Racconti in valigia: cucina è folklore e identità

Il Panda si avvicina al weekend assieme a Margherita, l’autrice del sito Cannella e Confetti, dove potrete trovare non solo invitanti ricette ma anche consigli per le vostre esperienze enogastronomiche fuori dalle mura di casa. Con Margherita abbiamo parlato del legame tra cucina e popolazione locale: nei sapori, nei profumi, a volte anche nei colori, possiamo scorgere i tratti del popolo, le sue tradizioni. Anche per questo il Panda adora i viaggi enogastronomici! Ecco per voi le parole di Margherita:

Raccontaci un pò di te e di come nasce il tuo blog

Mi piacerebbe dire che ho sempre amato cucinare ma la verità è che, a parte qualche esperimento con il Didò o con la pasta per gli gnocchi che sottraevo alla nonna mentre li preparava, non sono mai stata particolarmente operosa in cucina.

Ho iniziato a sfornare biscotti durante il liceo, mentre all’Università le mie cene casalinghe consistevano in grissini e prosciutto crudo o uova strapazzate con i mini wurstel (un minuto di silenzio, lo so).

Non ero neanche particolarmente gourmet a dire il vero, mangiavo principalmente per golosità e con moderato interesse.

Conoscendo Fabio, mio marito e partner in crime di viaggi e cene, ho scoperto piano piano la vera gioia del cibo, imparato a mangiare molte delle cose che pensavo non mi piacessero e sentito per la prima volta il desiderio di mettermi ai fornelli per fare felice qualcuno.

Ho sempre adorato invece scrivere, è qualcosa che mi fa stare bene e mi è sempre venuto facile.

E’ stato così che una sera, davanti allo sportello del forno mezzo aperto per far asciugare le meringhe e ai tempi i cui i blog non erano ancora “esplosi”, ho pensato che avrei potuto tenere un diario digitale di cuore e cucina (che è anche il pay-off del mio blog, non a caso).

Ne avevo già aperti diversi, ma mi era mancata la continuità. A www.cannellaeconfetti.it invece mi sono affezionata, è un pezzetto di me che cerco e cercherò sempre di coltivare.

Nel tuo blog abbiamo visto una sezione chiamata Eating Out: come selezioni i ristoranti? Quanta importanza dai all’estetica del ristorante e del piatto? C’è stata una esperienza enogastronomica che ti ha stupita particolarmente?

Uscire a pranzo o a cena è decisamente una delle mie esperienze preferite!

Seleziono attentamente i posti in cui decido di investire il mio tempo e i miei soldi.

Sul blog ne parlo solo se ne esco effettivamente soddisfatta, il criterio con cui seleziono è “lo consiglierei alla mia più cara amica?”.

Mangiare fuori è molto di più che consumare un pasto preparato da qualcun altro. E’ entrare a casa di un altro, venire a contatto con la sua sfera personale e lasciarlo entrare un po’ – a sua volta – nella tua.

Cucinare per qualcuno è un gesto molto intimo, in cui le distanze tra due sconosciuti si riducono tanto rapidamente come non accade in nessun altro contesto (a parte forse sui mezzi pubblici). Quando entro in un locale, che sia una tavola calda o il più stellato dei ristoranti, mi devo sentire accolta. Il grado di formalità, eleganza e saranno ovviamente declinati rispetto al contesto, ma il sentirsi a proprio agio è qualcosa che non deve mai mancare perché un’esperienza gastronomica sia davvero godibile al 100%.

Per quanto riguarda il tema gusto ed estetica, per me nessuno dei due criteri ha un peso molto maggiore rispetto all’altro.

Ovviamente un’esperienza gastronomica deve soddisfare il palato ma allo stesso tempo, chi fa ristorazione con amore e attenzione, non può che metterci cura.

E cura non corrisponde necessariamente a lusso estremo e impiattamenti extra creativi (per esempio, odio quando un piatto è tanto complesso nella composizione estetica da risultare difficile da mangiare)! Anche un piatto di spaghetti al ragù in trattoria può essere invitante, servito su un piatto di ceramica semplice, non sbeccata e con un tovagliolo di stoffa sulle gambe.

 

Le mie esperienze enogastronomiche migliori di sempre? Direi il menu Riflesso ristorante Contraste dello chef Perdomo, provato appena aperto che non stavo nella pelle. La verticale di carne cruda di Damini e Affini ad Arzignano, che per una carnivora come me è commozione pura. L’hamburger di The spotted pig, a NY. La paella ciega di Sa Caleta, minuscola e impervia spiaggia di Ibiza.

Il viaggio diviene per te fonte di ispirazione per nuove ricette? Cerchi di unire nei tuoi piatti ingredienti di culture diverse?

Sicuramente la “macchina del tempo” migliore per ripercorrere un viaggio con la memoria sono odori e sapori. Le mie valigie del ritorno traboccano sempre di spezie e prodotti tipici, che amo consumare nelle settimane successive al rientro per combattere la nostalgia e sentirmi ancora un po’ in vacanza.

Amo molto accostare alle ricette più tradizionali della cucina italiana tecniche o ingredienti scoperti durante i miei viaggi. C’è stato il periodo in cui aggiungevo curry ovunque, per esempio, o in cui cuocevo tutto in modalità stir-fry.

Per me conoscere un luogo avvenga sicuramente attraverso il cuore e gli occhi ma anche attraverso il palato. Quando la trovo al supermercato, addento una pitaya (un po’ pallida e ammaccata dal lungo viaggio, poveretta) e mi sento subito con i piedi tra la sabbia di Chaweng beach.

Credi che la cucina di un paese possa rivelare qualcosa della sua cultura?

Senza dubbio la cucina è folklore e identità.

Pensiamo a una ricetta all’apparenza banale come l’insalata greca: ci sono le verdure crude mature, che parlano di terra e sole, combinate con la nota fresca e sapida della feta, perfetta espressione di un popolo sincero ma di carattere.

Nelle ricette identitarie di un popolo, nulla è un caso.

Il modo migliore per venire a contatto con la cucina locale originale, viva e vera, non patinata né alterata da contaminazioni fusion o desiderio di venire incontro a gusti standard? Assaggiarla in un mercato. O, meglio ancora, direttamente a casa di qualcuno del posto.

Grazie Margherita, con le tue parole hai saputo trasmetterci sia la tua passione per la cucina che la forza, la bellezza, del viaggio, specialmente se enogastronomico. Ci hai messo una gran voglia di perderci in un piccolo mercato, in Italia o all’estero non è importante, e di chiudere gli occhi e sentire i profumi locali.

Vi ricordiamo che se  volete ispirazioni per la prossima cena, se volete curiosare tra le sue belle ricette o se volete contattare Margherita vi lasciamo il link al suo blog qui.

Sei un viaggiatore? Vuoi vivere le stesse esperienze di Margherita?

Visita il sito!

Condividi questo articolo con i tuoi amici

Come funziona Rolling Pandas?

req

Crea il tuo viaggio

  • Viaggia in tutto il mondo
  • Scopri 1000+ tour organizzati
  • Più di 200 partner scelti con cura
prev

Ricevi il preventivo

  • Manda la tua richiesta senza impegno
  • Ricevi il preventivo da un esperto locale
  • Prenota con un clic
go

Parti in sicurezza

  • Piattaforma per pagamenti sicuri
  • Utilizzato da centinaia di viaggiatori
  • Opzioni di pagamento flessibili

Vuoi fare un viaggio su misura?

mood_bad
  • Non ci sono commenti
  • chat
    Aggiungi un commento
    keyboard_arrow_up