Racconti in valigia:  La cucina, condivisione, amore e tradizione

Un inizio di settimana goloso per il Panda: siamo infatti entrati nei sapori, nei profumi della cucina Veneziana grazie a Roberta, l’autrice del blog Facciamo che ero la cuoca, nel quale potete trovare tante sfiziose ricette per ogni occasione, nelle quali unisce tradizione, innovazione e sapori da varie parti del mondo.

Scoprite assieme al Panda cosa ci ha raccontato in merito al legame tra viaggio e cucina!

Ci racconti qualcosa su di lei e su come nasce il suo blog;

Sono veneziana ma abito a Treviso da diversi anni, ho un marito, due figlie e un cane. La cucina è una grande passione, che coltivo fin da quando ero bambina.

Nascere e trascorrere la mia infanzia a Venezia è stata per me una grande fortuna, vi ho trascorso anni molto felici. Ricordo la spesa al Mercato di Rialto, una vera esplosione di colori e profumi, tutti i prodotti della laguna a disposizione, dal pescato ai tanti prodotti ortofrutticoli in arrivo dalle vicine isole e dall’entroterra lagunare.

Ci sono ricette che mi portano indietro nel tempo, come ad esempio le meravigliose sarde ripiene che prepara mio papà, una ricetta ‘povera’ che richiede una enorme pazienza nel prepararla e che dà davvero tanta gioia a chi poi la consuma.

I miei genitori mi hanno insegnato che anche spendendo poco, utilizzando prodotti di stagione, siano essi di terra o di mare, si possono preparare piatti meravigliosi.

Come è nato il blog? In un momento di pausa lavorativa, all’epoca seguivo da un po’ i primi blog di cucina ma, mamma lavoratrice full time, non avevo tempo per poterne aprire uno tutto mio. Ricordo di non averci pensato molto, mi sono seduta al pc, ho sbirciato qualche tutorial per raccogliere un po’ di informazioni tecniche e una volta entrata su blogger ho cliccato su ‘crea blog’!

Cosa ispira le sue ricette? I viaggi, o anche solo gli ingredienti di altre parti del mondo divengono per lei uno stimolo culinario?

Prendo spunto da tante fonti, sicuramente riviste e libri di cucina, ne acquisto da sempre, tante ispirazioni mi arrivano anche dai social, Pinterest ed Instagram sono i miei preferiti in assoluto.

I viaggi sono indubbiamente una enorme fonte di ispirazione, una delle cose più stimolanti è proprio scoprire nuovi sapori, tradizioni, abbinamenti e ricette. Quasi sempre, una volta ritornata a casa provo a replicare qualche piatto assaggiato in vacanza, e quando posso mi porto a casa qualche ingrediente speciale, ad esempio delle spezie (di cui sono appassionata e che portano via poco spazio in valigia), per poterle riutilizzare anche in modo diverso, sperimentando ‘fusioni’ con ricette tradizionali del territorio in cui risiedo.

Cucina e viaggi sono legati in modo naturale, quando si viaggia ci si immerge completamente nelle consuetudini locali, è per questo che nel blog, inizialmente nato per parlare di cucina, poco per volta ho aperto anche una sezione ‘travel’ dove amo raccontare i viaggi che facciamo con la mia famiglia.

Quanto conta per lei l’estetica del piatto, o del ristorante? C’è stata una esperienza enogastronomica (un locale, una cucina tipica) che l’ha stupita in modo particolare?

 

L’estetica in un piatto è importante, si dice che per prima cosa si mangia con gli occhi no? Il primo appagamento è inevitabilmente visivo. Mi dà soddisfazione un piatto presentato bene, accompagnato da servizio curato, anche se si tratta di un semplicissimo piatto di pasta in una trattoria. Ovviamente poi deve essere confermato l’aspetto anche dalla sostanza! Confesso che mi è capitato di rimanere delusa dalle preparazioni di alcuni ristoranti ‘importanti’, mentre ho mangiato divinamente in taverne e osterie dove dell’estetica si preoccupavano ben poco.

Una esperienza enogastronomica meravigliosa l’ho fatta nella mia città, Venezia, al Vecio Fritolin, un piccolo, delizioso ristorante vicino a Rialto, i loro menu sono una vera estasi per gli occhi e per il palato. Ma ci sono tante esperienze che mi hanno dato grandi emozioni, la clam chowder fumante che servono al Fisherman’s Wharf di San Francisco, le melanzane stufate di Kostantina della Taverna Ammos a Karpathos, la zuppa di pomodoro che mi hanno servito al ristorante Waldman a Schwangau in Austria, o il pane cunzato e la granita di melagrana con panna e brioche mangiati durante l’ultima vacanza in Sicilia. Esperienze sensoriali, vere e proprie.

Qual è per lei il significato della cucina?

La cucina è sicuramente tradizione, storia, e memoria, i piatti sono molto spesso legati a ricordi, di luoghi, eventi o persone; è creatività, è condivisione e amore.

Cucinare significa donare qualcosa di sé, Laurie Colwin scriveva: La tavola è un luogo di incontro, un terreno di raccolta, una fonte di sostentamento e nutrimento, è festività, sicurezza, e soddisfazione. Una persona che cucina è una persona che dà: Anche il cibo più semplice è un regalo.”

Molto vero, non trovate?

Grazie Roberta, per averci fatto viaggiare assieme a te nei sapori ed averci aperto le porte della tua cucina! Vi è venuto appetito guardando queste foto? Non vi preoccupate, è capitato lo stesso anche a me e al Panda!

Se volete ispirazioni per la prossima cena o volete mettervi in contatto con Roberta, vi lasciamo il link al suo sito qui.

Sei un viaggiatore? Vuoi vivere le stesse esperienze di Roberta?

Visita il sito!

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