Racconti in valigia: in Perù con Luca

Abbiamo intervistato Luca, autore del blog Viaggiatore Seriale che ci ha raccontato di se e delle sue esperienze di viaggio in Perù

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

Mi chiamo Luca Orsini, vivo a Roma, amo la mia città, la mia famiglia, il mio lavoro e la mia compagna. Partendo da questo inciso, uno dei concetti che mi piace sempre sottolineare, è che non viaggio per fuggire da nulla. In poche parole sono un ragazzo normale, un semplice impiegato ultra trentenne e cerco ogni anno di sfruttare al massimo le poche ferie per alimentare la mia passione. “Non viaggio per vivere, ma vivo per viaggiare.” Sono un viaggiatore fai da te, al quale piace confrontarsi con realtà poco battute dal turismo di massa, possibilmente ancora non snaturate dallo stesso. Ho sempre letto moltissimo: diari di viaggio, blog, ovunque venisse riportato su carta uno spaccato di vita vissuta:  leggere di esperienze altrui, aiuta ad accrescere la propria passione, a coltivarla, a prendere spunto per cucirsi addosso ogni volta il viaggio perfetto. In questi ultimi anni ho però fatto fatica a trovare consigli utili su come girare l’Alaska, la Colombia, il Perù o la Bolivia. Sto trovando serie difficoltà a ricavare informazioni attendibili su Kamchatka, Siberia e Kyrgyzstan. Tornato da ogni viaggio porto con me tutte le emozioni provate e le esperienze vissute sulla mia pelle, mi prendo un po’ di tempo e le metto puntualmente su carta, come a volerle rendere immortali. Ad Agosto 2018, tornato da tre intense settimane in Colombia, ho deciso di mettere tutto su rete, di non essere più geloso di ciò che porto a casa. È così nato Viaggiatore Seriale.

   

Quando hai fatto il tuo primo viaggio in Perù?

Ricordate quando da bambini, con la testa bianca e libera da ogni pregiudizio di fattibilità lontananza o prezzo, si rincorrevano desideri che solamente in età adulta avremmo bollato come irrealizzabili? Nuotare con i delfini, diventare paracadutista, adottare una scimmia domestica oppure scalare il Machu Picchu… Questi erano solo alcuni dei miei sogni nel cassetto. Ebbene, ad un certo punto della mia vita ho deciso di riaprire quel cassetto del quale custodivo ancora gelosamente la chiave. Era l’Agosto del 2016 ed era arrivato il momento di scalare il Machu Picchu. Destinazione Perù!

Qual è la cosa che più ti ha colpito? Perché?

Assodato il motivo che mi ha spinto a partire, sarebbe facile rispondere “Machu Picchu”, ed invece rispondo Ande!!

Perdersi tra le immense vallate toccando picchi che la mia mente legava solo ad imprese estreme. 3000, 4000, 5000 metri… non pensavo di poter raggiungere queste altitudini e sentirmi così un tutt’uno con la vastità della natura più incontaminata. Sarà la vicinanza al cielo, oppure l’aria rarefatta che muta ogni singolo passo in una sfida ai limiti imposti dal nostro corpo.Sarà il sorriso della povera gente, che è povera solo nella nostra concezione più letterale del termine ed invece cela una ricchezza di valori oramai troppo spesso dimenticati.  Sarà lo spettacolo che vi riserverà il calar del sole. Il cielo si accenderà dinnanzi ai vostri occhi illuminato da una quantità infinita di corpi celesti. Ancora oggi è un ricordo indelebile. Sarà un insieme di questi ed altri fattori che vi farà innamorare di queste terre così lontane dal mondo moderno, e forse proprio grazie a questo, ancora così genuine.

Cosa non può mancare durante un viaggio in Perù

Questa volta non posso non rispondere Machu Picchu! Visitare il Perù e non rendere omaggio ad una delle sette meraviglie del mondo moderno sarebbe delittuoso. Parliamo di un’opera immensa che solo oggi sarebbe impensabile solo da immaginare. Una città arroccata sulla sommità di una montagna nel bel mezzo delle Ande, rimasta nascosta e protetta agli invasori per centinaia e centinaia di anni. Ci sono mille modi di vivere questa esperienza ed io non posso che consigliare di percorrere l’Inka Trail e presentarsi al cospetto di sua maestà Machu Picchu attraversando il valico della Porta del Sole, Intipunku, laddove, per la prima volta, vi appariranno in lontananza le sue rovine, proprio come apparivano agli stessi inca secoli orsono.

I tre consigli che ti senti ti dae a chi vuole fare un viaggio in Perù

Il primo consiglio che mi sento di dare è di prestare molta attenzione al problema dell’altitudine.

Viaggiare attraverso le Ande del Perù vuole necessariamente dire affrontare il Soroche, il famoso mal di montagna. Noi in Italia non abbiamo alcuna idea di quanto possa essere importante questo fenomeno poiché certe quote (e neanche così elevate) le tocchiamo solo per sciare e, comunque,  per brevissimo tempo. Prendiamo la funivia, tocchiamo i 3000 mt, e dopo neanche 5 minuti siamo di nuovo giù, ad un livello di sicurezza. In Perù le strade corrono ad altezze vertiginose, con punte al di sopra dei 4000 mt (come i 4870 mt del Passo Patapampa) che possono causare spiacevoli inconvenienti. Pensate che la stessa  Cusco è a 3300 mt. Quando si organizza un viaggio del genere, bisogna essere molto attenti nel gestire l’itinerario, cercando di salire sempre gradualmente, non soggiornando mai al di sopra di certe quote. Inserire sempre una tappa di un paio di giorni ad un’altitudine intermedia (ad esempio i 2300 mt di Arequipa) per aiutare il corpo ad abituarsi. Passata una notte ad una certa quota, senza riscontrare problemi importanti, si può procedere per quella successiva cercando di non innalzare bruscamente il livello (ma per alcune tratte sarà molto difficile seguire questa linea guida). Per limitare al minimo i sintomi (nausea, epistassi, malessere generale…):

  • Mangiate leggero
  • Bevete molto
  • Evitate alcolici
  • Fate indigestione di foglie di coca, masticate o in infusione.

Il secondo consiglio è relativo all’organizzazione della visita al Machu Picchu.

Mentre per quanto riguarda il sito principale non incontrerete grossi problemi ad acquistare un biglietto d’accesso, ben più complicato accedere alla scalata al Huayna Picchu (la splendida cima che sovrasta il sito Inca) oppure partecipare all’Inka Trail. Per entrambe le attività il numero chiuso è piuttosto limitato e si consiglia di prenotare con almeno 6 mesi di anticipo (specialmente per l’Inka Trail). Per inciso, la scalata al Huayna Picchu è veramente stupenda e consente una visuale del sito quantomeno insolita.

Il terzo consiglio? Non perdetevi il fantastico pollo alla brasa, il delizioso Ceviche, il tutto rigorosamente annegato in dell’ottimo Pisco.

Ringraziamo ancora Luca per questa bellissima intervista. Se volete più informazioni e consigli utili sul Perù, li potrete trovare nel suo blog qui!

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