Racconti in valigia: “il cibo è la lingua del mondo”

Ci avviciniamo al weekend con una bella intervista ad Ilaria, autrice del blog   La mia mamma cucina light,  una ragazza davvero determinata, che ci ha raccontato di come sia cambiato il suo rapporto con il cibo nel corso degli anni, e di come il viaggio diventi una fonte di ispirazione per le nuove ricette.

Ecco a voi l’intervista:

Ci racconti un pò di lei e di come nasce La Mia Mamma cucina Light;

Sono donna. Una vita passata a mangiare per il puro gusto di farlo, o per golosità o per noia, tristezza, gioia.

Sono mamma, una gravidanza gia a rischio per il forte peso; 9 mesi passati a contare con le gocce gli eccessi in più. Un lasciarsi completamente andare una volta partorito, perché ora potevo e poi allattavo.

Arrivare quasi a 30 anni ed essere schernita per il proprio aspetto, in un ristorante.

Arrivare ad una sera, in cui cambiò tutto: ma mai avrei pensato cosi tanto.

La mia mamma cucina light, nasce dal desiderio di rendere consapevole il mio bimbo e di riflesso tutte le persone che mi seguivano,  che si può mangiare e si deve mangiare per gioia e gusto, ma che lo si deve in primis fare per vivere e nutrire il nostro corpo.

Abbiamo notato che nel suo blog c’è una sezione che si chiama Piatti dal mondo. Il viaggio diviene per lei fonte di ispirazione per nuove ricette? Compra di solito ingredienti locali da portare a casa?

La scoperta di un piatto nuovo è più preziosa per il genere umano che la scoperta di una nuova stella.

(Anthelme Brillat-Savarin)

Cosi intitolai il mio primissimo album di cucina su facebook: il cibo è la lingua del mondo.

Ho un innato bisogno di sapere, di conoscere le mani che hanno colto e raffinato il cibo che ho davanti, di conoscere cosa lega quella spezia al luogo di nascita, quella carne in quale campagna ha brucato, perché quel dolce è simbolo di quella cultura. Adoro poter scoprire il luogo che visito, ma , come dice Anthelme, bramo di più conoscere i piatti ad esso legati.

Il viaggio diventa quindi ispirazione di nuovi accostamenti, sapori, colori. Assolutamente si, i macarones da Parigi, la fregola dalla Sardegna, la curcuma dal Marocco, i pasteis de nata dal Portogallo, e potrei andare avanti… dopo un viaggio colleziono due cose: calamite e cibo.

Come seleziona i ristoranti in viaggio? Quali fonti di informazione usa?

Ho una grande fortuna: ho tantissime anime belle che mi seguono sparse per il mondo. Ecco mi affido a loro. Loro diventano il mio tripadvisor del cuore. Basta lanciare un appello e sanno dirmi dove mangiare cose caratteristiche a buon prezzo.

Ritiene che dall’offerta enogastronomica di una nazione si possa capire qualcosa della sua cultura e tradizioni?

Non ho dubbi su questo. Immagino gli ingredienti come le 7 note musicali: con poco si può creare tanto e quello che un Paese ha da raccontare passa per prima cosa dalla tavola, dai calici, dalle cucine. I cuochi sono i pittori e compositori silenziosi di una nazione

Ringraziamo nuovamente Ilaria per la sua disponibilità, per aver condiviso con noi la sua storia ed averci trasmesso la sua passione per la cucina, insegnandoci che anche quando è light può essere davvero invitante, come avete visto dalle foto!

Se volete trarre ispirazioni per le prossime ricette, gustose e light,  o volete mettervi in contatto con Ilaria,  vi lasciamo il link al suo sito  qui.

Sei un viaggiatore? Vuoi vivere le le stesse esperienze di Ilaria?

Visita il sito!

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