Racconti in valigia: Da una piccola cittá di provincia a Lisbona

Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Matteo, trasferito in Portogallo ed autore del sito Ilmioportogallo.it, nel quale racconta ai suoi lettori delle sue esperienze, della sua vita in Portogallo e dei suoi viaggi, dando preziosi consigli a coloro che vogliono trasferirsi o viaggiare in questo bellissimo Paese. 

Ecco per voi la sua intervista:

Raccontaci un pò di te e di come nasce il tuo blog

Sono nato a Grosseto, sono architetto di formazione e da oltre 6 anni anche guida turistica di professione, oltre che architetto.

Sono arrivato a Lisbona nel 1998 e qualche anno fa, in un momento in cui il lavoro come architetto scarseggiava (erano gli anni difficili della Troika e dei sacrifici imposti dall’alto, anni in cui molti portoghesi hanno visto le loro condizioni di vita diventare ben piú complicate) ho deciso di utilizzare il maggior tempo libero che avevo a mia disposizione per creare un sito che é tra una guida personale ed un blog sul Portogallo, dove ho voluto mettere nero su bianco tutto quello che conoscevo ed apprezzavo di questo piccolo Paese, che in questi ultimi venti anni ho avuto la fortuna di girare in lungo e in largo. Mi sembrava che mancasse in rete un qualcosa del genere, ed ho finito per fare quasi una vera e propria guida sul Portogallo, anche se molto personale perché basata esclusivamente sulla mia esperienza personale (non a caso si chiama ilmioportogallo.it ), una specie di strumento utile a chi non ci é mai stato e lo vuole conoscere meglio. 

 

Cosa ti ha portato in Portogallo? Quali credi siano le principali differenze tra stile di vita italiano e quello portoghese?

La storia del mio soggiorno portoghese inizia con un improbabile viaggio nell’ormai lontano 1997 per assistere ad una partita di calcio, io che non ero quasi mai andato allo stadio e che mi limitavo normalmente a tifare davanti alla tv del bar: Lisbona peró mi affascinava sin da allora, la immaginavo bianca ed esotica, con un’anima tutta sua come poi alla fine mi si é rivelata, perché cosí la leggevo nei libri di uno dei miei scrittori preferiti di allora, Antonio Tabucchi.

Non saprei individuare bene le differenze di vita tra il Portogallo e l’Italia, anche perché io sono passato da una piccola cittá di provincia, devo dire non particolarmente frenetica o interessante, ad una cittá piú grande, incrocio da sempre di mondi e culture differenti, con una vita culturale e notturna ben diversa da quella grossetana. Detto questo, non so se in Portogallo riuscirei a vivere felice in molti altri posti: normalmente e logicamente con le dovute eccezioni (Porto, Évora, Aveiro, Guimarães e poche altre peró) le cittá portoghesi medio-piccole non sono molto belle e nemmeno molto vive o interessanti, p.e., a differenza di molte delle nostre cittá di provincia.

Quanto alle differenze sugli stili di vita non amo le generalizzazioni, comunque direi che forse sono piú le similitudini che le differenze. I portoghesi sono in genere persone semplici e cordiali, meno espansive e comunicative di noi italiani ma anche meno propensi a dare un’importanza eccessiva all’apparenza, p.e. Alcune abitudini italiane, come p.e. l’aperitivo, non esistono, forse puó non essere facile per un italiano integrarsi per una certa timidezza che caratterizza soprattutto certe generazioni portoghesi, devo dire che io non ho mai sentito d«nessuna difficoltá di questo tipo, ma forse l’avere una moglie portoghese puó essermi stato di aiuto. 

 

Come hai organizzato il tuo trasferimento e quali consigli daresti a chi desidera trasferirsi in Portogallo?

Dopo un anno dal mio primo viaggio “calcistico”, durato il tempo sufficiente per conoscere Paula, mia moglie, e dopo un anno di viaggi avanti e indietro, ho preso la decisione di trasferirmi definitivamente a Lisbona, e nel marzo 1998 ho preso il primo biglietto di aereo solo andata. Sono venuto a Lisbona subito a vivere con Paula, portandomi dietro soprattutto libri e CD. Dopo poche settimane di ricerca ho trovato lavoro come architetto e da allora ho sempre lavorato, soprattutto come architetto senior in studi di architettura ma anche come libero professionista, senza aver avuto mai nessun problema o difficoltá di integrazione, nemmeno all’inizio.

A chi desidera trasferirsi in Portogallo per lavorare dico che se, come me, é maredipendente ha scelto il Paese giusto, che non deve essere allergico all’aglio, che qui mettono praticamente dappertutto, e che soprattutto deve essere convinto e motivato, perché ora le condizioni di lavoro sono piú difficili di quando sono arrivato io: i salari come dipendente p.e. sono molto bassi, ed a Lisbona chi cerca casa in questi tempi la troverá solo a prezzi proibitivi. Esistono comunque alcune opportunitá di lavoro, per chi ha un’idea buona e possibilitá di piccoli investimenti puó essere ancora il posto giusto, in molti aspetti é piú semplice p.e. aprire un’attivitá qua che da noi, e la qualitá della vita é comunque molto buona secondo me.

 

Ci consigli 3 luoghi non turistici ed un piatto tipico?

A Lisbona ormai i luoghi non turistici, proprio perché ricercati paradossalmente da tutti i turisti, é sempre piú difficile trovarli, e se il vostro blog p.e. ha molta visibilitá, i posti meno turistici che vi diró potrebbero non esserlo piú tra qualche mese…

Comunque, restando a Lisbona, passeggiare nelle stradine del Bairro da Madragoa puó essere una soluzione, cosí come andare la mattina presto al Mercato di Alvalade, o vedere Lisbona dall’alto, tra i graffiti delle pareti dell’ex Ristorante panoramico di Monsanto.

Uscendo da Lisbona invece le possibilitá di trovare luoghi non turistici – intesi come luoghi interessanti ma con pochi turisti – é logicamente molto piú facile e le ipotesi sono quasi infinite: vi consiglio p.e. come ho fatto io poche settimane fa di passeggiare per le stradine di Castelo Rodrigo e da lí partire per un viaggio fino a Barca d’Alva, oppure di percorrere a piedi una delle tappe della Rota Vicentina, lungo il tratto di costa piú bello del Portogallo, o restando piú vicino a Lisbona di arrivare fino al Cabo Espichel, molto meno frequentato del Cabo da Roca ma secondo me altrettanto affascinante.

La gastronomia portoghese é ricca e diversificata, per cui scegliere solo un piatto tipico mi sembra ingiusto: ne indicheró 3, tutti tipici ma non ugualmente facili da trovarsi.

In primis le sardinhas grelhadas, ossia le sardine alla griglia, vera delizia ma attenzione, da mangiare solo tra giugno e settembre, perché negli altri mesi c’é il fermo pesca e quindi i turisti (nessun portoghese che si rispetti mangia le sardine se non sono fresche) le mangiano congelate.

Poi il cabrito no forno, ossia il capretto al forno, questo da provare soprattutto nelle localitá piú rurali, non tanto a Lisbona

Infine, visto che non si puó non nominare il famoso baccalá, consiglio anche di provare, sapendo giá che non sará facile trovarla, la feijoada de sames di bacalhau, un piatto confezionato con i fagioli e con la vescica natatoria del baccalá

Chiaro che poi dovrete scegliere anche il posto giusto, ma questo non posso dirlo, altrimenti la prossima volta che ci vado me li trovo pieni di turisti…

 

Vi ricordiamo che, se volete contattare Matteo, volete ispirazioni e consigli su un viaggio in Portogallo o volete seguire le sue avventure, potete trovare il suo sito  qui 

Sei un viaggiatore? Vuoi vivere le le stesse esperienze di Matteo?

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