Racconti in valigia: Alcune curiosità sulla vita in Cina

A voi non è mai capitato di pensare “Basta, ora mollo tutto e me ne vado!” ? Beh Claudio ha avuto il coraggio di farlo! Lo abbiamo infatti intervistato per voi questa settimana; oltre a vivere in Cina è anche autore del sito Mollo tutto nel quale fornisce ai suoi lettori dei consigli utili per trasferirsi e racconta curiosità. 

Ecco per voi  la sua intervista:

Ci racconti un pò di lei e di come nasce il suo blog

Buongiorno Rolling Pandas, mi chiamo Claudio Piani e ho trentadue anni. Sono nato due volte… La prima a Quarto Oggiaro, nella periferia nord di Milano, il 5 agosto 1987 e la seconda il 6 agosto 2014 quando ho deciso di licenziarmi e partire per un viaggio senza un rientro prestabilito che mi ha visto vagare per Europa, Asia e Oceania per i successivi cinque anni. Ho attraversato l’Asia tre volte, sempre senza prendere aerei.

Da Milano a Jakarta coi mezzi pubblici, poi da Singapore a Milano in autostop e infine dal Tibet a Milano in bicicletta. Per potermi permettere questo continuo viaggiare ho spesso lavorato in cambio di vitto e alloggio come in Mongolia e Russia oppure, per poter risparmiare una maggior quantità di soldi, ho vissuto e lavorato in Australia e Cina. Proprio da queste esperienze è nata l’idea di aprire un blog e una pagina FB “Vagabondiario” che potesse raccontare le mie disavventure in giro per l’Asia, il mio anno di vita in Cina ma anche per raccontare come gestire un viaggio così lungo e spesso impegnativo. In più volevo promuovere il mio viaggio per beneficenza dal Tibet all’Italia in bicicletta, nel quale ho raccolto fondi per un orfanotrofio di bambini tibetani rifugiati in Nepal.

 

Cosa l’ha portata a vivere in Cina? Quali sono le principali differenze nello stile di vita che ha riscontrato rispetto all’Italia?

Le ragioni che mi hanno portato a vivere in Cina sono diverse. Durante i miei primi due anni e mezzo di viaggio l’avevo attraversata due volte: da nord a sud nel 2014 e da est ad ovest nel 2016, letteralmente innamorandomi della sua varietà culturale e ambientale. In secondo luogo la Cina sposava a pieno il principio di vita che ho adottato negli ultimi anni: alternare un anno di lavoro in nazioni dove posso guadagnare bene ed in fretta (Cina e Australia) ad un anno di viaggio in giro per nazioni dove il costo della vita è relativamente basso. La Cina era perfetta: stipendi concorrenziali e costo della vita basso. In più avrei potuto fare il mio lavoro: allenatore di basket e maestro di educazione fisica.

Le differenze con l’Italia sono moltissime e decisamente profonde. Molte di più di quelle che potremmo immaginarci. Credo che la più evidente e determinante sia il numero di persone. Si vive in palazzine da 1500 persone, insegnavo in classi di 50 alunni … la metro è quasi sempre affollata e la mia faccia era quasi sempre l’unica senza occhi a mandorla!!!

 

Quali sono le principali difficoltà che ha dovuto affrontare come expat in questo paese? Cosa invece l’ha affascinata?

Premesso che adattarsi in Cina non è facile, credo di essermela cavata piuttosto bene. Partivo però da una situazione avvantaggiata. Ero in Asia da già due anni e avevo già visitato la Cina in lungo e in largo.

Insomma, sapevo già cosa aspettarmi.

In generale posso dire molto che le difficoltà o i vantaggi per un expat in Cina sono strettamente legati alla città nella quale si finisce a vivere. Ci sono città con migliaia di altri expat, nelle quali è più facile integrarsi e città dove sei l’unico occidentale. Insomma credo vada molto a fortuna e in base a quello che uno cerca.

 

Lei è inoltre un appassionato di viaggi. Quale tra i luoghi che fino ad ora ha visitato l’hanno affascinata di più e perchè?

Domanda sempre scomoda… Ho avuto la fortuna di visitare 79 nazioni nella mia vita, quasi tutte attraversandole via terra da nord a sud o da est a ovest… Come fascino pure credo che India, Nepal e Cina non abbiano eguali. A livello naturalistico sceglierei invece Norvegia e Canada. Il luogo che però mi ha maggiormente affascinato è la catena montuosa dell’IndoKus, tra Tajikistan, Afganistan, Pakistan e Cina. Le montagne sono aride con i colori della sabbia e terminano in cucuzzoli innevati… Le valli sono verde, teatro delle scorribande di Alessandro Magno e dei traffici di Marco Polo… La gente, un inutriglio genetico senza eguali, sembra vivere ancora come a quei tempi.

 

 

Grazie Claudio per averci dedicato il tuo tempo e per i tuoi preziosi consigli!

Tutte le foto che avete visto in questa intervista sono tratte proprio dal blog di Claudio!

Se volete maggiori informazioni, volete il suo aiuto o volete contattare Claudio direttamente, vi lasciamo il link al suo sito qui

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