Racconti in valigia: Marocco, Crocevia di Culture

Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Paolo, autore del blog Open Time, nel quale racconta ai suoi lettori le sue esperienze di viaggio nel mondo. 

Scoprite con noi cosa ci ha raccontato:

Parlaci un po’ di te e di come nasce il tuo sito.

E pensare che il primo aereo l’ho preso sulla soglia dei 30 anni!

  

Diciamo che, anagraficamente, non sono più un giovanotto e che in quel periodo gli aerei non si prendevano con facilità, per via dei costi soprattutto. Il treno rimaneva il metodo di trasporto più abbordabile e devo dire che di viaggi in cuccette scomode e affollate ne ho fatti tanti, anche perchè, vivendo a Reggio Calabria e studiando prima a Pavia e poi a Bologna, quei lunghi trasferimenti, anche di 12 ore, erano indispensabili.

Il fatto di essere nato a Tortona, da mamma piemontese, accresceva poi l’esigenza di alcune visite sporadiche ai parenti lontani. Poi a Bologna ho conosciuto Angela, la mia compagna, animo inquieto ed avventuriero e da quel momento, da quel primo, un po’ banale, viaggio alle Canarie (in viaggio di nozze), non ci siamo più fermati.

Dimenticavo di dire che di professione faccio l’informatico, spesso definito anche “Smanettone”, “Hacker” e via dicendo. A parte questo, ho sempre coltivato una certa passione per il Web e, in particolare, per la realizzazione di siti internet, per lavoro e per svago. Il sito opentime.it è il risultato di questo incrocio di competenze e passioni, uno spazio libero, aperto, dove parlare del viaggiare come esperienza di vita e cammino esistenziale, dove raccontare storie mie e di altri che, come me, condividono gli stessi interessi.

 

Qual è per te il significato del viaggio? 

Per noi viaggiare è sempre stato un modo per metterci alla prova, per conoscere e per capire il mondo che ci circonda, per soddisfare la nostra curiosità e per condividere con altre persone esperienze di vita, emozioni, qualche volta anche rischi, cercando sempre di rispettare gli abitanti e i territori visitati, privilegiando, quindi, un tipo di turismo sostenibile e responsabile.

 Abbiamo sempre privilegiato l’autogestione e dove non era possibile, per i viaggi in territori “complicati”, abbiamo scelto di viaggiare in gruppi precostituiti, affidandoci all’esperienza di “Avventure nel Mondo”, Tour Operator romano. E’ stato quindi possibile visitare, in uno dei primi viaggi, nel 1989, il Kashmir, nel nord dell’India, paese interessato ancora oggi da scontri militari con il vicino Pakistan.

Oppure i bellissimi parchi della Tanzania, dormendo in capanne di paglia o in tende improvvisate, con l’ombra degli elefanti a rendere le nostre notti insonni. Tanti viaggi, tante avventure, da soli, in gruppo, qualche volta con le figlie, ma sempre con il medesimo spirito e la voglia di scoprire cose nuove.

A chi mi chiede qual’è il più bel viaggio che ho fatto rispondo sempre: “Quello che ancora devo fare!

 

Parlaci un po’ della tua esperienza in Marocco, cosa ti ha colpito di più? 

Il Marocco è un grande Paese in cui è facile immergersi, lasciandosi conquistare da persone, luoghi, suoni, colori, profumi. Crocevia di culture e lingue arabe, berbere e successivamente francesi, il Marocco è un luogo ricco di fascino e magia.

Per questo viaggio di due settimane abbiamo coinvolto anche le nostre due figlie, al tempo di 21 e 18 anni, superando i loro dubbi e incertezze.

Siamo andati in Agosto che, forse, non è il mese migliore per via delle temperature piuttosto elevate. Abbiamo effettuato un tour ad anello, in pulmino con autista e guida, condividendo tutto il viaggio con un gruppo ben affiatato ed una simpatica coordinatrice che ha mantenuto i contatti con i referenti locali.

Il tour è partito da Casablanca ed ha attraversato le quattro città imperiali Rabat, Fez con i suoi imperdibili souk dedicati alle arti e all’artigianato locale, Marrakech con l’affascinante piazza principale Jemaa el Fna, pulsante di vita a tutte le ore, è animata da mercanti, musicisti, artisti di strada, giocolieri, incantatori di serpenti e Meknes, polmone verde del Marocco, con il vicino sito archeologico di Volubilis.

Ci siamo spinti fino a Ouarzazate, città del Marocco centro-meridionale sede degli Atlas Studios e utilizzata in decine di film da “Lawrence d’Arabia” a “Babel”. Siamo arrivati alla costa atlantica visitando Essaouira famosa soprattutto per la sua sensazionale Medina sul mare, iscritta nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, come quasi tutti i centri storici delle principali città marocchine.

Da Merzouga, una faticosa passeggiata tra le dune a cavallo dei dromedari, ci ha fatto scoprire il fascino del deserto dell’Erg Chebbi.

 

Perchè consiglieresti ai nostri lettori di visitare il Marocco? 

Un viaggio in Marocco è un’esperienza unica per tanti motivi. E’ un paese dove il paesaggio locale è così variegato da proporre cime montuose altissime e, a poca distanza, sterminati deserti sabbiosi o la fredda costa dell’Atlantico. Città da mille e una notte, in cui l’uomo costruendo edifici sfarzosi e residenze imperiali, ha saputo dare vita ad ambienti suggestivi, il cui fascino si trasmette al viaggiatore in maniera indelebile.

 

Vi ricordiamo che tutte le foto sono proprio tratte dalle esperienze di Paolo!

Grazie a Paolo, per averci dedicato il suo tempo per la disponibilità e per i preziosi consigli. 

Se volete contattare Luca,  oppure volete ulteriori informazioni e consigli per le vostre nozze,  visitate  Open Time!!

Sei un viaggiatore? Vuoi vivere le  stesse esperienze di Paolo?

Visita il sito!

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