Racconti in valigia: la passione per il viaggio, l’amore per la corsa, insieme

Assieme al Panda e a Dario, runner autore del blog  Corro Ergo Sum, ci immergiamo oggi nel mondo del running, fatto di sfide, soddisfazioni, emozioni ma anche viaggi.

Ecco a voi l’intervista:

Raccontaci un pò di te e di come nasce Corro Ergo Sum.

Ho sempre praticato sport. Ma quel che mi ricordo bene è che da piccolo odiavo correre, troppa fatica. Poi durante il liceo qualcosa è cambiato e correre è diventato improvvisamente più facile. Naturale. Purtroppo però non ho mai praticato atletica (nessuno, né professori né allenatori me lo ha mai suggerito) ma correvo ai giochi della gioventù per la mia scuola. Mezzofondo e cross (con la velocità non ho mai avuto un buon feeling). Durante l’università ho proseguito l’attività agonistica su altri campi, corricchiando solo per tenermi in forma. E dopo i trent’anni ho scoperto invece il vero piacere di correre e ben presto mi sono dedicato solo a quello. Prima qualche uscita vicino a casa per mantenere la forma, poi le tapasciate domenicali con gli amici per perdere un po’ di peso, fino ad arrivare alla maratona, nel 2007. Tagliando quel traguardo è scoppiato il vero amore.

Avevo già iniziato a scrivere una sorta di diario dei miei allenamenti, per avere memoria di sensazioni, tipologie di allenamenti etc.. Poi, per il mio lavoro (sono Designer e Giornalista), ho avuto la necessità di dover imparare ad utilizzare i primi CMS e ne ho approfittato per fare pratica creando il mio sito personale, Corro Ergo Sum. Poco alla volta, da semplici post di qualche riga ho iniziato a raccontare la mia storia quotidiana di runner attraverso articoli sempre più completi. Così ho iniziato ad avere un seguito e lo stimolo, sia nello scrivere che nel correre, è cresciuto sempre di più.

Tra le varie corse che hai fatto, quale è quella che ti ha emozionato di più e perchè?

È inevitabile che quando parliamo di emozioni la mia mente corra subito alla maratona. Per me non esiste nulla come la maratona. Un viaggio che dura mesi e si conclude con l’attraversamento di quel traguardo. Per questo ne ho corse solo una decina. Un appuntamento che va preparato, studiato, sognato, raggiunto. È difficile farne una classifica. Se cercate all’interno di Corro Ergo Sum troverete il racconto di ognuna. E ognuna risulterà essere stata emozionante per qualcosa in particolare. Non posso certamente dimenticare la mia prima volta. Un po’ come il primo bacio, non perfetto, ma irripetibile. O la maratona del personal best. Con le lacrime a riempire gli occhi una volta che l’impresa si fa davvero reale. E non posso non pensare alla mia prima (ed unica) New York City Marathon. Una vera sorpresa per grandezza, bellezza e coinvolgimento. Ma dovrei anche raccontare di tutte le gare fatte in coppia con Chiara, mia moglie, i podi raggiunti insieme o i traguardi tagliati mano nella mano. Ogni volta mi ripeto che non potrà mai esserci nulla di più bello e emozionante. E ogni volta poi vengo sempre smentito.

Come gestisci alimentazione ed allenamento quando sei in vacanza?

Premetto che quando si tratta di alimentazione e maratona sono un po’ un talebano: preparazione prima di tutto. Mentre faccio fatica a mantenere una certa rigidità e a rinunciare al buon cibo e al buon vino quando non ho obiettivi all’orizzonte. E spesso in vacanza (soprattutto d’estate) ricado nel secondo caso. Ma anche cedere alle tentazioni, a volte, è un buon modo per ricaricarsi e togliere la tensione emotiva e mentale del resto dell’anno. In ogni caso, cerco sempre di gustare cibi e piatti tipici della zona in cui mi trovo. Basta poco per riuscire comunque a non eccedere, sia nella quantità che nella qualità. E poi una bella corsetta è sufficiente per soffocare i sensi di colpa.

Quale è il tuo viaggio (o corsa!) nel cassetto?

In questi anni spesso (se non sempre) con mia moglie abbiamo unito la passione per i viaggi con l’amore per la corsa (un anno abbiamo anche organizzato un giro d’Italia con varie tappe per partecipare a gare sparse lungo la penisola). Le due cose sono praticamente imprescindibili. Conoscere nuovi luoghi correndoci regala una prospettiva del tutto diversa da quella dei semplici turisti. Oltre a permettere di vedere molto di più.

Il viaggio che ancora non ho fatto ma che prima o poi arriverà è in Giappone. Amo la cultura orientale-nipponica e mi piacerebbe potermici immergere per capirla dal profondo. Ho anche studiato parte delle sue tradizioni all’università, adoro particolarmente alcuni dei suoi piatti (e non parlo del sushi), ho letto libri e visto film (avevo anche iniziato a studiare la lingua). Il running poi in Giappone è vissuto in maniera molto profonda e radicata. Ne è un esempio l’ekiden. Ora, con due bimbi piccoli da crescere forse non è il momento giusto, ma prima o poi…

Ringraziamo Dario per la sua disponibilità, per essersi raccontato ed averci trasmesso la sua passione per la corsa e il viaggio.

Per chi desiderasse maggiori informazioni in merito , o volesse  mettersi in contatto con Dario,  vi lasciamo il link al suo sito  qui.

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