Racconti in valigia: “La vita è piena di posti da scoprire, di facce da incrociare”

Cos’hanno in comune la Cina, l’Italia e Bruxelles? Non vi viene in mente nulla? Tranquilli, ci pensa il panda: questi luoghi si intrecciano nella vita della nostra intervistata, Agata, l’autrice del blog dal nome simpatico ed orginale: Abbattetela !

Agata ci ha portatati alla scoperta delle sue esperienze come expat in Cina, e della vita in questo paese.

Siete curiosi di scoprire cosa ci ha raccontato? Ecco per voi le sue parole

Raccontaci un pò di te e di come nasce il tuo blog

Dopo una laurea in Lingue – Inglese e Spagnolo – e un Master in Interpretariato – Inglese e Spagnolo – ho deciso di partire per un paese in cui potevo coerentemente spendere le mie lingue di studio : la Cina.

Sagace, eh ?

 

Arrivata lì, tutto era talmente differente da ció che conoscevo, che ho iniziato a scrivere delle newsletter « private » per dare un assaggio della mia nuova vita ai miei amici. Sono loro che mi hanno spinta a creare un vero blog, tanta demenza (la mia) doveva essere condivisa col mondo.

 

Cosa ti ha portato in Cina? Quali sono le principali difficoltà che hai dovuto affrontare come expat in questo paese? Come definiresti la popolazione locale?

In Cina ci sono arrivata davvero per caso, conoscevo qualcuno (i lettori assidui di Abbattetela.it lo conoscono come “il fido G.”) che mi ha proposto di provare e… ho provato. L’intenzione era quella di fare un’esperienza di qualche mese, poi tra una cosa e un’altra si è trasformata in una permanenza di 4 anni.

Non direi di aver avuto difficoltá oggettive, a parte la lingua inizialmente. I cinesi sono un popolo estremamente affascinato da tutto ció che é Occidentale, perció sono stata accolta con curiositá e affetto. Probabilmente ho fatto un po’ di fatica ad adattarmi a certi rumori corporei espletati con la massima disinvoltura o a domande fin troppo dirette sulla mia vita privata, che in Europa sono considerate piú tabú. Se da noi una domanda come “Quanto guadagni?” la si può fare con circospezione e dopo una luuuunga amicizia, a me è stata posta da un tassista, subito dopo “Da dove vieni?” e “Sei sposata?”.

 

Di fondo, c’è molta ignoranza sulla Cina. Esiste uno stereotipo abbastanza negativo su questo paese e sui suoi abitanti: non dico che sia infondato, ma non è completamente veritiero. Io per prima, alla vigilia della partenza, ero terrorizzata. Convinta che sarei arrivata in un paese completamente arretrato, che non rispetta i diritti fondamentali dell’uomo, dove vige ancora la censura, dove la gente mangia insetti. Tutti quelli a cui comunicavo la mia decisione all’epoca mi guardavano con un’espressione mista tra incredulità e sbigottimento e mi chiedevano, immancabilmente: “Ma perchè?!”. E invece la Cina è un paese straordinario: non è arretrato – non ovunque – ma in via di sviluppo, ed è uno sviluppo quasi inarrestabile e velocissimo. E’ vero che vige la censura, ma esistono moltissimi modi per aggirarla, almeno su internet. E’ vero che si mangiano esseri bizzarri, ma non c’è nessuno che te li ficca in bocca se non gradisci. Sui diritti fondamentali ci sarebbe molto da discutere, ma non è questo il contesto per farlo: sarebbe un discorso troppo lungo e complesso. E certamente esistono anche parecchi lati negativi: l’inquinamento tra tutti, che certi giorni raggiunge soglie inimmaginabili in Europa.

Però posso solo dire che da un punto di vista occidentale la vita scorre abbastanza dolcemente, il mercato del lavoro è molto dinamico, gli svaghi non mancano e ogni giorno è un’avventura. E poi i cinesi fanno cose buffe. Io nel ridicolo ci sguazzo, è anche grazie a questo che è nato il mio blog, www.abbattetela.it .

Ora ti trovi a Bruxelles:  come riesci a organizzare, gestire ed adattarti a questi cambi di vita e di luogo?

Ognuno ha le proprie virtù e i propri limiti. Io,per esempio, non ho le tette ma ho un sacco di spirito d’adattamento. Si potrebbe pensare che il ritorno in Europa sia il passo più facile dopo un’esperienza di tanti anni in Cina, e invece, paradossalmente è tutto più difficile. E’ vero che parlo una lingua che conosco, il francese, è vero che ho più facilità a reperire i cibi che mi mancano e incontro più gente con una cultura simile alla mia. Ma è dura adattarsi ad una vita tutto sommato “normale”. Il senso di sorpresa costante che hai quando vivi in Cina è una droga, quasi una dipendenza che fai fatica ad abbandonare.

Cosa ti manca dell’Italia? Dove credi sarà il tuo futuro?

Dell’Italia mi mancano tante cose, soprattutto il sole e la facilità di approccio con la gente.

Da buona sicula mi manca anche il mare, la granita e gli arancini. Forse un giorno ritornerò, per il momento però mi nutro di altrove. La vita è piena di posti da scoprire, di facce da incrociare lungo il cammino e di novità di cui riempirsi gli occhi e il cuore.

Credo che svolazzerò ancora per un po’ di qua e di là, poi si vedrà.

Grazie  Agata, per averci trasmesso in questa intervista la tua frizzante energia, per aver condiviso con noi la tua storia e attimi della tua vita da expat ma anche per averci portato alla scoperta della Cina.

Quindi, se volete avere maggiori informazioni su di lei, sulla sue esperienze da expat, o volete contattarla, vi lasciamo il link al suo sito qui.

Sei un viaggiatore? Vuoi vivere le stesse esperienze di Agata?

Visita il sito!

 

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