Racconti in valigia: “May you live in interesting times”

Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Salvatore, autore del sito Sardinia Mood. Curiosi di sapere cosa ci ha raccontato?

Ecco per voi la sua intervista:

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Mi sento sempre un po’ in imbarazzo quando mi chiedono di “raccontarmi”. La sensazione è quella di avere mille occhi puntati addosso anche se magari non è così. Anzi, sicuramente non è così! Comunque, proviamoci, dai 🙂 Mi chiamo Salvatore e sono nato e cresciuto in quella bellissima terra che è la Sardegna. Credo che questa sia stata la mia fortuna più grande. La Sardegna, infatti, circondata dal mare e lontana dalla cosiddetta terraferma, sembra quasi un continente a parte. Qua non abbiamo grandi città, ad esclusione di Cagliari, ma in compenso tanti piccoli e piccolissimi paesi, alcuni davvero belli e poi campagne, colline, montagne e spiagge, bellissime spiagge.

E sole, tanto sole, ma anche nuvole bianche e grasse, vento e luce. Tanta luce.

Non può non ispirarti quest’isola! Sarà anche per questo che ho sempre amato scrivere, ma soprattutto descrivere il mondo che mi circonda. E ho sempre guardato con stupore e meraviglia verso l’ignoto.

Così amare la Sardegna mi ha insegnato ad amare il mondo, con le sua diversità e infinite prospettive. Ecco che mi sono appassionato di viaggi e di turismo, fino a specializzarmi, anche sotto sul piano accademico e scientifico. Com’era quel detto? “Fai il lavoro che ami e non lavorerai mai un giorno in vita tua” o qualcosa del genere? Ahahah, anche se non è proprio così crediamoci lo stesso, guardiamo il bicchiere mezzo pieno 🙂  Comunque a parte la passione innata per la scrittura (e la lettura) amo anche scattare fotografie. Da quando, poi, sono esplosi i social, Instagram e Pinterest in particolare, mi si è aperto un mondo e da quel momento ho iniziato ancora di più a curare aspetti come l’editing e la post produzione. Insomma il mio blog è nato un po’ per raccogliere tutto questo, parole e immagini, fare sintesi dei mie viaggi e creare contenuti che potessero essere utili anche agli altri.

Sardinia Mood vede la luce nel gennaio del 2016. Prima di lanciarlo online ho aspettato un anno intero. Un anno in cui, di notte, cercavo di carpire tutti i segreti del blogging dai vari tutorial in rete. Partivo da zero. Non sapevo nulla di CMS, parole come SEO, SEM, indicizzazione e ottimizzazione, linguaggio html ecc. Insomma ho studiato e alla fine mi sono buttato. Anche il logo l’ho realizzato io, in realtà provvisoriamente. C’è sempre l’idea di cambiarlo ma poi mi sono affezionato a quella mongolfiera che spicca il volo chissà per dove… ma che se la guardi bene può essere scambiata per una tazza di caffé fumante davanti alla quale perdersi a raccontare i viaggi fatti in terre lontane.

Come nasce la tua passione per i viaggi?

La mia passione per i viaggi nasce da un trauma infantile.

Quando avevo solo 8 anni fui spedito in Trentino Alto Adige, in colonia, insieme ad altri bambini da tutta Italia che io ovviamente non conoscevo! Una colonia di 21 giorni, il mio primo distacco dalla famiglia! Stiamo parlando del 1988, non esistevano ancora i cellulari e ovviamente neanche internet! Oltretutto in questa colonia vigevano regole decisamente ferree, sembrava quasi una caserma. Ad esempio, nei 21 giorni si poteva fare un’unica telefonata ai propri genitori della durata di 7 minuti e non prima del quindicesimo giorno. Se erano i genitori a chiamare, cosa che avveniva quotidianamente, ci veniva consegnato un bigliettino scarnissimo con frasi del tipo “mamma ti vuole bene” oppure “mamma e babbo ti salutano”. Sembrava tutto davvero molto crudele! Ho passato la prima settimana a piangere, giorno e notte. Era un pianto infinito, me ne volevo andare e ovviamente mi rifiutavo di partecipare alle attività. Scrivevo lettere tutti i giorni (che sono arrivate a casa mia, tutte insieme, un mese dopo il mio rientro) mentre la maestra mi diceva “piangi piangi, quando fai lacrime d’oro avvisa che ne raccolgo un po’”. Insomma, morale della favola, finite le lacrime, dopo una settimana, mi sono messo l’animo in pace e ho cercato di farmi piacere quella colonia. E ho iniziato a vedere tutto il bello che mi stavo perdendo: cascate, montagne, risate, giochi. Alla fine non me ne volevo più andare. Ecco, questo credo sia stato per me una sorta di battesimo del fuoco. Da quel momento non ho più avuto paura di viaggiare e ancora oggi mi capita di fare tanti viaggi in solitaria, anche se preferisco sempre partire in compagnia.

Qual è stata la tua opinione sulla Biennale d’arte 2019 di Venezia?

Premesso che io sono un patito di Venezia, che per me è la città più bella del mondo, ho già visto quattro biennali d’arte consecutive e una biennale di architettura. Quella di quest’anno mi è piaciuta, diciamo, per il tema trattato. Già il titolo “May you live in interesting times” spacca ma soprattutto apre a delle riflessioni importanti su tante questioni che interessano la società contemporanea e che spaziano dalle problematiche ambientali alla condizione femminile, dalle disuguaglianze sociali al degrado delle periferie, dalle iperconnessioni al dialogo interreligioso. Ho apprezzato davvero tanto la mostra all’arsenale e anche quella al padiglione centrale dei giardini. Un po’ meno il padiglione nazionale dell’Italia, non mi ha colpito e secondo me l’allestimento soffocava un po’ le opere. Molto bello il padiglione della Lituania, quando ho visto la performance ho pensato “Ecco perché hanno vinto loro!”, semplicemente fantastico. Comunque sia la biennale è sempre un’occasione imperdibile anche per immergersi tra le suggestioni di Venezia, le sue calli, la sua magia totalizzante, specialmente la notte, quando i turisti vanno via e le strade scivolano nella penombra.

Raccontaci uno dei tuoi viaggi

L’ultimo viaggio che ho fatto è stato a Lanzarote, nelle isole Canarie. Ho in serbo un paio di articoli che pubblicherò sul mio blog mentre altri troveranno spazio sul sito dell’ente del turismo dell’isola, Turismo Lanzarote.

Ma se penso a un viaggio che mi ha colpito tanto, ma tanto-tanto, beh, allora ce ne sono due, che ho fatto l’anno scorso. Il primo a Lisbona e il secondo a Berlino. Lisbona, contrariamente a quanto accade al 99% delle persone, non mi ha colpito fin da subito. Era bella sì ma troppo malinconica, un po’ sporca, arrampicata, al confine tra Europa e Sudamerica. Poi, piano piano, ha iniziato a piacermi e quella decadenza, che leggi negli azulejos sbeccati, nelle case dell’Alfama che sembra quasi ti vogliano inghiottire, nei miradouros che di per sè sono luoghi nostalgici, mi ha stregato. Ho scoperto una città multiculturale e aperta, dinamica e semplice, una capitale che ha saputo preservare un’anima di paese. Promossa. Un’altra capitale che pensavo non mi sarebbe piaciuta e invece mi ha rapito dal primo istante è stata Berlino. Non appena sceso dal bus e messo piede davanti allo Zoo ho alzato gli occhi e ho visto tutto quel verde e tutta quella modernità che ho pensato, ok abbandonatemi qui. Berlino una delle città più belle, creative, vive, giovani ed efficienti che abbia visitato. Una città che è riuscita a risorgere dalle sue ceneri ma che non dimentica il passato. Un luogo dove tutti dovrebbero andare per rendersi conto di cosa è successo nel cuore dell’Europa solamente alcuni decenni fa. Anche questo è il bello di viaggiare e di avere un travel blog, conoscere posti nuovi, stupirsi e trasmettere agli altri ciò che più ha lasciato il segno.

Grazie Salvatore per aver condiviso con noi la tua storia e le tue esperienze! Vi ricordiamo che tutte le foto sono state scattate proprio da lui!

Vi ricordiamo che, se volete contattare Salvatore o volete seguire le sue avventure, potete trovare il suo sito  qui 

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