Racconti in valigia: Come trovare ispirazione in cucina dai propri viaggi

Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Laura, esperta di cucina ed autrice del blog Posate spaiate, nel quale racconta ai suoi lettori delle sue esperienze, delle sue ricette e da preziosi consigli per chi deve organizzare una cena e vuole sorprendere i suoi ospiti.

Ecco per voi la sua intervista:

Raccontaci un pò di te e di come nasce Posate Spaiate

Mi chiamo Laura Campanelli, abito sulle colline astigiane circondata da alberi di nocciole ma nelle mie vene scorre sangue pugliese. Amo il cibo in tutte le sue sfaccettature e mi piace andare a cercare i sapori veri laddove vengono prodotti. Scrivo di cibo, di viaggi e di vita: credo non si possa capire un paese senza assaggiare i suoi piatti o senza conoscere le sue tradizioni culinarie. La vita stessa è un susseguirsi di esperienze e incontri che nel mio caso sono spesso legate alla scoperta di nuovi sapori e profumi.

Posate Spaiate nasce a Giugno 2015 per la voglia di condividere questa passione e tutte le cose belle che ci girano intorno. Mi piace definirlo come una scatola virtuale per raccogliere e condividere ricette, appunti di viaggio e indirizzi gourmand.

Mi capitava di invitare gli amici a cena e notare che erano felici di assaggiare i miei piatti, apprezzavano gli abbinamenti e la scelta delle ricette: cucinare partendo da ingredienti semplici e di stagione con un tocco di creatività come pretesto per raccogliersi intorno allo stesso tavolo e creare un momento di scambio, di gioia e di serenità. Ad un certo punto non mi è più bastato avere intorno a me pochi amici: mi sono resa conto che ciò che mi rilassava davvero era cercare idee per realizzare nuovi piatti, commentarne il sapore e abbinare il vino giusto. Ho pensato che avrei potuto rendere virtuale queste condivisioni raccontando i piatti e le mie esperienze sul web.

Insieme al blog, è cresciuta anche la passione per la fotografia, strumento imprescindibile per raccontare il cibo, le mani di chi lo prepara o i luoghi dove poterlo assaporare.

Così nasce Posate Spaiate il cui nome esprime uno stato d’animo oltre che l’inesorabile condizione delle stoviglie di casa. Ci si sente posati quando si è in orario, quando abbiamo pensato a tutto e ci sentiamo adeguati. Al contrario ci sentiamo spaiati quando rimaniamo addormentati e poi dobbiamo correre per prendere il treno, quando ci sembra che non avremo mai il tempo di fare tutto quello che vorremmo. In ognuno di noi convivono entrambe le anime, e a noi non resta che provare a stare in equilibrio tra loro.

 

Quale è per te il significato della cucina? Come nasce l’ispirazione per nuovi piatti? Il viaggio può contribuire?

La mia cucina segue le stagioni naturalmente: gran parte delle ricette sono preparate con i prodotti dell’orto, della campagna e dei contadini. Mi piace andare alla ricerca di piccole produzioni locali e comprare là dove nascono le eccellenze del cibo.

Sulla mia tavola e nella mia cucina entrano tutti gli alimenti, ma quando posso preferisco gli ingredienti integrali, gli zuccheri poco raffinati e i grassi vegetali. Mi piace cucinare in modo che l’impatto sull’ambiente sia basso: per questo cerco di creare ricette con ingredienti che abbiano fatto pochi chilometri, per questo la carne è presente ma non è protagonista. Scrivo ricette per preparare piatti sfiziosi e sani, guardo alla tradizione ma mi diverto anche con abbinamenti nuovi.

L’ispirazione nasce al mercato, leggendo altri blog, sfogliando le riviste. Il viaggio è importantissimo: da ogni paese portiamo a casa i suoi sapori per reinterpretarli nella nostra cucina. Oppure a volte proviamo a preparare a casa un piatto per immaginare di essere là in quel posto che tanto vorremmo visitare.

 

C’è un paese che ti ha affascinato particolarmente per la sua cucina ed i suoi sapori? Se sì, quali piatti consiglieresti ai nostri lettori a tal proposito?

Credo sia veramente difficile, se non impossibile, scegliere un solo paese: ogni viaggio mi ha arricchito facendomi conoscere nuovi profumi e abbinamenti. Le spezie, le erbe e i prodotti cucinati in loco riescono a coinvolgerti e rimangono impressi nella memoria: durante ogni viaggio scelgo quale sapore voglio portare a casa e mi appunto quelli che invece andrò a cercare nei negozi etnici. Stilo la lista dei piatti preferiti e di quelli che replicherò.

Di ogni paese di solito mi rimangono impressi due o tre sapori principali: quelli del Portogallo sono sardine alla griglia e la consistenza dei pasteis de nata, per la Grecia la feta e il ragù profumato con la cannella, per la Francia brioche appena sfornate e frutti di mare. Ricordo nitidamente il profumo delle ostriche nel porto di Biarritz oppure il semifreddo allo zafferano assaggiato a San Gimignano in Toscana.

Dovendo scegliere direi che i paesi che mi hanno incuriosita di più sono la Thailandia e il Marocco: la prima per i curry e le sue infinite sfumature, il secondo per le spezie calde e per le deliziose tajine di carne e frutta disidratata, piatti che rientrano tra i miei preferiti e tra i più letti del blog.

 

Che importanza dai all’esperienza gastronomica quando viaggi? Come selezioni generalmente i ristoranti? Quali fonti di informazione usi?

La scoperta dei sapori e delle tradizioni gastronomiche è al primo posto durante l’organizzazione dei miei viaggi. Prima di partire mi documento su quello che mangerò, sui luoghi dove poter acquistare il cibo e guardare le persone fare la spesa: i mercati e i piccoli negozi di paese sono una risorsa incredibile per capire un luogo e le persone che lo abitano. Non trascuro i supermercati: mi piace confrontare gli scaffali con quelli italiani, comprare qualche chicca interessante oppure divertirmi a scoprire tutti i cibi strambi che vengono venduti conservati in scatola e che non comprerei mai.

Seleziono i ristoranti escludendo quelli troppo turistici o troppo grandi: mi piacciono i sapori veri e tradizionali per questo spesso cerco osterie e trattorie. La ricerca parte online prima di partire, consultando blog di viaggio, di food e Instagram ma spesso la scelta su dove mangiare viene fatta sul posto, parlando con le persone. Le guide possono essere un utile strumento di orientamento che deve però essere interpretato e usato in base al proprio obiettivo: se viaggio con la mia bambina di due anni non scelgo ristoranti stellati o con uno stile di cucina concettuale perché non potrei concentrarmi adeguatamente per comprenderla e apprezzarla, ma preferisco atmosfere più rilassate in cui anche Anita possa fare esperienza col cibo divertendosi.

 

Le foto che avete visto sono state scattate proprio da lei!

Vi ricordiamo che, se volete contattare Laura volete ispirazioni e consigli per la prossima cena, o volete seguire le sue avventure, potete trovare il suo sito  qui 

Sei un viaggiatore? Vuoi vivere le le stesse esperienze di Laura?

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