stato naturale scegliere la strada del giornalismo musicale per unire le mie due passioni, quindi ho collaborato per alcuni anni con diverse testate giornalistiche, fino a quando nel 2005 ho aperto il mio blog Parole di musica, inizialmente per raccontare un mio viaggio di alcuni mesi in Portogallo, ma fin da subito con l’idea di svilupparlo successivamente in direzione esclusivamente musicale. Nel mio blog mi occupo di musica senza distinzioni di genere, sia attraverso interviste che realizzo di solito in occasione di qualche concerto, che attraverso recensioni o semplici punti di vista su qualcosa di musicale che cattura la mia attenzione.

 

Quale legame c’è tra viaggi e cultura secondo te?

La cultura è un’ottima scusa per organizzare meravigliosi viaggi. Per me non c’è occasione migliore di un concerto per smuoversi dalla routine e partire. Avere uno scopo che vada oltre la semplice visita ad una località è una motivazione in più, che dà al viaggio un diverso senso dell’”andare”.

Qual è la cosa che non può mancare durante uno dei tuoi viaggi?

Non può mancare l’attesa dell’inatteso. Non può mancare la curiosità e quindi anche l’imprevisto, che è ciò che veramente mi aspetto da un viaggio. Al mio ritorno a casa, ciò che mi porterò dietro come ricordo più prezioso sarà ciò che non mi aspettavo, più che la conferma di ciò che sapevo già. Dunque non può mancare questa predisposizione alla sorpresa: è ciò che cerco di portare sempre dietro, nei miei viaggi.

 

Quali sono le destinazioni che più ti hanno colpito? Perché?

Ho amato e amo moltissimo il Portogallo, per la ricchezza culturale che vi ho trovato e per il fortissimo e genuino legame che le persone hanno ancora con la loro terra e con le loro tradizioni. Dal punto di vista musicale è molto stimolante, sia per le musiche popolari che mantengono una vitalità rara in una società che è sempre più globalizzata ed esposta alle contaminazioni dei media, sia per il ponte culturale con il Brasile, da cui provengono influenze che si mescolano alle tradizioni locali. In generale, però, quello che mi piace è il senso di rilassatezza di un paese che ha uno stile di vita ancora abbastanza lento, vicino ai ritmi naturali del buon vivere.

 

Che relazione trovi ci possa essere tra la musica e il viaggio

Come dicevo prima, la musica può essere un’ottima motivazione per mettersi in viaggio, però il legame è talmente stretto che sono proprio i musicisti i primi ad essere costantemente in viaggio per portare la loro musica il più lontano possibile.

Infine, vale la pena ricordare che la musica è un viaggio di per sé: rende possibili viaggi mentali lontanissimi, pur senza muoversi dalla propria poltrona. Nei periodi di pigrizia può far comodo!

 

 

Ringraziamo ancora Filippo per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il blog  qui

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