Racconti in valigia: Consigli per un viaggio ecosostenibile

Come sapete, al Panda sta molto a cuore il rispetto dell’ambiente e di tutte le forme viventi: bastano pochi accorgimenti, impegno e costanza, per avere un impatto positivo sul mondo!  A tal proposito abbiamo intervistato Michele, autore del blog omonimo Michele Dotti, che ci ha raccontato di sé e delle sue esperienze e  ci ha dato dei preziosi consigli per un viaggio green ed ecosostenibile.

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Sono un educatore, formatore e scrittore, attivo da oltre 25 anni in tutta Italia e con un impegno in Africa come volontario, nella solidarietà internazionale, con l’ONG Mani Tese.

Il mio blog nasce nel 2008 dal desiderio di condividere riflessioni, emozioni ed esperienze, prevalentemente nel campo dell’educazione, della solidarietà e dell’ecologia.

Mi ha accompagnato in tutti questi anni e mi ha permesso, anche prima della nascita dei social, di restare in contatto con tanti amici, con migliaia di studenti che incontro nei miei spettacoli e di insegnanti con i quali tengo corsi di formazione, condividendo tante esperienze importanti. Sono stato 24 volte in Africa occidentale, prevalentemente in Burkina Faso, ma anche in altri Stati quali Benin, Togo e Mali. Abbiamo realizzato tantissimi progetti, in questi contesti di estrema povertà, che hanno ridato dignità e speranza a centinaia di migliaia di fratelli, creando autonomia alimentare, portando salute… è stata un’esperienza che mi ha cambiato profondamente nel modo di vedere le cose! Se c’è una cosa che ho capito è che l’impegno porta dei frutti e anche nelle situazioni più difficili e apparentemente disperate le cose possono cambiare.

Ritieni possibile intraprendere anche lunghe tratte nel rispetto dell’ambiente?

Non è facile rispondere a questa domanda, perché noi possiamo anche essere molto attenti e rispettosi dell’ambiente durante i nostri viaggi, ma il viaggio stesso (specialmente quello aereo) ha un impatto ambientale piuttosto elevato, stimato intorno al 2% delle emissioni mondiali di gas serra e al 12% delle emissioni di CO2 legate ai trasporti.

Per fortuna sono sempre più numerose le compagnie aeree che offrono ai passeggeri, con pochi euro appena, la possibilità di compensare le emissioni di CO2 emesse con il proprio volo, andando a sostenere programmi per lo sviluppo delle energie rinnovabili o la riforestazione.

Ma l’aereo non è certamente l’unico mezzo di trasporto e a volte è possibile fare viaggi bellissimi anche in nave, in treno con la bici al seguito, persino a piedi se non abbiamo troppa fretta!

Ed è proprio muovendosi lentamente -spesso- che si riescono a cogliere meglio le sfumature, ad assaporare la bellezze dei paesaggi e a potersi fermare per godere delle relazioni con le persone che si incontrano lungo il cammino.

Hai dei consigli pratici per i viaggiatori che vogliono ridurre il proprio impatto ambientale?

Non considerate il viaggio come una parentesi fuori dal tempo nella quale tutto è lecito. Prima di compiere ogni azione chiedetevi semplicemente: “Ma io lo farei a casa mia?”

Durante il viaggio si può prestare attenzione a numerosi aspetti quali i rifiuti, l’acqua, l’energia…avendo cura di non lasciare un’impronta pesante dietro di noi.

In particolare occorre fare attenzione in quei Paesi in cui gli ecosistemi sono più fragili e non esistono sistemi di smaltimento dei rifiuti organizzati. Faccio un esempio concreto per spiegarmi: in buona parte del Sahel le buste di plastica abbandonate sono all’origine di una infinità di problemi: dalla malaria che diffondono perché raccogliendo l’acqua piovana creano delle micro-pozzanghere, alle numerosissime morti per ingestione e soffocamento da parte degli animali.

Oppure pensate alle batterie che portiamo con noi nei nostri apparecchi: se abbandonate a terra possono inquinare migliaia di litri di acqua in luoghi in cui non esiste una depurazione delle acque, entrando nella falda e causando quindi gravi problemi alla salute delle popolazioni locali.

Raccontaci di uno dei tuoi viaggi green!

Ho seguito, come volontario, tanti progetti legati alla sostenibilità ambientale: dall’orticoltura, alla riduzione nel consumo di legna attraverso l’introduzione di stufe chiuse più efficienti, alle dighette antierosive per frenare il ruscellamento dell’acqua che dilava la parte fertile del terreno… ma sicuramente ricordo con grande piacere la riforestazione fatta insieme a volontari italiani e agli amici burkinabè nei villaggi. Abbiamo piantato migliaia di alberi ed è bello, ritornando dopo qualche anno, vederli cresciuti!

Esistono tante associazioni che organizzano esperienze simili, in tanti Paesi del mondo. Si tratta di una possibilità ormai alla portata di tutti, basta un po’ di buona volontà.

Posso assicurare che quello che si porta a casa, dentro di noi, non ha prezzo e ci accompagna per tutta la vita, anche nelle piccole scelte quotidiane.

 

Ringraziamo ancora Michele per questa bellissima intervista, per averci dedicato il suo tempo e per averci portato con sè nei suoi viaggi.  Vi è venuta voglia di partire no?

Vi ricordiamo che potete trovare il blog  qui

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