Racconti in valigia: Ma Che Viaggi ti Fai?

Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Jessica, appassionata di viaggi e festival ed autrice del blog Che Viaggi ti Fai, nel quale racconta ai suoi lettori delle sue esperienze e offre preziosi consigli di viaggio. Curiosi di sapere cosa ci ha raccontato?

Ecco per voi la sua intervista:

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

 

Ciao, sono Jessica, ma ho sempre creduto che Jess suonasse più amichevole!

 

Nasco nella provincia di Ferrara nel 1992 e la mia storia non è affatto lineare.

 

Pensa che da bambina fantasticavo sulla vista che avrei avuto dal mio ufficio al 50esimo piano di qualche grattacielo a New York, con un tacco 12, un tailleur firmato e l’immancabile 24ore.

 

Quindi ho iniziato ad acquisire skill, accumulare esperienza, imparare lingue, fare networking… tutto volto a improntare una carriera di successo, per far felice quella piccola Jess in tailleur.

 

A 17 anni ho passato un semestre di studi in Florida, sono tornata in Italia, mi sono diplomata e mi sono iscritta al corso di marketing della facoltà di Economia a Milano. Sono seguiti un erasmus a Madrid, uno stage a Malta e uno a Eindhoven, un master a Milano e un anno da Google, tutto incentrato sul marketing digitale.

 

Il succo però era sempre quello, dopo qualche mese mi stancavo di ciò che mi circondava e dell’ambiente di lavoro in cui ero.

 

Un giorno in pausa pranzo dal mio ufficio a Milano chiamai mia madre in lacrime (si sa.. in questi casi è la mamma che si cerca).

Avevo 24 anni ed ero disperata perché dopo 3 anni di università e 2 di lavoro non avevo la più pallida idea di cosa mi piacesse davvero fare.

Me lo disse lei.

“L’unica cosa che ti entusiasma davvero è viaggiare. Fallo… fallo per vivere!”

 

Dopo nemmeno un mese mandai la mia application a Contiki, il più grande tour operator specializzato in viaggi di gruppo per giovani dai 18 ai 35 anni.

Andai a Londra, superai due colloqui e presi parte a un training di due mesi in viaggio per l’Europa.

 

Rimasi con Contiki due anni, vivendo in una valigia e mostrando l’Europa a giovani australiani.

Due anni pieni di sfide, problemi, difficoltà e novità. I più belli della mia vita.

Finalmente avevo trovato ciò che mi faceva brillare gli occhi (un po’ anche di stanchezza).. e mi veniva pure bene!

 

Avevo però dimenticato un altro sogno nel cassetto.. così decisi di aprirlo.

Il mio Google Drive e le mie note dell’iPhone erano piene di racconti. Ho sempre amato scrivere.. mi aiuta a sfogare un impellente bisogno di creatività.

Un’idea su come creare un sito me l’ero fatta grazie a quegli albori di carriera che avevo rinnegato, così un bel giorno, circa un anno fa, mi decisi a fare il grande passo, acquistando il dominio cheviaggitifai.it

Finalmente il mio blog esisteva e avrei potuto raccontare alla gente di ciò che amo di più: il viaggio.

Il viaggio non però da un punto di vista classico – alla Lonely Planet, per intenderci – ma da quello di una ragazza giovane e un po’ fuori di testa, che ama divertirsi, andare a Ibiza, andare ai festival, ma anche scoprire la cultura e le persone nel profondo di ogni luogo del mondo, sempre con tono ironico per non annoiarsi mai.

Come descrivere al meglio questa filosofia? Con una frase che almeno una volta abbiamo detto tutti nella vita, e che io mi sono sentita chiedere spesso: Che viaggi ti fai?

 

Come nasce la tua passione per i viaggi?

Sembrerà un cliché, ma devo dire dai miei genitori.

Da quando ho memoria siamo sempre andati in vacanza in posti diversi. Non ci siamo spinti molto fuori dall’Italia, perché non potevamo permetterci di andare all’estero, ma è bastato per farmi capire quanto fossero belli i posti diversi da quello in cui vivevo.

In terza media poi mi spedirono una settimana in Francia, con un programma di scambio scolastico, e due settimane a Edimburgo in vacanza studio durante l’estate.

A differenza degli altri bambini, che non vedevano l’ora di tornare a casa dagli amichetti e dai genitori, in aeroporto io piangevo, perchè sarei voluta rimanere là.

Fu allora che capii che la mia vita non avrebbe potuto prescindere dal viaggio.

Quindi, mi rivolgo a chi ha dei bambini o chi ne avrà, fateli viaggiare il più possibile, perché l’imprinting che si può avere da piccoli non sarà mai recuperato nemmeno in cent’anni di vita da adulti.

 

Che meta consiglieresti ai nostri lettori, perchè?

Premetto di non aver ancora viaggiato molto fuori dall’Europa, ma ci sto lavorando, il mio prossimo viaggio sarà infatti in Myanmar, in qualità di team leader di un viaggio organizzato (questa volta per italiani).

Al momento il viaggio che mi ha entusiasmato di più è senz’altro il coast to coast negli Stati Uniti, di cui ho parlato anche nel mio blog.

Per renderlo più fattibile, in termini di tempo, direi California e parchi nazionali. Dovrò usare un altro bonus “cliché”, ma non posso negare di aver lasciato il cuore al Grand Canyon. E’ stata la prima volta che ho pianto per l’emozione semplicemente ammirando un luogo.

Per questo tutti dovrebbero vederlo almeno una volta nella vita. Così come la Valle della Morte e l’ammasso di stelle che si contempla di notte, il brio di Las Vegas, il pier di Santa Monica e Lombard Street a San Francisco, e magari anche due passi a Tijuana, attraversando il confine.

Insomma, in un paio di settimane si possono provare emozioni contrastanti e incredibili, il tutto in un paese pressoché privo di pericoli, facile da affrontare e pieno di gente disponibile.

 

Quali sono i criteri che usi per decidere se una città o luogo vale la pena di essere visto o meno?

Mi affido alla concorrenza! Spulcio i siti di altri blogger o i loro profili Instagram, per carpire informazioni su un posto che non ho mai visitato.

A quel punto valuto quale meta ha il mix perfetto per me.

Il riposo e il cibo non fanno a caso mio, non sono quindi mai aspetti chiave dei miei viaggi.

Le cose a cui do più importanza sono le meraviglie naturali (talvolta anche artificiali – come può essere Petra), la possibilità di fare esperienze “local” e che ci si possa divertire in modo autentico, in base alle tradizioni del popolo.

Grazie Jessica per aver condiviso con noi la tua storia!

Le foto che avete visto sono state scattate proprio da lei!

Vi ricordiamo che, se volete contattare Jessica o volete seguire le sue avventure, potete trovare il suo sito  qui 

Sei un viaggiatore? Vuoi vivere le le stesse esperienze di Jessica?

Visita il sito!

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