Racconti in valigia: Costa Rica, occhio al meteo!

Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Melanie, esperta di viaggi ed autrice del blog Sentieri liberi, nel quale racconta ai suoi lettori delle sue esperienze, della sua vita e delle sue avventure di viaggio, dando preziosi consigli a coloro che vogliono mettersi in viaggio! 

Ecco per voi la sua intervista:

Parlami un po’ di te e del tuo blog

Classe ‘95, città natale Padova, papà italiano, mamma tedesca e una sorella maggiore che vive in Australia. Mi sono sentita sempre un po’ selvaggia, amo andare in giro a piedi nudi, arrampicarmi sugli alberi, accendere un falò per dormirci intorno mentre le braci scoppiettano e si spengono nella notte. Sono curiosa e mi piace imparare a fare di tutto. A causa dei miei vari e diversi interessi, dopo il Liceo Scientifico, non mi sono iscritta all’Università perché non sapevo proprio quale scegliere, le avrei fatte quasi tutte. Così ho brevemente lavorato e sono partita con qualche soldo in tasca per il mio primo grande viaggio in Sud America, dove volevo stare via 6 mesi e alle fine sono tornata dopo un anno e mezzo. L’idea del blog nasce a quel tempo, quando ricercavo informazioni utili per viaggiare low cost in America Latina e in italiano ne trovavo ben poche. Quindi mi misi a raccogliere informazioni nei paesi che visitavo e condividerle su un blog che a quel tempo si chiamava Vivere zaino in spalla (e ancora esiste da qualche parte sul web). Col passare dei mesi la costanza nello scrivere venne meno e mi distaccai da tutto, tanto che per un lungo periodo non ebbi nemmeno il telefono. Quel lungo viaggio mi fece scoprire la libertà, la bellezza di essere vivi e godersi il presente e conobbi delle persone che diventarono cari amici. L’altra faccia della medaglia fu che davanti a tanta libertà di scelta, una volta tornata in Italia, avevo le idee ancora più confuse sul da farsi nella mia vita e passai un periodo a lavorare in bar e rattristirmi. L’idea del nuovo blog Sentieri Liberi nacque insieme al mio nuovo progetto di viaggio: l’Italia in bici. Su Sentieri Liberi c’è prima di tutto il mio piacere per la scrittura, poi le foto e infine le storie degli incontri con la gente e la scoperta della natura. C’è la speranza d’ispirare a viaggiare e di eliminare distanze e confini per comprendere che nel mondo siamo tutti esseri umani fratelli e uguali. Ora, oltre a tante altre cose, sono accompagnatrice turistica e cerco di fare delle mie passioni un lavoro.

Come nasce la tua passione per i viaggi

Avevo 8 anni la prima volta che intrapresi il mio primo “viaggio”. Ero alle elementari e avevo chiesto insistentemente ai miei genitori di essere spedita in Germania a casa di mia nonna materna. Non mi ricordo cosa mi passasse per la testa a quella tenera età, ma ho vari ricordi della mia permanenza di 5 settimane a Staufen, piccolo paesino ai piedi della Foresta Nera. Andavo a scuola con i miei nuovi compagni, al pomeriggio giocavamo per le strade e dormivo nel lettone con mia nonna che russava come un orso. Dimenticavo come parlare correttamente l’italiano al telefono con la mia famiglia e mia nonna si metteva le mani fra i capelli perché non sapeva più come contenermi (questo lo scoprii solo molto più tardi). I miei genitori sono sempre stati appassionati di campeggio e hanno portato mia sorella e me in vacanza facendomi amare l’avventura. Ci ricordo intenti ha costruire un tavolino di canne di bambù in un campeggio semi-abbandonato sulla costa nord-ovest di Skiathos, in Grecia, dove di notte correvano cavalli selvaggi e nei bagni c’erano le rane. Con quelle esperienze alle spalle non dimentico mai di mettere in zaino coltello cordino e nastro adesivo! (E ago e filo). Per tale educazione e per le mie attitudini l’amore per il viaggiare era quasi inevitabile e ora, dopo un periodo di stasi, segue sempre la necessità di movimento e di scoperta per ricaricarmi di energie.

  

Raccontami del tuo viaggio in Costa Rica, cosa ti è piaciuto di più?

Sognavo di visitare la Costa Rica da dieci anni. Colsi l’opportunità di andarci con un’amica nel novembre 2018. Arrivammo nella capitale San Josè, e fummo ospitate da amici di amici. Ci calammo subito nel clima latino, a suon di musica, birra ed un letto angusto da condividere. Non avevamo programmi ben chiari e ci lasciammo consigliare da Rebecca e Marcela, madre e figlia, le nostre ospitanti. Nell’arco del mese che passammo a viaggiare da un posto all’altro la sorte non ci regalò bel tempo o meglio, scegliemmo il periodo totalmente sbagliato, novembre piovoso, e questo ci fece poco apprezzare le famose belle spiagge del paese. Ciononostante godemmo molto della natura e dei parchi naturali con gli animali selvatici. Ci è piaciuto tantissimo l’estremo sud della penisola di Nicoya. A parte la più turistica e frequentata Montezuma, 7 km più a sud si trova il villaggio di Cabuya, immerso nella foresta, a pochi passi dall’oceano e solcato dal bellissimo fiume Lajas. La strada finisce della Riserva di Cabo Blanco che abbiamo trovato vuota di persone e popolata di animali: scimmie, cinghialetti, roditori, piccoli cervi, iguane e farfalle blu. Poco prima dell’entrata al parco c’è il Cafè Indigena di Giovanni, un posto meraviglioso dove fermarsi a bere un espresso. Per lui è stata una gioia scambiare due parole in italiano, ci ha raccontato della sua vita in Costa Rica e ci ha mostrato il suo appezzamento di terreno, con coltivazione di moltissime piante diverse ed interessante per le strutture costruite da lui con terra e materiali di riciclo. Forse la chicca è proprio il bagno con un digestore anaerobico ed un sistema di purificazione delle acque reflue. Noi siamo rimaste lì a chiacchierare e con il calare del sole abbiamo visto le rane verdi con gli occhi rossi e pure un cercoletto: una rarità! Che a Giovanni ha combinato non pochi guai… Tale cercoletto si era innamorato della sua fidanzata!

 

Cosa consiglieresti di vedere ai nostri lettori in Costa Rica?

In Costa Rica ci sono molti parchi naturali che meritano la pena di essere visitati. Il famoso Manuel Antonio è il più piccolo ma anche il più frequentato del paese, ma non a caso… la foresta pluviale è imponente, verde e umida. Che piove o che ci sia il sole preparatevi per una bella sudata. Ci sono numerosi sentieri tutti percorribili nell’arco di una mattinata. Meglio andare nelle prime ore della giornata, per evitare l’orda di turisti. Si può passeggiare sul lungo mare, camminare nella foresta su una comoda passerella o avventurarsi per gli scoscesi promontori. Con il bel tempo ci si può rilassare in spiaggia e fare un bagno nel bellissimo oceano. Attenzione però! Mentre stavamo lì a galleggiare e godere della vista di due enormi tartarughe che copulavano vicino alla riva, un furbetto orsetto lavatore ha acchiappato il mio zaino e se non fosse per le grida dei turisti e per un’attenta guida del parco se lo sarebbe portato via e si sarebbe leccato i baffi con il mio dolcetto di mais! Il segreto per riacciuffare i propri averi dalle mani di una bestia? Tirargli l a sabbia in faccia! Tappa imperdibile è Puerto Viejo, villaggio di fricchettoni, qui si respira tutta la pura vidacostaricana: la gente cammina lenta, fa surf, si rilassa sulla spiaggia. La Costa Rica è un paese che offre decine di attrazioni e di possibili attività come surf, kitesurf, windsurf, bodyboard, rafting, kayak, canopy, canyoning, snorkelling, birdwatching, relax ai Caraibi, relax sul Pacifico, ascese ai vulcani, escursioni nei parchi naturali, bagno in cascate e fiumi, festa, acque termali… Il mio consiglio è di andare in stagione secca (da dicembre ad aprile) e con una buona disponibilità economica perché qualsiasi attività costa e noleggiare una macchina permette molta più libertà; i trasporti pubblici sono terribili.

 

 

Grazie Melanie per averci dedicato il tuo tempo, il Panda non vede l’ora di ripartire!

Vi ricordiamo che, se volete contattare Melanie, volete ispirazioni e consigli sul prossimo viaggio o volete seguire le sue avventure, potete trovare il suo sito  qui 

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