Racconti in valigia: in vacanza con uno sportivo

Oggi abbiamo intervistato per voi Francesco, personal trainer e autore del  sito  Fz Services il quale ci ha fatto entrare nel suo mondo, fatto di passione, allenamenti, sana alimentazione ma sopratutto tanta, ma tanta energia!

Ecco la sua storia:

Raccontaci un pò di te e del tuo lavoro

Svolgo da anni la professione di personal trainer e gestisco il mio negozio di integratori alimentari a Venezia Città, a pochi minuti dal centro storico. La mia giornata comincia con un’allenamento cardio a digiuno al mattino presto, dopo colazione comincio con le sedute di personal training in palestra, alternandomi con l’orario spezzato dell’apertura della mia attività, fra negozio e palestra. Tendenzialmente in negozio ricevo clienti per consulenze oppure mi dedico allo sviluppo di pianificazioni personalizzate di preparazione atletica per agonisti o amatori. La mia attività è orientata prevalentemente al servizio professionale, mentre la vendita dei prodotti rimane un valore aggiunto dell’attività. Durante la giornata posso trattare richieste svariate, spaziando dal dimagrimento all’ipertrofia sino al recupero funzionale o gestire l’attività fisica di donne in gravidanza ma anche di persone con patologie. Ciò richiede un costante aggiornamento ed investimento in corsi o approfondire quanto richiesto caso per caso per poter fornire un servizio non solo responsabile, ma efficace. Come tutti mi interfaccio tramite social network, ma solo in termini aziendali e non personali. Sono cattolico ed ogni giorno nutro la mia Fede attraverso la preghiera. Quotidianamente offro assistenza a tutti i miei clienti per poter supportarli nelle difficoltà o imprevisti siano materiali o psicologici. Nell’arco della giornata la mia alimentazione è sana, equilibrata ed iperproteica, suddivisa in piccoli pasti (6-7) con l’utilizzo di specifici integratori. Alla sera terminato il lavoro, mi alleno in palestra con i pesi prima di cenare. Sono una persona molto attiva ed altruista pronto ad aiutare il prossimo, da qualche anno sono membro di una Onlus (Associazione Benefica Papà Renzo) che sostiene la pediatria dell’ospedale civile di Venezia.

Come gestisci l’allenamento quando sei in vacanza? Quante sessioni fai? Come ti alleni nel caso non sia presente la palestra?

Personalmente proseguo gli allenamenti anche durante la vacanza, organizzandomi sulle strutture che dispongono del centro fitness o quanto meno possano esserci nei dintorni, pertanto le sessioni rimangono invariate rispetto al fatto di essere in vacanza. Solitamente io mi alleno tutti i giorni e quando mi alleno meno, non scendo sotto le tre sessioni; in quanto allenandomi tutto l’anno, è una componente vitale per me l’attività fisica, dunque anche se per molti appare una follia allenarsi in vacanza, per altri, eliminarla significherebbe un danno. Anche perchè un buon allenamento lo si fa in 45 minuti, quindi non reca nessun disagio alle ferie ne a chi svolge l’attività e nemmeno al resto del gruppo quando si è in compagnia.

Quando è capitato di viaggiare verso mete in cui la palestra era remota, allora in quel caso ho svolto allenamenti anaerobici a corpo libero assieme ad attività aerobica come la corsa. Altrimenti relativamente al tempo della vacanza senza la possibilità di allenarmi con i pesi, sfrutto l’occasione per applicare lo “scarico attivo” e quindi mi alleno solo correndo, nuotando o pedalando, aggiungendo sessioni di addominali alla fine. A volte essere elastici rispetto agli imprevisti può giocare a nostro favore, infatti scaricare da attività con sovracarichi è indispensabile favorendo una rigenerazione complessiva della massa magra sia muscolare sia del tessuto connettivo, come tendini, cartilagine e legamenti.

Sappiamo che L’HIT workout è molto in voga come allenamento veloce ed estivo. In cosa consiste? Tu lo consiglieresti?

L’allenamento H.I.I.T. è un valido metodo di allenamento, tuttavia auspicabile per soggetti che già praticano sport o attività fisica e non adeguato se rivolto ad un pubblico di persone sedentarie o fuori da una discreta condizione di forma fisica. Infatti tale protocollo per quanto adattabile e personalizzabile nei contenuti, è caratterizzato da una sequenza di esercizi anaerobici di alta intensità, intervallati da dei recuperi. Perciò il parametro di tale intensità sarà la frequenza cardiaca, che a fronte del livello d’intensità comporterà dei picchi di pulsazioni al minuto alternati dai recuperi della frequenza cardiaca durante le pause.

Questo protocollo impatta in modo forte in termini metabolici, sia per quanto concerne i sistemi energetici nell’utilizzo dei substrati (risorse energetiche come zuccheri, grassi o amino acidi dalle proteine), sia in termini ormonali nel rilascio di catecolamine e come stimolo di ottimizzazione del turn over del glicogeno(glucosio convertito in energia nelle cellule miocita dei muscoli) e verso la sensibilità insulinica.

Il risultato sarà una maggiore ossidazione lipidica (dimagrimento) che avviene tramite l’EPOC indotto dal metabolismo dopo l’attività, ovvero il dispendio energetico successivo all’allenamento, ma anche un’ aumento della soglia della capacità aerobica (cardiorespiratoria) e del lattato (acido lattico).

Come P.T. invito coloro i quali fossero dei principianti, a non svolgere questo tipo di allenamento; non è necessario “partire in quarta” per la fretta di “bruciare” il grasso velocemente! Così si rischia di percepire l’attività fisica come una violenza e di certo non aiuta chi magari fondamentalmente è pigro. Se si desidera approcciarsi all’HIIT, meglio farlo gradualmente magari seguiti da un coach. Chi invece ha dimestichezza con allenamenti di resistenza e con i pesi allora può gestire l’HIIT con più serenità, magari evitando esercizi stile cross fit con attrezzi che non è in grado di coordinare nel modo corretto. Soggetti avanzati possono tranquillamente svolgere questo protocollo selezionando gli esercizi o attrezzi che preferiscono creandosi il proprio circuito o applicarlo nella corsa o macchine cardio-fitness attraverso versioni HIIT come Tabata – Timmons – Gibala.

Cosa non può mancare nella valigia di uno sportivo oltre alle scarpe da palestra?

In valigia è sempre bene avere il proprio telo d’allenamento nel caso non venisse fornito dal centro, oltre ai propri integratori alimentari fra cui i più rilevanti per le vacanze sono i probiotici, vitamine e sali minerali per evitare squilibri elettrolitici e quindi crampi per eccesso di sudorazione e disidratazione. Anche il cardio frequenzimetro è importante a meno che non si utilizzi un orologio fitness. Un altra cosa che non manca mai nel kit del beauty case è l’amuchina per mani da utilizzare in palestra all’occorrenza e lo spray antibatterico e profumato per le scarpe!

Grazie per la tua carica energetica Francesco, e voi lettori, ora sapete cosa mettere in valigia e come allenarvi durante la prossima vacanza!

Se volete maggiori informazioni o mettervi in contatto con Francesco vi lasciamo il link al suo blog  qui.

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