Racconti in valigia: Expat life, per (ri)scoprisi e (ri)trovarsi

 

Ci avviciniamo alla fine della settimana con il racconto di  Pamela, l’autrice del blog Bolle di Salsedine  nel quale racconta ai suoi lettori la sua storia, e la vita nelle Canarie, a Las Palmas, fornendo ai suoi lettori dei consigli per una visita “non turistica” di quest’isola.

Con Pamela abbiamo affrontato nello specifico il tema dell’espatrio, cercando di capire le emozioni, le aspettative, i cambiamenti e la preparazione che precedono una scelta simile.

Ecco a voi le sue parole:

Ci racconti un pò di lei e di come nasce Bolle di Salsedine;

Pamela, 45 anni, milanese di nascita, isolana d’adozione.

scribacchina per passione, blogger per diletto.

Dopo una vita (quasi) intera passata a Milano a lavorare nel mirabolante mondo della moda, un bel giorno io e mio marito abbiamo impacchettato casa (bimba compresa) e ci siamo trasferiti a Las Palmas, Gran Canaria (e la moda mi ha seguito anche qui … ).
Amo vivere al mare ma nel mio cuore c è la montagna. Divoro thriller e romanzi storici e farei carte false per il sushi.
Mi piace molto viaggiare – il Sud Est asiatico è il mio posto nel mondo – e il mio sogno nel cassetto è invecchiare a Ko Panghan, sulla spiaggia di Haad Rin, mentre scrivo il best seller dell’anno. (quale sia l’anno lo deciderò poi …).

Filosofa nell’anima e cervellotica nel cuore, raccolgo, racconto e condivido fatti e pensieri della mia vita di espatriata.
Dalla metropoli della Madonnina, all’isola che, se guardi bene sul mappamondo, veramente c’e’.

Non ho una frase o un motto che descriva il mio pensiero.
Forse perché di pensieri ne ho tanti e tutti continuamente in movimento. O forse perché tanto “quando pensi di avere tutte le risposte, arriva la vita e ti cambia le domande …”
(Grazie Charlie Brown)

 

Bolle di Salsedine nasce come credo nascano tantissimi blog: assolutamente per caso!

Inizialmente diario online per fissare esperienze, emozioni e riflessioni legate ai primi tempi dell’espatrio, il blog e’ diventato poi una raccolta (non) organizzata di pensieri, parole, foto, vita da expat ma anche libri, film, viaggi, posti di quest’Isola ma anche di altre isole.

Insomma è un contenitore di quello che faccio, vedo e penso ma anche di quello che leggo, delle persone che incontro e dei viaggi che ho fatto. E il bello è che non so dove stia andando .. ogni volta che mi viene un’ispirazione la seguo e vediamo dove mi porta.

Sono particolarmente affezionata a due rubriche in particolare: Gente dell’Isola e la Guida Non Turistica dell’Isola. In un etere digitale in cui delle Canarie si è detto tutto e si è scritto di più, in queste due rubriche parlo di gente normale che ho conosciuto davvero qui e di posti poco battuti dalle grandi strade del turismo ma non per questo meno interessanti (anzi ..)

Come mai avete deciso di trasferirvi a Las Palmas? Quali sono le maggiori difficoltà che avete incontrato? Cosa vi ha invece affascinato di questa isola?

L’idea di andare a vivere al mare era nell’aria già da tempo. E Las Palmas e’ stata una scelta spontanea. Ci e piaciuta subito: vicina all’Italia, ottimo clima, bella, pulita, colorata, buona qualità di vita a misura di adulto e bambino, ricca di tutto quello che una città può offrire. Una città. Si perché dopo 43 anni di Milano, non avrei mai potuto spostarmi in un contesto poco “organizzato”. Pur volendo scegliere un ritmo più tranquillo e più semplice, non avrei mai potuto rinunciare ad abitudini e piaceri ormai consolidati e quindi negozi, cinema, benessere, teatri … ma anche ad aspetti cruciali per chi si muove in famiglia e quindi scuole, ospedali, attività sportive e culturali …

E Las Palmas ha tutto questo. E’ una città ben strutturata e ricca di opportunità. Ma è tranquilla. Ed e’ sul mare.

Per una strana ragione, Gran Canaria è la meno famosa delle Isole Canarie. Cioè, è sicuramente conosciuta ma pensando alle Canarie il pensiero va immediatamente alla triade più famosa : Tenerife Lanzarote Fuerteventura.

Io stessa prima di iniziare a guardare le Canarie con un occhio più “clinico” non l’avevo mai considerata.

Eppure l’Isola c’è, eccome! Ed e davvero sorprendente. (almeno, a me ha sorpreso).

Quali luoghi consigliereste a chi vuole visitare l’isola quest’estate?

Gran Canaria è un’isola nell’oceano Atlantico. Ed è quindi superfluo dire che offre spiagge meravigliose, tramonti mozzafiato e albe strepitose, un mare splendido, spesso molto selvaggio e “vivo” come solo l’oceano sa essere.

Tutto questo credo sia abbastanza scontato.

Quello che invece è meno ovvio è che a Gran Canaria Madre Natura si è sbizzarrita non poco: nel giro di pochissimi chilometri e nell’arco di un giorno di escursione è possibile passare dal mare alle dune del deserto alle montagne,dai boschi a laghi e fiumi. Dai paesaggi lunari da Guerre Stellari a zone brulle e desertiche degne di un set di Sergio Leone.

Ce n’è per tutti i gusti e questa è una cosa che, personalmente, ho apprezzato particolarmente.

Natura si ma anche tanto folclore e cultura locale: il borgo di Teror e il mercato ecologico del sabato della Vega di San Mateo, Arucas e Firgas, splendide cittadine in collina, le piscine naturali di Agaete e il borgo di pescatori di Puerto de Las Nieves, dove si può mangiare ottimo pesce direttamente da chi l’ha pescato … e potrei andare avanti ancora molto.

Premesso questo, chi vuole visitare l’isola deve necessariamente noleggiare una macchina e decidere quanto tempo dedicare al relax e quanto invece all’esplorazione e al “girovagare”.

Si perché una cosa che ho scoperto in questo primo anno di permanenza qui – e che poi ha dato vita alla mia rubrica “la Guida Non Turistica” – è che è bellissimo “perdersi” guidando lungo la costa o nel centro .. e scoprire paesaggi nuovi e sorprendenti, Borghi sconosciuti, punti di osservazione diversi dai soliti, ristorantini arroccati sulla roccia …

Quali sono le principali differenze tra la vita a Las Palmas e la vita  a Milano? Pensate che quest’isola sia la vostra “meta finale”? Che consigli dareste a chi desidera intraprendere un percorso di espatrio come il vostro?

Le differenze tra Las Palmas e Milano. Ci sono le risposte ovvie (calma, qualità di vita migliore, meno stress, il mare tutto il giorno tutti i giorni …) e quelle meno ovvie (ma il lavoro? La realtà troppo piccola? Troppo “isolana” e quindi chiusa?).

E’ un tema talmente soggettivo e personale che mi risulta veramente difficile fare delle considerazioni di carattere generale.

Tutto dipende da quello che si cerca in un determinato momento. Quello che si “sente”.

A 30 anni – ma nemmeno a 40 – non mi sarei mai sognata di lasciare Milano e tutto quello che contene(va) e rappresenta(va). A dirla tutta, avrei fatto fatica a cambiare fermata della metropolitana, figuriamoci città … paese!!

Poi però prende il sopravvento una delle caratteristiche fondamentali della Vita, caratteristica che ho scoperto da poco e che adesso mi sta sorprendendo ogni giorno: tutto cambia. Sempre. Continuamente. E non si può mai dire mai o per sempre. Perché poi arrivi a un bivio e ti trovi a pensare “ma .. quasi quasi …”

Cosa consigliare a chi vuole cambiare?

Innanzitutto di considerare sempre che l’Eden non esiste. Anche le Canarie, un vero e proprio eldorado 15/20 anni fa, ora hanno i propri limiti e difficoltà (e anche belle grosse direi). Ma la perfezione non esiste no? (E per fortuna, mi viene da dire …)

Fare i conti. Molti. Precisi. Al centesimo. Avere una indipendenza economica sostanziosa per poter affrontare i primi mesi. avere sempre pronto un piano B. Studiare bene la realtà scelta tenendo però bene a mente che sarà solo vivendoci che si potrà capire davvero a fondo dove si vive e come.

Io inizio adesso – dopo un anno – ad avere una vaga idea di come girano le cose qui.

Essere flessibili, pronti agli imprevisti. Modificare i propri progetti ed essere pronti (e umili) a declinarli alla realtà del luogo. Non entrare “a gamba tesa” senza darsi possibilità di cambiare in corso d’opera.

Essere umili (lo ripeto ma e cruciale), avere sempre avere ben chiaro che siamo noi “expat” a doverci adeguare alla realtà che ora ci ospita e non viceversa.

Avere sempre la guardia molto alta, essere cauti e non avventati nelle scelte, soprattutto se si tratta di investimenti economici.

 

Essere pronti a ri-scoprirsi e ri-trovarsi.

Si. Perché una volta usciti dal proprio guscio, dalla propria Comfort Zone, cadono uno a uno gli strati di cui eravamo coperti nel nostro luogo di origine. Come le cipolle. Strati di abitudini, di comportamenti, di sicurezze sociali, culturali, forse Anche economiche.

Arrivati in una nuova realtà, si parte da zero ma il primo zero che si incontra è quello che riflette lo specchio quando ci guardiamo la mattina (e anche la sera in effetti …)

Perché vivere altrove, soprattutto quando non si è più giovanissimi, è veramente diverso. Vuole dire vivere un’altra vita, con ha altri interpreti, con un’altra sceneggiatura. Ma soprattutto un altro protagonista.

Che vada bene o che vada male, si esce totalmente .. rinnovati.

Certo, inizialmente e’ molto stancante, molto faticoso.  A volte anche molto frustrante.

Ma è anche una scoperta continua, spesso ricca di soddisfazioni e di .. aperture. Di grandi sorprese. A volte le più inaspettate. Onestamente credo ci voglia anche un pizzico di incoscienza. Un po’ di “tapparsi il naso e buttarsi”. Senza pensarci troppo. Perché in questo tipo di scelte la razionalità aiuta ma frena anche molto.

Quindi carte, conti, piani, progetti ma anche … 3, 2, 1 … ok vado! Tanto, come diceva Charlie Brown, “non siamo alberi. Se non ci piace dove siamo possiamo sempre spostarci”. E quando si entra nel mondo expat si scopre che ci sono trilioni di famiglie che si spostano continuamente. Di figli bi-trilingue che studiano ovunque. Che mangiano qualsiasi cosa. Nel momento in cui la mente sdogana la “paura dello spostamento” è davvero tutto molto più semplice. Resteremo sempre qui? E chi lo sa? Io sogno sempre di invecchiare a Ko Panghan, sulla spiaggia di Haad Rin, mentre scrivo il best seller dell’anno.

Chi di voi non vorrebbe aprire la finestra e trovarsi un panorama così? Il Panda già prepara la valigia! Speriamo di vederci presto a Las Palmas 🙂

Grazie Pamela per averci raccontato di te e  per averci portato alla scoperta della vita nelle Canarie, fornendoci dei preziosi consigli per quando ci andremo, ma sopratutto facendoci vivere questo luogo con i tuoi occhi e facendoci assaporare, per il tempo di un ‘intervista, la vita da expat!

 

Vi ricordo che le foto che vedete sono tratte proprio dal suo blog.

Quindi, se volete avere maggiori informazioni su di lei, sulla vita a Las Palmas  o volete contattarla, vi lasciamo il link al suo sito qui.

Sei un viaggiatore? Vuoi vivere le stesse esperienze di Pamela?

Visita il sito!

 

Condividi questo articolo con i tuoi amici

Come funziona Rolling Pandas?

req

Crea il tuo viaggio

  • Viaggia in tutto il mondo
  • Scopri 1000+ tour organizzati
  • Più di 200 partner scelti con cura
prev

Ricevi il preventivo

  • Manda la tua richiesta senza impegno
  • Ricevi il preventivo da un esperto locale
  • Prenota con un clic
go

Parti in sicurezza

  • Piattaforma per pagamenti sicuri
  • Utilizzato da centinaia di viaggiatori
  • Opzioni di pagamento flessibili

Vuoi fare un viaggio su misura?

mood_bad
  • Non ci sono commenti
  • chat
    Aggiungi un commento
    keyboard_arrow_up