In viaggio con gli alisei

Abbiamo intervistato Roberto, autore del blog alisei.net che ci ha raccontato di sè, delle sue esperienze e delle sue idee sul mondo travel.

 

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

Mi chiamo Roberto e sono un IT Manager appassionato di elettronica e informatica, discipline che ho sempre coltivato sia dal punto di vista professionale che personale. Ho anche altri interessi che seguo compatibilmente con il tempo a disposizione (ben poco), come i viaggi, la fotografia, la storia medievale e l’astrofisica.

Dopo aver collezionato diversi viaggi, nel 2007 è nata l’idea di realizzazione il un sito internet con l’intento di condividere le mie esperienze e impressioni e dare informazioni sui luoghi che vistavo in modo che potessero essere utili ad altre persone interessate allo stesso viaggio.

La scelta del nome del dominio (alisei.net) non è stata casuale ma fortemente voluta, gli alisei rappresentano per me l’aspetto “nobile” del vento, soffiano costanti senza essere impetuosi, soffiano sia verso nord che verso sud, sono  espressione di un elemento che non si vede ma si sente, che non può essere dominato ne catturato, un elemento senza limiti e senza confini, praticamente incarnano lo spirito che dovrebbe animare un vero viaggiatore.

Nel tempo il sito è cresciuto e si è arricchito di altri canali tematici come la nuova sezione dedicata ai borghi e ai castelli italiani da me visitati. Anche per questi luoghi evito di replicare quello che si trova in tante guide cartacee e/o on-line, cerco di scrivere e raccontare l’esperienza da me vissuta nel corso della visita.

Da qualche tempo, alla fotografia classica si è aggiunta la video ripresa e la ripresa/fotografia dall’alto attraverso un drone, elementi che tendono ad arricchire e  completare le mie esperienze di viaggio.

 

Cosa ne pensi del viaggio come esperienza?

Il viaggio per me è sempre, in primo luogo, una esperienza di conoscenza di luoghi, persone e culture a cui attingere a piene mani. E’ mia abitudine non ripetere mai un viaggio nello stesso luogo, il mondo è così vasto e variegato che non basta una vita per conoscerlo tutto. Quando organizzo un viaggio cerco di fare in modo che possa rappresentare per me una esperienza gratificante, un approfondimento e un contatto con la realtà locale ed è per questo che alle volte viaggio completamente da solo in modo da essere indipendente nel decidere itinerari, tempi e destinazioni da visitare.

Più è intensa l’esperienza vissuta maggiore è la consapevolezza dell’arricchimento interiore che ne ho tratto.

Va anche detto che ogni tanto mi prendo qualche vacanza orientata al relax e allo svago, lo stress lavorativo a volte lo impone, però anche in questi casi cerco di inserire visite e piccole scoperte delle bellezze e delle tradizioni locali.

 

Sei mai rimasto in contatto con persone conosciute durante i tuoi viaggi?

Si questo è avvenuto, non è frequente ma avviene. In ogni viaggio capita di entrare in contatto con altri viaggiatori o con persone locali con i quali inizia un certo rapporto legato tipicamente al viaggio. La maggioranza di questi contatti svaniscono quasi subito al rientro, manca la “sintonia” con le persone, i caratteri sono diversi, gli interessi sono troppo diversi come gli stili di vita ed altro ancora.  Con alcuni invece il rapporto continua e dura nel tempo tanto da spingerci a rivederci periodicamente anche se abitiamo il località distanti.

Ami fotografare i posti che visiti?

Si, per due motivi, primo per la passione che nutro per la fotografia, secondo perché per me essa diventa memoria storica.  Ai tempi della pellicola si scattavano poche foto, quelle che sembravano essenziali, oggi, con l’era digitale, si scattano molte foto per cui è necessaria una azione di selezione e catalogazione quando si rientra a casa. Durante questa fase, io associo dei testi alle foto riportando  le indicazioni dei luoghi, riportando i nomi delle località, delle chiese, dei palazzi o delle lagune, delle spiagge, ecc. Questa associazione tra testo e immagini è un lavoro un po’ impegnativo ma offre un vantaggio impagabile, cioè quello di poter ricostruire facilmente i miei percorsi di viaggio anche dopo molti anni, rinverdendo luoghi ed emozioni.

 

Quali sono le destinazioni che più ti hanno colpito? Perché?

Domanda dalla risposta sempre difficile. Volendo comunque fare una sorta di classifica, io indicherei due destinazioni : Madagascar (per l’aspetto umano e naturalistico) e l’arcipelago di Los Roques (per l’aspetto puramente marino).

Ho vissuto l’esperienza in Madagascar in una piccola isola selvaggia soggiornando in una piccolissima struttura dove erano presenti tre bungalow sulla riva del mare a ridosso della foresta. Nella stessa isola erano presenti anche due piccoli villaggi di popolazione locale. Questa isola è stata per me una base d’appoggio da cui muovermi per visitare tutta l’area di Nosy Be con una piccola barca accompagnato da un giovane e simpatico malgascio. Una esperienza molto “forte”, qui la povertà la si percepisce molto bene, la popolazione vive di pesca, di piccolo artigianato per i pochi turisti che la visitano e di quello che la natura rigogliosa offre che non è però sufficiente. Le capanne in cui vive la popolazione sono praticamente vuote, qualche straccio e qualche pentola ma quello che mi ha colpito è la grande dignità di questa popolazione di pescatori. Ricordo l’emozione provata quando entrando nelle piccole e malconce scuole (una o due classi) distribuivo penne, matite e quaderni. La natura qui offre il meglio di se, foresta rigogliosa piena di frutti esotici, grande varietà di animali, isole bellissime, spesso disabitate, con spiagge di finissima sabbia corallina, baie stupende con un mare da molteplici colori, fondali marini ancora intatti e ricchi di pesci tropicali. Giornate trascorse a visitare isole, visitare i piccoli villaggi della baia, fare snorkeling, pescare o andare a raccogliere le ostriche o catturare i grandi granchi rossi. Alla sera, quando il piccolo generatore elettrico veniva spento, regnava il silenzio (ogni tanto rotto da qualche scimmia urlatrice) e si poteva ammirare il fantastico cielo stellato dell’emisfero australe ….

L’arcipelago di Los Roques lo cito per gli amanti del mare, qui non si fa altro che trascorrere il proprio tempo su piccole isole e atolli da favola con un sole che picchia come un martello. Ogni giorno si cambia atollo e si staziona fino al pomeriggio inoltrato con ombrelloni e sdraio portate sul momento dai barcaioli assieme a viveri e bevande.  In qualunque atollo si decida di andare, la sabbia è bianca, finissima tanto da sembrare talco, molte di queste piccole isole sono immerse in grandi baie di acqua bassa e calda in cui camminare fino a perdersi, il mare offre colori stupendi dal verde smeraldo, al turchese al blu intenso che si sposa con quelli del cielo. Lo snorkeling è interessante. Per me questo arcipelago rappresenta quanto di meglio ci sia dal punto di vista marino anche nel confronto che ho avuto modo di fare visitando località come le Maldive, le Seychelles, Mauritius, la Thailandia, Cuba, Santo Domingo, ecc.

Qual è il tuo sogno nel cassetto per quanto riguarda i viaggi?

Dopo aver visto i maestosi ghiacciai della Patagonia e dopo aver parlato con persone con grande esperienza di viaggi intorno al mondo, il mio sogno nel cassetto è diventata l’Alaska, regione dove la potenza e la bellezza della natura si esprime ai massimi livelli. Spero di realizzare questo sogno in tempi abbastanza brevi, purtroppo mi riferiscono che i cambiamenti climatici globali stanno colpendo pesantemente anche queste zone.

 

 

Ringraziamo ancora Roberto per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il blog  qui

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