Racconti in valigia: La cultura di un popolo insegna tanto sul cibo

Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Caterina, esperta di cucina ed autrice del sito Cake e Fancy , nel quale racconta ai suoi lettori delle sue esperienze e delle sue ricette. Curiosi di sapere cosa ci ha raccontato?

Ecco per voi la sua intervista:

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Mi chiamo Caterina, sono di Roma ma vivo in provincia di Latina. Moglie e mamma di due splendide ragazze, mi piace cucinare e soprattutto fare i dolci. Le mie figlie sono la fonte di ispirazione più grande, ma soprattutto le mie critiche assaggiatrici. Adoro sperimentare, accostare nuovi sapori e profumi. Attraverso la cucina riesco a dare una coccola in più alle persone che amo e questo mi rende felice.

Mi piace molto viaggiare, adoro l’Italia con i suoi paesaggi mozzafiato, la sua arte e anche La sua buona cucina!

Amo i cani e da circa 5 anni ho una cagnolina di nome Mya, diventata per me e i miei cari una parte fondamentale, infatti ci regala momenti unici.

Il mio blog Cake & Fancy “Torta e Fantasia” è nato circa 5 anni fa. Direi quasi per scherzo, ma anche per la voglia di creare e mettermi in gioco. Lo vedo come un diario, uno spazio tutto mio dove poter condividere e diffondere le mie ricette. Anche quelle della mia infanzia, quelle dove ci lasci un pezzetto di cuore. E chi lo avrebbe mai detto che, raccontando la mia passione, avrei ricevuto anche valide collaborazioni!

Nel mio Blog ci sono varie categorie e tanti tipi di dolci: dai semplici per la colazione, a quelli light e ipoglicemici, per arrivare a quelli più elaborati compreso il Cake Design dove non c’è limite alla fantasia.

Come pensi che la passione per la cucina possa connettersi con la passione per i viaggi?

Penso che la passione della cucina si connetta benissimo con la passione dei viaggi. Quando scopro un nuovo posto, per me è fondamentale mangiare i piatti tipici del luogo. Amo troppo scoprire nuove pietanze e, ancor di più, mi piace assaggiare tutto. Credo che il cibo in un viaggio sia uno tra gli aspetti più importanti!

Molte volte, quando mi ritrovo con un menù davanti, non riesco a decidere e, magari, propongo a mia figlia o mio marito un piatto diverso dal mio. In questo modo mi sembra di assaporare un po’ di tutto del posto dove mi trovo. Ad esempio nel mio viaggio alle Isole Canarie ho assaggiato molti piatti tipici, soprattutto a base di pesce. Ma la cosa che mi ha colpito più di tutti è stato il Mojo: una salsa tipica delle Isole Canarie a base di olio d’oliva, la quale è perfetta per accompagnare diversi cibi, come carne, pesce, verdure o formaggi.

Ne fanno due tipi:

Mojo verde, a base di coriandolo, una spezia che adoro o prezzemolo, per accompagnare il pesce.

Mojo rojo o mojo picón: a base di paprica, perfetta con piatti di carne. Quest’estate sono stata in Salento e ho apprezzato tanto la cucina del luogo, per la semplicità dei piatti tipici come: Le orecchiette con le cime di rapa, la cicoria con la purea di fave e il tipico pasticciotto leccese, un dolce fatto di pasta frolla cotta al forno. Farcito con crema pasticcera e gustato caldo, un tripudio di bontà

Secondo te la cultura di un luogo si può scoprire attraverso i piatti tipici?

La cultura di un luogo o di un popolo ci insegna tanto del cibo, direi un viaggio nel tempo. Penso che ogni tradizione culinaria sia una scoperta delle origini e che in ogni piatto ci sia una storia. Ognuno di noi è legato a delle abitudini familiari e da questi rituali si capiscono tanti aspetti di una cultura. Per esempio, le mie origini sono sarde. Vado in questa meravigliosa terra da quando ero una bimba. Da sempre vivo il ricordo di mia nonna e di quando, tutti insieme in estate, preparavamo il tipico pane carasau. Si può dire una preparazione collettiva. Infatti, a questo rito partecipavamo tutti: dai più giovani ai più anziani, nessuno veniva escluso. Alla fine fare il pane, oltre che una tradizione, era uno scambio reciproco che ci faceva stare bene, perché attorno al cibo si condivide sempre una pezzettino di noi e della nostra vita.

Condividi con noi una delle tue ricette dal mondo! 🙂

Con tutti voi voglio condividere una delizia che preparava mia nonna. Un dolce tipico della Sardegna, una ricetta tradizionale dalle antiche origini contadine. Un connubio eccezionale tra dolce e salato.

Seadas dolce tipico sardo

RICETTA TRADIZIONALE

Ingredienti:

  • Farina Di Grano Duro (Semola) 500 g
  • Strutto 80 g
  • Acqua Tiepida q.b.
  • Sale 1 pizzico
  • Olio Di Semi Di Girasole 1 cucchiaio
  • Olio Di Semi Di Girasole per la frittura q.b.
  • RIPIENO
  • Pecorino Fresco (In alternativa formaggio acidulo(non stagionato) 500 g
  • Scorza Di 1 Limone Biologico Grattugiata 1
  • Sale 1 pizzico

PER GUARNIRE

  • Miele Di Corbezzolo o Castagno q.b.

Preparazione:

Dentro una ciotola bella capiente o se preferite sopra una spianatoia, create una fontana con la farina setacciata, il pizzico del sale, l’acqua tiepida e l’olio. Iniziate a impastare con le mani. Aggiungete a piccoli pezzi lo strutto e continuate ad impastare.

Quando il panetto sarà bello compatto e omogeneo, copritelo con carta pellicola e fatelo riposare per circa 30 minuti. Nel frattempo preparate il ripieno: ponete a pezzi il pecorino fresco dentro il mixer e azionate, una volta grattugiato unite la scorza del limone biologico, anch’essa grattugiata e il pizzico del sale, amalgamate per bene l’impasto. Riprendete il panetto, stendete la pasta a mano oppure con un tirapasta, create la sfoglia spessa circa 3 mm. Con un coppapasta di media misura dai bordi ondulati o una rotella smerlata, ritagliate dei dischi e ponete al centro il ripieno di formaggio. Coprite con il secondo disco di sfoglia e sigillate per bene. Procediamo con la cottura:

dentro un tegame ponete l’olio di girasole, quando avrà raggiunto la giusta temperatura friggete le seadas per un paio di minuti. Fate leggermente asciugare l’olio in eccesso su carta assorbente, quando sono ancora calde trasferitele su un piatto da portata e guarnitele con tanto miele. Questo dolce va servito assolutamente caldo, per gustare il formaggio fuso e non far solidificare il miele.

 

Grazie Caterina per aver condiviso con noi la tua storia!

Le foto che avete visto sono state scattate proprio da lei!

Vi ricordiamo che, se volete contattare Caterina o volete seguire le sue avventure, potete trovare il suo sito  qui 

Sei un viaggiatore? Vuoi vivere le le stesse esperienze di Caterina?

Visita il sito!

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